Il Piano per la Pace di Trump al vaglio del Consiglio di Sicurezza dell’ONU

Pubblicato il 5 febbraio 2020 alle 16:31 in Israele Palestina

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L’Autorità Palestinese ha promosso una risoluzione presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per condannare il Piano di Pace del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il 5 febbraio. Il giorno successivo, il consigliere speciale, Jared Kushner, presenterà il progetto nella stessa sede. 

Il tentativo dell’Autorità Palestinese di far approvare una risoluzione contro l’iniziativa statunitense è puramente simbolica, poichè gli Stati Uniti hanno potere di veto in seno al Consiglio di Sicurezza. Tuttavia, la risoluzione potrebbe passare all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove, invece, è possibile che venga approvata. Abbas ha riferito ai leader del proprio partito, Fatah, di essere di fronte ad “un’offensiva diplomatica”, mirata a “liquidare la causa palestinese”. Abbas ha poi affermato che il piano fallirà “come tutti gli altri complotti contro la causa palestinese”, aggiungendo che lo scopo della sua iniziativa era quello di raccogliere il sostegno arabo, islamico e internazionale contro il piano Trump. Il ministro degli Esteri dell’Autorità Palestinese, Riad Malki, ha affermato che il progetto di risoluzione chiede anche “la fine dell’occupazione israeliana e ribadisce la soluzione a due Stati”.

La proposta presentata al Consiglio di Sicurezza afferma che il piano degli Stati Uniti “viola il diritto internazionale e i termini di riferimento approvati a livello internazionale per il raggiungimento di una soluzione giusta, completa e duratura al conflitto israelo-palestinese, come sancito dalle pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite”. Il Piano proposto dall’amministrazione statunitense, secondo tale risoluzione, “mina gli inalienabili diritti e aspirazioni nazionali del popolo palestinese, compresa l’autodeterminazione e l’indipendenza”e la risoluzione sottolinea il fatto che gli insediamenti in Cisgiordania e Gerusalemme Est “sono illegali e mettono in pericolo la fattibilità della soluzione a due Stati”, basata sulle risoluzioni delle Nazioni Unite risalenti al 1967, inclusa la risoluzione 2334, che, specificatamente condanna la costruzione di insediamenti israeliani dal 2016. In sede di approvazione di tale risoluzione, l’allora presidente degli Stati Uniti Barack Obama non aveva posto il veto.

In tale contesto, il genero del presidente Trump e consigliere della Casa Bianca, Jared Kushner, informerà il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sul Piano di Pace statunitense, il 6 febbraio. Kushner è stato tra i principali ideatori dell’iniziativa, che era in preparazione da 3 anni. Trump ha svelato il tanto atteso Piano per la Pace in Medio Oriente, il 28 gennaio, in occasione di un incontro con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, alla Casa Bianca. Tra le proposte, una Gerusalemme unificata sotto Israele e un para-Stato, con sovranità limitata, per i palestinesi. Durante il suo discorso di presentazione, Trump è stato affiancato solo da Netanyahu e nessuna personalità della leadership palestinese era presente all’incontro, non avendo partecipato in alcun modo alla stesura del piano. Da parte sua, l’Autorità Palestinese aveva già tagliato i legami con la Casa Bianca dopo che il presidente statunitense aveva annunciato il riconoscimento di Gerusalemme capitale di Israele, nel dicembre del 2017, e aveva trasferito la propria ambasciata nella città, il 14 maggio 2018. Gli Stati Uniti hanno anche azzerato il sostegno economico all’agenzia delle Nazioni Uniti che supporta i palestinesi, l’UNRWA, tagliando aiuti per centinaia di milioni di dollari. Allo stesso tempo, la Casa Bianca ha ordinato la chiusura dell’ufficio diplomatico palestinese a Washington. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

 

 

di Redazione

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