UE: dopo l’uscita del Regno Unito, Bruxelles guarda verso i Balcani

Pubblicato il 5 febbraio 2020 alle 17:38 in Balcani Europa

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La Commissione europea ha presentato la sua proposta di modifica del processo di ingresso di altri Stati all’interno dell’Unione Europea.

È quanto rivelato, mercoledì 5 febbraio, dall’Ufficio stampa dell’esecutivo di Bruxelles, il quale ha altresì specificato che la sua proposta è tesa a rendere il processo di allargamento dell’UE più credibile, dinamico e prevedibile, oltre che dotato di una maggiore guida politica.

La proposta giunge soprattutto in vista dell’allargamento dell’UE ai Balcani occidentali, processo che aveva subito una battuta di arresto lo scorso 18 ottobre, ovvero prima dell’arrivo della nuova Commissione europea guidata da Ursula Von Der Leyen.

In tale occasione, il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva bloccato l’allargamento dell’Unione Europea a Tirana e Skopje. Nello specifico, l’ingresso della Macedonia del Nord era stato votato positivamente da tutti gli Stati membri dell’UE, eccetto che della Francia, mentre l’ingresso dell’Albania era stato ostacolato da Francia, Danimarca e Paesi Bassi. Da parte sua, Parigi aveva dichiarato di ritenere che l’Europa stia già affrontando troppe sfide per consentire l’ingresso di due ulteriori Paesi dei Balcani, una regione ancora in via di recupero dopo le guerre degli anni Novanta e che ancora oggi combatte contro il crimine e la corruzione.

Tuttavia, commentando la proposta della Commissione europea in merito alle modifiche al processo di allargamento, il Commissario per il vicinato e l’allargamento, Oliver Varhelyi, ha dichiarato che l’ingresso nell’UE dei Balcani occidentali rappresenta una delle principali priorità del mandato dell’attuale Commissione e che per tale ragione, l’esecutivo sta lavorando a tre strade. In primo luogo, la modifica del processo di allargamento. In secondo luogo, l’apertura dei negoziati di adesione per Albania e Macedonia del Nord. Infine, l’elaborazione di un piano di investimenti e di sviluppo della regione balcanica.

I punti principali della proposta dell’UE sulla revisione del processo di allargamento sono quattro: credibilità, guida politica; dinamicità; prevedibilità. Per quanto riguarda il primo, Bruxelles propone di porre un accento maggiore sulle riforme fondamentali, ad esempio sullo stato di diritto. Passando al secondo punto, la proposta è di incrementare le occasioni di dialogo tra i vertici politici. In materia di dinamicità, la Commissione propone di raggruppare i capitoli dei negoziati di adesione in 6 aree, negoziabili contemporaneamente, ovvero le basi fondamentali; il mercato interno; la competitività e la crescita inclusiva; l’agenda ambientale e la connettività sostenibile; le risorse; l’agricoltura e la coesione; le relazioni esterne. Infine, affinché il processo sia più predittivo, la Commissione ha proposto di esprimere con maggiore chiarezza le conseguenze del raggiungimento e del mancato raggiungimento degli obiettivi delle riforme.

Tale proposta giunge a meno di una settimana dall’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, avvenuta alle 23:00, ora locale, del 31 gennaio.

Tale corrispondenza è stata evidenziata dal New York Times, riprendendo The Associated Press, il quale ha altresì sottolineato come la proposta della Commissione europea giunge al fine di evitare ulteriori ritardi nell’avvio nei negoziati di adesione con i Paesi candidati.

Ciò assume per l’Europa particolare valore dal momento che vi è una diffusa preoccupazione, riporta il quotidiano, in merito al possibile avvicinamento dei Paesi balcanici alla Russia e alla Cina, le quali potrebbero riempire il vuoto lasciato dall’Europa. Il blocco comunitario, però, è al momento già abbastanza esposto e sotto pressione a causa dell’uscita del Regno Unito, motivo per il quale può voler evitare di attirare ulteriori fonti di preoccupazione.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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