Turchia: lanciato avvertimento verso l’Europa

Pubblicato il 5 febbraio 2020 alle 14:58 in Europa Turchia

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Il ministro degli Affari Esteri della Turchia, Mevlut Cavusoglu, ha rivelato che la Turchia risponderà all’atteggiamento antagonista dell’Europa, se Bruxelles ignora i diritti dei cittadini turco-ciprioti.

È quanto rivelato, mercoledì 5 febbraio, dall’agenzia stampa turca Anadolu, la quale ha altresì specificato che le parole di Cavousoglu fanno riferimento ai diritti che Ankara riconosce al governo turco-cipriota in merito all’equo accesso alle risorse minerarie ed energetiche a largo delle coste di Cipro.

Nello specifico, le dichiarazioni di Cavusoglu sono state rilasciate in occasione di un incontro al quale Ankara ha convocato gli ambasciatori dei Paesi membri dell’Unione Europea. In tale occasione, il ministro degli Esteri turco ha dichiarato di percepire un atteggiamento ostile da parte dell’Europa contro la Turchia, evidenziando anche come la retorica antiturca sia in crescita all’interno dei Paesi europei.

A conferma di ciò, Cavusoglu ha portato all’attenzione degli ambasciatori l’episodio di un parlamentare europeo greco che negli scorsi giorni aveva strappato l’immagine stampata di una bandiera turca nel corso di una seduta plenaria del Parlamento europeo. A tale riguardo, il ministro degli Esteri di Ankara ha dichiarato di aver apprezzato l’atteggiamento della Grecia e dell’UE, le quali avevano condannato tale gesto, ma ha anche aggiunto di ritenere l’atto del parlamentare un chiaro segnale della diffusione del razzismo, il quale mina alla stabilità dei valori del Parlamento europeo e dell’Europa stessa. Per tale ragione, ha dichiarato il ministro turco, occorre prendere provvedimenti.

In tale clima, Cavusoglu ha altresì espresso il proprio rammarico in merito alla mancata adozione di misure a tutela dei diritti dei cittadini turco-ciprioti e della condivisione a pari misura delle risorse naturali a largo delle coste di Cipro. Ciò, ha dichiarato il ministro di Ankara, unito alla presa di posizione da parte di Bruxelles contro le attività della Turchia nel Mediterraneo orientale e contro l’accordo sulla definizione dei confini marittimi siglato da Ankara e Tripoli, ha provocato l’emersione di tensioni tra l’Unione europea e il Paese candidato all’accesso nel blocco comunitario.

Per tale ragione, il ministro di Ankara ha dichiarato che si rivela necessario l’aumento dello scambio di comunicazioni su tali questioni, ribadendo altresì l’importanza di dare il via a una nuova fase del percorso di adesione della Turchia all’UE.

Le parole di Cavusoglu giungono inoltre a un giorno di distanza dalla decisione dell’Unione Europea di imporre sanzioni nei confronti di due cittadini turchi, ai quali è stato imposto il divieto di ingresso nel territorio comunitario e il congelamento dei propri beni. Tale misura, rivelata da Bloomberg martedì 4 febbraio, segna un nuovo punto di svolta nelle relazioni tra Ankara e Bruxelles, dal momento che sebbene non arrechi danno alle aziende turche, la decisione dell’UE rappresenta un gesto di grande impatto contro uno Stato candidato all’accesso.

Le relazioni tra UE e Turchia sono compromesse principalmente per via di due ragioni. La prima è la condotta di Ankara nel Mediterraneo orientale.

Nello specifico, tali tensioni risultano collegate alla disputa territoriale tra Ankara e Nicosia in merito alla sovranità sulle acque a largo di Cipro, ricche di gas naturale, dove la Turchia conduce operazioni di trivellazione dallo scorso maggio.

Nello specifico, Ankara non riconosce la sovranità di Nicosia, Paese membro dell’UE. Non essendo Cipro uno Stato sovrano, a detta della Turchia, questo non dispone dei diritti per condurre esplorazioni energetiche nelle acque a largo dell’isola. Secondo Ankara, dunque, i diritti di esplorazione energetica appartengono alla Repubblica turco-cipriota di Cipro Nord, la cui sovranità è però riconosciuta soltanto da Ankara.

Le trivellazioni condotte da Ankara a largo delle coste di Cipro sono state inoltre oggetto di numerose contestazioni da parte della comunità internazionale soprattutto dopo che, lo scorso 27 novembre, la Turchia aveva firmato un accordo con la Libia in merito alla definizione dei confini marittimi.

Nello specifico, in tale occasione, il presidente del Consiglio presidenziale del governo tripolino, Fayez Al-Sarraj, ed il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, avevano firmato alcuni memorandum d’intesa relativi alla cooperazione in materia di sicurezza e al settore marittimo. A causare tensioni è il memorandum siglato in ambito marittimo, il quale, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi tra Libia e Turchia anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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