Italia: vertice con la Grecia su migranti, energia, Turchia e Libia

Pubblicato il 5 febbraio 2020 alle 17:59 in Grecia Italia

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Il ministro degli Affari Esteri della Grecia, Nikos Dendias, si è recato a Roma per incontrare il suo omologo italiano, Luigi Di Maio.

È quanto rivelato, nella serata del 4 febbraio, dalla Farnesina, la quale ha altresì specificato che nel corso del vertice, i due omologhi hanno discusso delle relazioni bilaterali, di questioni migratorie, della crisi libica, della situazione attuale nel Mediterraneo orientale e di energia.

Per quanto riguarda l’immigrazione, Dendias e Di Maio hanno concordato sull’importanza di rilanciare la discussione in seno all’Unione Europea sulla riforma del sistema di asilo. In tale ambito, i due ministri hanno evidenziato l’obiettivo di mirare a un accordo tra i 27 membri che preveda soluzioni eque e strutturali, in grado di far fronte ai possibili aumenti degli sbarchi.

In materia di sicurezza del Mediterraneo orientale e di energia, Dendias e Di Maio hanno invece ribadito l’importanza di affrontare il tema delle risorse minerarie regionali attraverso una cooperazione autentica e leale, così da poter portare beneficio a tutti i Paesi della regione. In aggiunta, Grecia e Italia hanno ribadito di voler proseguire con lo sviluppo energetico del Mediterraneo orientale, lavorando a livello regionale, soprattutto data la partecipazione di entrambi i Paesi al Forum del Gas del Mediterraneo Orientale e data la natura di parti del Corridoio Meridionale del Gas. In aggiunta, sia Roma sia Atene hanno ufficializzato il riconoscimento del gasdotto EastMed come progetto di interesse comune.

La questione delle risorse minerarie nel Mediterraneo orientale chiama in causa anche il tema della delimitazione delle Zone Economiche Esclusive (ZEE) e della piattaforma continentale, soprattutto dopo che, lo scorso 27 novembre, la Turchia aveva firmato un accordo con la Libia in merito alla definizione dei confini marittimi.

Nello specifico, in tale occasione, il presidente del Consiglio presidenziale del governo tripolino, Fayez Al-Sarraj, ed il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, avevano firmato alcuni memorandum d’intesa relativi alla cooperazione in materia di sicurezza e al settore marittimo. A causare tensioni è il memorandum siglato in ambito marittimo, il quale, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi tra Libia e Turchia anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”.

A tale riguardo, Dendias e Di Maio hanno ribadito che la delimitazione delle ZEE e della piattaforma continentale può essere soltanto il risultato di un processo di dialogo e di negoziato, nel pieno rispetto del diritto internazionale. In linea con ciò, Italia e Grecia hanno annunciato che a breve potranno rinnovare i negoziati su un accordo bilaterale di delimitazione dei rispettivi confini marittimi.

In tale contesto, Roma e Atene hanno altresì nuovamente dichiarato che il Memorandum d’intesa siglato da Ankara e Tripoli è “inaccettabile”, che viola i diritti di Paesi terzi, che viola il diritto del mare e che quindi è nullo e non genera conseguenze per altri Stati.

Tali parole erano già emerse al termine del vertice dello scorso 29 gennaio tra Di Maio e il suo omologo di Cipro, Nikos Christodoulides. Nello specifico, in tale occasione, i due avevano discusso delle relazioni bilaterali, definite eccellenti, della crisi libica, del fenomeno migratorio, degli ultimi sviluppi nella regione del Mediterraneo orientale e dell’energia.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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