Iran e Arabia Saudita accusati di spionaggio in Danimarca

Pubblicato il 4 febbraio 2020 alle 12:46 in Arabia Saudita Danimarca Iraq

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Tre iraniani di etnia araba sono stati arrestati in Danimarca, con l’accusa di essere spie dell’Arabia Saudita. Le autorità danesi hanno quindi accusato Riad e Teheran di trascinare la Scandinavia nelle loro dispute. 

Tutti e tre gli arrestati vivono in Danimarca e sono stati sotto osservazione delle forze di polizia locali per sospette connessioni con il gruppo politico iraniano noto come “Arab Struggle Movement for the Liberation of Ahvaz” (ASMLA). L’organizzazione politica riunisce individui di etnia araba della regione dell’Ahvaz, nell’Iran Sud-occidentale, che si oppongono al controllo della Repubblica Islamica, nella quale è maggioritaria l’etnia persiana. La regione in questione ha, quindi, aspirazioni separatiste ed è anche tra le più ricche di petrolio. I tre individui arrestati, nello specifico, sono stati accusati di aver spiato alcuni cittadini e aziende danesi, tra il 2012 e il 2018, e di aver passato tali informazioni all’intelligence saudita. Uno dei tre, in particolare, è stato vittima di un tentativo di omicidio ad opera dei servizi segreti iraniani, nel 2018, sventato grazie all’intervento della polizia danese. Il direttore generale dei Servizi d’Intelligence danesi, Finn Borch Andersen, ha dichiarato che si tratta di “un caso molto serio”, aggiungendo che: “Non possiamo accettare e non accetteremo che Stati stranieri portino i loro conflitti in questo Paese”. 

Nello specifico, il conflitto a cui si fa riferimento riguarda il fatto che Teheran accusa l’ASMLA di aver effettuato un attacco contro una parata militare, nella città di Ahvaz, nel Sud dell’Iran, il 22 settembre 2018, in cui sono morte 25 persone. Il leader supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, aveva puntato il dito contro l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti per aver supportato i separatisti arabi iraniani nell’organizzazione dell’attentato. L’attacco ad Ahvaz si era verificato in concomitanza con l’anniversario dell’inizio della guerra del 1980-1988 con l’Iraq. Quattro uomini armati, vestiti in uniforme militare, avevano aperto il fuoco contro i soldati in marcia, contro la folla di spettatori e i funzionari del governo, che osservavano da una tribuna vicina. Parlando alla cerimonia funebre, il comandante in capo dei Guardiani della Rivoluzione Islamica, il generale Hossein Salami, aveva promesso vendetta contro gli autori dell’attentato e contro quello che ha definito il “triangolo” formato da Arabia Saudita, Israele e Stati Uniti. In tale occasione, il Ministero degli Esteri iraniano aveva convocato anche alcuni diplomatici occidentali, accusandoli di di fornire riparo ai separatisti arabi che avrebbero perpetrato l’attacco. 

Gli arabi Ahvazi sono una piccola minoranza dell’Iran, che vive principalmente nella provincia iraniana del Khuzestan, nell’area sudoccidentale del Paese. Data la ricchezza della regione, l’etnia controlla buona dell’accesso al petrolio del Paese. Questa minoranza è divisa sulla questione di una possibile indipendenza o su una maggiore acquisizione di potere all’interno di un Iran democratico e federale. Mostafa Koshcheshm, un commentatore e giornalista politico con base a Teheran, ha riferito ad Al Jazeera che il movimento al-Ahvaziya è stato “educato, sostenuto e addestrato dall’Arabia Saudita”. Il gruppo è stato vittima di persecuzione e discriminazione da parte delle autorità locali, secondo quanto denunciato da Amnesty International. La provincia è teatro di moti di protesta da circa 100 anni, ovvero da quando i leader del luogo si ribellarono contro il potere dell’allora monarca, lo Shah Reza Pahlavi.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.