Libia: vertice con l’Italia per discutere di pace e migranti

Pubblicato il 4 febbraio 2020 alle 9:00 in Italia Libia

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Il ministro dell’Interno del Governo di Accordo Nazionale della Libia, Fathi Bashaga, si è recato a Roma per incontrare il suo omologo italiano, Luciana Lamorgese, e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Per quanto riguarda il vertice con Di Maio, il Ministero degli Affari Esteri di Roma ha reso noto, nella serata del 3 febbraio, che tale incontro è stato occasione per ribadire il sostegno dell’Italia al governo internazionalmente riconosciuto della Libia.

In aggiunta, rivela la Farnesina, Di Maio ha avuto modo di discutere con Bashaga della crisi libica, per la cui soluzione il ministro di Roma ha ribadito il massimo impegno del proprio Paese affinché sia politica.

Di Maio ha altresì chiesto a tutte le parti coinvolte nel conflitto di rispettare a pieno la tregua e di confermare il proprio impegno nell’attuazione del percorso stabilito alla Conferenza di Berlino. Da parte sua, ha rivelato il ministro degli Esteri, l’Italia sarà presente al vertice dell’International Follow-up Committee che si terrà a Monaco di Baviera, rendendosi disponibile a ospitare la seconda riunione, questa volta tecnica.

Ad essere stato discusso durante il vertice tra Bashaga e Di Maio è stato anche il tema dei migranti, in particolare per quanto riguarda il Memorandum d’intesa che l’Italia ha siglato con la Libia nel 2017. Con tale protocollo, in scadenza nel febbraio 2020, l’Italia si impegnava a finanziare le infrastrutture di accoglienza della Libia e a fornire sostegno alle autorità per il contrasto all’immigrazione irregolare. A tale riguardo, Di Maio ha rivelato che l’Italia presenterà presto una serie di emendamenti alla Libia, al fine di migliorare i contenuti del documento. Gli emendamenti, secondo quanto rivelato, riguardano il rispetto dei diritti di migranti e richiedenti asilo, incluso il sostegno alle attività dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR).

Per quanto invece riguarda il vertice tra Bashaga e Lamorgese, il Ministero dell’Interno di Roma rivela che questo ha principalmente riguardato il Memorandum d’Intesa siglato del 2017. Nello specifico, il Viminale ha reso noto che nel corso del vertice le delegazioni di entrambi i Paesi hanno esaminato nel dettaglio tutti i punti dell’intesa alla luce del contesto attuale, rinnovando in ogni caso l’intenzione di voler proseguire con tale collaborazione.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Al fine di individuare una strategia per porre fine a tale crisi, si erano riunite, lo scorso 19 gennaio, a Berlino, diverse parti a livello internazionale, compresi il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) e uomo forte del governo di Tobruk, Khalifa Haftar, e il premier del Governo di Accordo Nazionale della Libia, Fayez al-Sarraj.

Al termine della Conferenza, sono state concordate 3 strade da seguire per riportare stabilità nel Paese Nordafricano, in termini economici, politici e militari, ribadendo in ogni caso la necessità di rispettare l’embargo sulle armi e di preferire una soluzione politica a quella militare. A livello economico, l’attenzione è stata posta sulle riforme da intraprendere per la ripresa del Paese. Sul versante militare, la parti avevano concordato la formazione di un Comitato per il monitoraggio e per la supervisione del cessate il fuoco. A livello politico, l’incontro di Berlino aveva esortato tutti i partiti libici a porre fine al periodo di transizione e a indire elezioni libere, inclusive ed eque.

Nonostante gli sforzi diplomatici, però, la Libia continua ad essere teatro di scontri sul campo, caratterizzati, informa Reuters, dal tentativo di Haftar di aprire un nuovo fronte attraverso l’avanzata delle proprie forze verso Misurata, nell’Ovest del Paese. A conferma della permanenza di tensioni sul campo, il 28 gennaio il governo di Tripoli aveva annunciato l’abbattimento di un drone emiratino nell’Est di Misurata, in procinto di fornire assistenza all’LNA, il cui portavoce, Ahmed al-Mismari, aveva affermato, il giorno precedente, l’impossibilità di trovare una soluzione al conflitto libico attraverso mezzi politici.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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