Grecia: “Nessun fronte contro la Turchia”

Pubblicato il 4 febbraio 2020 alle 10:59 in Grecia Turchia

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Il ministro degli Esteri della Grecia, Nikos Dendias, ha ribadito che Atene non ha intenzione di cercare alleati contro la Turchia, ma sostegno verso ciò che è ragionevole e in grado di incrementare la cooperazione nel Mediterraneo.

È quanto rivelato, lunedì 3 febbraio, dal quotidiano ellenico Ekathimerini, il quale ha altresì reso noto che le parole di Dendias giungono in vista delle sue visite di Stato ufficiali, programmate per martedì 4 e mercoledì 5, a Roma e Malta. Tali viaggi, ha sottolineato il quotidiano, sono da inserirsi nel quadro degli sforzi della Grecia volti a chiarire agli attori regionali la posizione di Atene nei confronti delle ultime azioni della Turchia nel Mediterraneo orientale. Ciò, però, ha sottolineato Dendias, non segnala l’intenzione della Grecia di creare un fronte antiturco, quanto piuttosto un “fronte della ragione”.

Nel calendario degli impegni del ministro degli Esteri di Atene, aggiunge il quotidiano, vi è anche un viaggio in Algeria e colloqui con i rappresentanti dell’Indonesia e del Vietnam. Tali Paesi, segnala Ekathimerini, sono stati scelti al fine di raggiungere i membri attuali del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Secondo le parole dello stesso ministro greco, con tali incontri la Grecia intende informare tutti i Paesi coinvolti, o in grado di esprimere la propria voce, in merito alla propria posizione, al fine di sottolineare, ha dichiarato Dendias, come questa sia quella più ragionevole. Nello specifico, il ministro degli Esteri ha sottolineato come la Grecia intenda promuovere l’implementazione e il rispetto del diritto internazionale, mentre ciò non corrisponde, a detta di Dendias, alla condotta della Turchia.

Tuttavia, il ministro di Atene ha altresì preso in considerazione che il clima di tensione tra i due Paesi possa scemare, rivelando di credere fermamente che la Grecia e la Turchia siano in grado di risolvere le proprie dispute, nell’interesse di entrambe.

Reuters rivela che le relazioni tra Grecia e Turchia risultano compromesse per via di molteplici fattori. Principalmente, ad aver incrinato i rapporti tra Ankara e Atene concorrono le dispute in materia di diritti minerari nel Mar Egeo, all’interno delle quali si inserisce la controversia sulle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale.

Per quanto riguarda i diritti minerari nel Mar Egeo, in aggiunta, le relazioni tra i due Paesi si sono inasprite ulteriormente dopo che, lo scorso 27 novembre, Ankara aveva siglato con Tripoli un accordo sulle definizione dei confini marittimi tra Libia e Turchia. Il memorandum, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”.

In tale clima, e date le tensioni tra Atene e Ankara, alcuni esperti avevano evidenziato che i due Paesi siano stati vicini allo scoppio di uno scontro armato.

Nello specifico, un ex diplomatico greco, il quale aveva commentato la vicenda in condizioni di anonimato, aveva dichiarato che in caso di arrivo di una nave da trivellazione turca scortata da navi della Marina di Ankara, le imbarcazioni elleniche avrebbero agito contro di essa, aumentando le possibilità di uno scontro armato.

In tale clima, lo scorso 3 febbraio, il ministro della Difesa di Atene, Nikos Panagiotopoulos, aveva confermato l’arrivo, avvenuto lo scorso 30 gennaio, di una nave turca nella propria piattaforma continentale. In risposta, già la mattina seguente, Atene ha inviato una fregata, la Nikiforos Fokas, la quale ha aggiornato costantemente il centro operativo, al quale inviava fotografie in tempo reale. Contemporaneamente, ha aggiunto il ministro della Difesa, la zona era osservata anche da un aereo caccia F-16 dell’aviazione greca, la quale sorvolava la nave turca, la quale si trovava a circa 200 miglia a Sud di Kastellorizo.

Tale risposta è giunta dal momento che, secondo Atene, la Turchia poteva aver deciso di voler testare la prontezza di riflessi della Grecia. Tuttavia, il ministro della Difesa ellenico ha anche aggiunto che la Oruc Reis avrebbe potuto decidere di entrare nella piattaforma continentale greca per evitare le condizioni climatiche avverse che vi erano a largo delle coste di Cipro.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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