Ministro degli Esteri algerino in Libia: incontro diretto con Haftar

Pubblicato il 5 febbraio 2020 alle 17:28 in Algeria Libia

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Il ministro degli Affari Esteri algerino, Sabri Boukadoum, si è recato in Libia, mercoledì 5 febbraio, per discutere delle relazioni tra i due Paesi e dell’attuale situazione a Tripoli. Ricevuto all’aeroporto di Bengasi dal suo omologo libico, Abdel Hadi Al-Hwaij, e dal capo di Stato maggiore dell’aeronautica militare dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), il luogotenente Saqr Al-Jarushi, Boukadoum ha incontrato, prima, il primo ministro del governo libico di Tobruk, Abdullah Al-Thani, poi, il comandante dell’LNA, il generale Khalifa Haftar.

Haftar e Boukadoum hanno tenuto una lunga discussione nel quartier generale dell’LNA situato a al-Rajma, ad Est di Bengasi. L’incontro si è incentrato sul ruolo dell’Algeria nel supportare il processo di ripristino della stabilità in Libia e nella definizione degli sforzi congiunti nella lotta al terrorismo e al crimine. Secondo quanto rivelato dall’Ufficio informazioni del comando generale dell’LNA, Haftar ha valutato molto positivamente l’impegno dell’Algeria nel cercare di trovare una soluzione alla crisi libica e ha elogiato la sua ferma posizione nei confronti della questione, sottolineando ulteriormente l’importanza del popolo algerino e delle loro preoccupazioni nei confronti del popolo libico.

Durante una conferenza stampa tenutasi in Algeria, domenica 2 febbraio, tra il presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, ed il suo omologo tunisino, Kais Saied, i due vicini della Libia avevano evidenziato la necessità di allontanare dal territorio libico “tutto ciò che vi è di straniero” e di impedire il flusso di armi verso il Paese. Entrambi i presidenti hanno affermato che la soluzione alla perdurante crisi libica potrà essere raggiunta attraverso incontri tra le diverse parti coinvolte nel conflitto, che potranno essere organizzati proprio in Tunisia o in Algeria.

In tale quadro, Algeri e Tunisi, a detta di Tebboune, potranno rappresentare un punto di inizio per la risoluzione alla crisi libica, sebbene la soluzione dovrà essere “libica-libica”, senza l’ingerenza di parti esterne. I due Paesi si sono detti disponibili ad ospitare incontri che possano aprire una nuova fase per la Libia, in cui vengano create nuove istituzioni che conducano alle elezioni generali ed in cui vengano poste le basi per uno Stato democratico libico, con la supervisione delle Nazioni Unite. È stato altresì ribadito l’impegno algerino nella cornice della lotta al terrorismo ed è stato sottolineato che “la sicurezza e la stabilità della Tunisia rappresentano la sicurezza e la stabilità dell’Algeria”. Inoltre, le due parti hanno concordato lo sviluppo delle aree di confine e di integrazione economica.

Il 26 gennaio, anche il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, si era recato in Algeria per incontrare l’omologo Tebboune. In tale occasione, era stato sottolineato che la crisi libica non sarà risolta attraverso “soluzioni militari”. “Stiamo portando avanti intensi negoziati con i Paesi della regione e con gli altri attori internazionali per garantire il cessate il fuoco in Libia e facilitare il ritorno al dialogo politico”, aveva detto Erdogan ai giornalisti durante la conferenza stampa tenutasi dopo l’incontro con il presidente algerino.

L’Algeria, che condivide con la Libia circa 1.000 km di confine, sta cercando di imporsi come mediatore chiave nella risoluzione della questione libica, che mette a rischio l’intera stabilità regionale. Il 23 gennaio, Algeri ha ospitato un incontro tra i ministri degli Esteri di 6 Paesi africani, ovvero Egitto, Tunisia, Sudan, Ciad, Mali e Niger, per cercare di favorire la pace nel Nordafrica e l’inclusione di tutti i vicini della Libia nei negoziati sulla fine del conflitto.

In tale quadro, il presidente algerino Tebboune, a inizio gennaio, ha espresso un forte desiderio di allontanarsi da qualsiasi soluzione militare in Libia, invitando tutti i Paesi e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ad assumersi le proprie responsabilità, facendo rispettare un cessate il fuoco immediato e ponendo fine all’escalation militare a Tripoli. Per i leader algerini, la Libia rappresenta un’opportunità per guadagnare legittimità internazionale dopo la caduta di Bouteflika e del vecchio regime. Tebboune, dal canto suo, sta provando ad utilizzare il conflitto per rafforzare la sua posizione e il suo ruolo istituzionale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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