Iran commenta il Piano per la Pace: “l’accordo morirà prima di Trump”

Pubblicato il 5 febbraio 2020 alle 20:46 in Iran USA e Canada

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Il leader supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha tenuto un discorso a Teheran, il 5 febbraio, in cui ha fortemente criticato il Piano per la Pace in Medio Oriente proposto dagli USA e ha chiesto al popolo iraniano di recarsi numerosi alle urne, il 21 febbraio, per le elezioni parlamentari. 

Chiunque sia interessato all’Iran e alla sua sicurezza dovrebbe recarsi ai seggi, ha affermato Khamenei, in riferimento alle elezioni parlamentari di metà mandato dell’Iran. Si tratta dell’undicesima votazione per il Parlamento nella Repubblica Islamica, che è stata proclamata nel 1979, a seguito della deposizione dello Shah Reza Pahlavi e della rivoluzione khomeinista. “È possibile che a qualcuno non piaccia io, ma se gli piace l’Iran, devono venire alle urne”, si legge sul suo sito web ufficiale, nel quale si sottolinea che le elezioni potrebbero aiutare a risolvere i problemi internazionali del Paese mediorientale. Le dichiarazioni di Khamenei si rivolgono, nello specifico, ai partecipanti alle manifestazioni di piazza iraniane che hanno chiesto la deposizione del leader supremo, a seguito della cattiva gestione dei rapporti con gli Stati Uniti e dell’attacco contro un aereo ucraino. Teheran ha ammesso, attraverso una dichiarazione rilasciata l’11 gennaio, di aver colpito per sbaglio l’aeromobile civile dell’Ucraina, precipitato l’8 gennaio sul suolo iraniano, causando la morte delle 176 persone a bordo. Si sarebbe trattato di un errore, poichè il velivolo era stato scambiato per un aereo militare nemico. 

Sempre il 5 febbraio, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa iraniana, IRNA, il leader supremo ha poi parlato del Piano di Pace svelato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il 28 gennaio, e finalizzato a risolvere la questione israelo-palestinese. Khamenei ha affermato che “l’accordo morirà prima di Trump” e ha rinnovato il proprio supporto alla resistenza armata palestinese. “Avete visto che i bulli e teppisti statunitensi hanno reso noto il cosiddetto ‘Accordo del Secolo’. Hanno voluto scegliere un grande nome per farlo realizzare, ma questo piano è, stupido, mostra cattiveria e è stato dannoso per loro dal primo giorno”, ha affermato il leader supremo. “Gli americani hanno negoziato con i sionisti su qualcosa che non appartiene a loro”, ha poi aggiunto. Khamenei ha anche dichiarato che l’Iran supporterà il più possibile i gruppi armati palestinesi. “Le organizzazioni armate palestinesi combatteranno e continueranno la resistenza e la Repubblica Islamica considera suo dovere il sostegno”, ha affermato. Infine, Khamenei ha anche criticato i Paesi arabi che hanno sostenuto Trump. “L’accettazione e il plauso di alcuni leader arabi, traditori che sono privi di valore e disonorevoli per la loro stessa gente, non hanno importanza”, ha dichiarato.

Tali affermazioni fanno riferimento, in particolare, ai Paesi del Golfo e all’Egitto. Gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita e il Qatar hanno inizialmente elogiato il progetto, per poi assumere una posizione un po’ differente. Gli Emirati Arabi Uniti, nello specifico, lo hanno definito “una seria iniziativa che affronta molte questioni sollevate nel corso degli anni”. L’Arabia Saudita è stata ringraziata dalla Casa Bianca nel Piano per la Pace stesso, per la sua collaborazione nel processo di stesura. Quando i punti principali dell’iniziativa sono stati svelati, Riad ha affermato di aver “apprezzato” gli sforzi di Trump e che tale proposta poteva essere un punto di partenza per colloqui diretti tra Israele e palestinesi. Tali posizioni hanno causato una reazione di critica molto forte da parte della Turchia. In seguito, c’è stato un cambio di posizione e, il 1 febbraio, la Lega Araba, un’organizzazione internazionale di cui l’Arabia Saudita è un membro molto rilevante, nonché fondatore, ha rilasciato un comunicato in cui rigettava il Piano per la Pace in Medio Oriente. La Lega Araba non collaborerà con gli Stati Uniti per eseguire il piano, si legge nel documento, che invita, inoltre, Israele a non attuare l’iniziativa con la forza. 

L’Egitto, da parte sua, si è mostrato favorevole al Piano inizialmente e lo rimane tutt’oggi. Il ministero degli Affari Esteri egiziano ha rilasciato una dichiarazione in cui ha fatto appello alle parti in causa chiedendo di prendere in considerazione la proposta statunitense per risolvere il conflitto israelo-palestinese. “La Repubblica Araba d’Egitto apprezza i continui sforzi compiuti dall’amministrazione statunitense per raggiungere una soluzione globale e giusta della questione palestinese, contribuendo così alla stabilità e alla sicurezza del Medio Oriente, ponendo fine al conflitto israelo-palestinese”, ha affermato il Ministero degli Esteri, il 28 gennaio. Il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, e Trump hanno stretto ottimi rapporti durante gli ultimi anni e si sono spesso supportati in numerose questioni internazionali. Il 3 febbraio, il Middle East Monitor ha riferito che le autorità egiziane hanno richiesto alla stampa di riferirsi al Piano statunitense, chiamandolo “Accordo del Secolo” o “Piano di Pace”. Inoltre, è stato proibito di riportare le opinioni riguardanti tale progetto che provenissero da esperti dell’Università Al-Azhar, una prestigiosa istituzione della capitale egiziana, Il Cairo, considerata la più grande scuola religiosa del mondo islamico. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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