Erdogan annuncia la produzione di aerei da guerra turchi

Pubblicato il 5 febbraio 2020 alle 18:48 in Turchia USA e Canada

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Il presidente, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che la Turchia progetterà e produrrà aeromobili da guerra, entro il 2023, in risposta all’esclusione di Ankara dal programma di addestramento per gli F-35. 

“Spero che il nostro primo aereo da guerra, che sarà turco in ogni fase della progettazione e della produzione, uscirà dall’hangar nel 2023”, ha dichiarato Erdogan alla cerimonia di apertura di un nuovo impianto per la produzione bellica, nella provincia di Kirikkale. La notizia è stata riferita il 5 febbraio dall’agenzia di stampa turca, Anadolu. Sottolineando l’importanza dei sistemi di difesa aerea, Erdogan ha affermato che le situazioni affrontate dalla Turchia in Libia e Siria dimostrano che occorre prestare maggiore attenzione alla difesa missilistica. Ribadendo gli sforzi della Turchia per sviluppare la propria industria bellica, Erdogan ha poi dichiarato di aver posizionato il sistema missilistico di difesa aerea Hisar-A, lungo il confine siriano. Secondo il presidente, con tale gesto, la Turchia è riuscita colmare una lacuna che minacciava il Paese.

Tali questioni fanno riferimento alle tensioni tra Ankara e USA sull’acquisto da parte della Turchia del sistema di difesa aereo russo S-400. In occasione di un discorso tenuto il 29 gennaio, su un volo di ritorno dal Senegal, Erdogan aveva accusato gli Stati Uniti di aver bloccato e ignorato la sua proposta di formare un gruppo di lavoro congiunto sulla questione in sede NATO. “Abbiamo preso gli appuntamenti, ma non ci sono ancora sforzi seri a questo proposito”, aveva affermato il presidente turco. “Il problema degli S-400 è finito. È fuori questione per noi tornare indietro da questo accordo “, ha ribadito. In relazione alla minaccia statunitense di non fornire più F-35 alla Turchia, Erdogan ha affermato che Ankara può acquistare altrove nuovi jet da combattimento. “O gli Stati Uniti ci daranno indietro i soldi o ci daranno i jet”, aveva riferito il presidente. “Se non ci restituiranno i soldi ne troveremo altri e acquisteremo altrove o li produrremo da soli”, aveva aggiunto. 

L’acquisto degli S-400 ha provocato molte tensioni tra gli USA e la Turchia nel 2019. L’accordo firmato da Mosca e Ankara, per un valore di 2,5 miliardi di dollari, per la consegna dei sistemi antiaereo risale al 2017, ma le consegne sono iniziate il 12 luglio 2019. Di conseguenza, Washington ha escluso la Turchia dal programma di produzione dei caccia F-35 e ha minacciato ulteriori sanzioni per l’acquisto dei sistemi missilistici antiaerei russi. Gli Stati Uniti, così come gli altri Paesi della NATO, temono che se Ankara avrà a disposizione sia gli S-400 che i caccia americani di quinta generazione F-35, i radar delle unità di contraerea russe impareranno a calcolare e tracciare gli aerei statunitensi. Per questa ragione Washington aveva minacciato di cancellare il processo di vendita dei caccia americani dando un ultimatum ad Ankara: “o gli S-400 o gli F-35”.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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