Kosovo: Stati Uniti chiedono l’abolizione dei dazi sui beni della Serbia

Pubblicato il 4 febbraio 2020 alle 12:17 in Kosovo USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Inviato speciale della Casa Bianca per il Dialogo tra il Kosovo e la Serbia, Richard Grenell, ha richiesto al neonominato governo del Kosovo di abolire immediatamente i dazi imposti sui beni provenienti dalla Serbia, i quali avevano causato lo stallo delle relazioni tra Pristina e Belgrado.

Nello specifico, la decisione di Pristina di imporre tariffe del 100% sui beni importati dalla Serbia era arrivata mercoledì 21 novembre 2018, ovvero il giorno dopo la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, tenutasi durante l’Assemblea Generale dell’organizzazione a Dubai. In seguito al risultato negativo, Haradinaj aveva espresso la sua profonda delusione e aveva accusato la Serbia di aver combattuto una feroce campagna contro l’adesione di Pristina all’Interpol. Il 17 ottobre 2019, il primo ministro uscente del Kosovo, Ramush Haradinaj ha ritirato la domanda in merito all’ammissione di Pristina nell’Interpol.

Ora che, il 3 febbraio, il Kosovo si è dotato di un nuovo governo, guidato dal leader di centro-sinistra, Albin Kurti, Grenell ha dichiarato di aspettarsi che tali dazi vengano aboliti immediatamente, al fine di riprendere il dialogo con la Serbia.

Tuttavia, già in precedenza, riporta The Associated Press, il neonominato premier si era già espresso a tale riguardo, dichiarando di non avere intenzione di annullare tali tariffe fino a quando la Serbia non contraccambierà con qualcosa.

Nello specifico, lo scorso 21 novembre, Kurti aveva dichiarato di ritenere le tariffe imposte sui beni serbi e bosniaci una dimostrazione di prontezza internazionale e della sovranità del Kosovo. Tuttavia, Kurti, aveva aggiunto di essere disposto a rimuovere i dazi imposti sui beni provenienti dalla Serbia, in cambio del riconoscimento da parte di quest’ultima, la quale dovrà accettare i 33 accordi di reciprocità che sanciscono gli standard e le regole commerciali di entrambi gli Stati.

In tale contesto, Grenell ha dichiarato di aver chiarito a tutti i leader politici del Kosovo che è interesse di Pristina rimuovere i dazi sui beni importati dalla Serbia, dato che questo impatterà positivamente sull’economia kosovara e sull’attrazione di nuovi investimenti.

Per quanto riguarda gli effetti di tali dazi sull’economia del Kosovo, il presidente della Camera di Commercio del Kosovo, Berat Rukiqi, aveva presentato, a un anno dalla loro imposizione, i dati in merito alla crescita dell’inflazione, rivelando che questa era passata dall’1.1% al 3% nell’arco di 12 mesi. Neanche gli imprenditori locali hanno beneficiato del tutto della misura imposta dal governo kosovaro. Il tentativo di sviluppare beni sostitutivi a quelli serbi, improvvisamente diventati più costosi, si è rivelato difficile e caro per le aziende del settore delle costruzioni, le quali hanno difficilmente trovato fonti alternative da cui acquistare materiali solitamente importati dalla Serbia. Come risultato, dato che circa un quarto delle importazioni totali del Kosovo proviene dalla Serbia, si stima che Pristina abbia perso nel 2019 circa 400 milioni di euro, ovvero tanto quanto solitamente importato da Belgrado.

Rispetto allo scorso novembre, però, il contesto è cambiato, data la firma dell’accordo per il ripristino dei collegamenti aerei commerciali tra Pristina e Belgrado. Ciò era stato deciso lo scorso 20 gennaio, a Berlino, nella sede dell’ambasciata degli Stati Uniti, i quali hanno fatto da mediatori per il miglioramento dei rapporti economici tra i due Paesi.

Kosovo e Serbia non hanno avuto collegamenti aerei commerciali per circa 21 anni. Al momento, per il trasporto delle merci da un Paese all’altro, via terra, occorrono, secondo quanto riportato dall’agenzia stampa kosovara, RTK, circa 5 ore. Con il nuovo accordo, serveranno invece circa 25 minuti. Il volo sarà operato dalla Eurowings, la compagnia economica dell’azienda di bandiera della Germania, Lufthansa.

Già in occasione dell’annuncio della firma dell’accordo, Stoltenberg si era detto soddisfatto, dal momento che, secondo il segretario generale dell’Alleanza, questo agevolerà la circolazione di persone e merci e la normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi. In tale quadro, la NATO ha annunciato di essersi messa al lavoro per completare le pratiche necessarie per l’apertura dello spazio aereo in Kosovo e l’inizio dei voli di collegamento tra Pristina e Belgrado.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Jasmine Ceremigna

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.