Gli USA supportano la Turchia sugli attacchi in Siria

Pubblicato il 4 febbraio 2020 alle 20:07 in Turchia USA e Canada

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Il segretario di Stato USA, Mike Pompeo, ha condannato gli attacchi del governo siriano contro la provincia di Idlib e ha dichiarato il sostegno di Washington alla Turchia, a seguito dell’offensiva del 3 febbraio contro le forze di Ankara in Siria. 

“Gli Stati Uniti condannano ancora una volta i continui, ingiustificabili e spietati assalti al popolo di Idlib”, ha dichiarato Pompeo, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Reuters, il 4 febbraio. “Sosteniamo il nostro alleato della NATO, la Turchia, all’indomani dell’attacco, che ha provocato la morte di più persone che prestavano servizio in una postazione di osservazione e supportiamo pienamente le legittime azioni di autodifesa della Turchia in risposta”, ha aggiunto Pompeo. L’attacco contro le forze armate turche in Siria si è verificato il 3 febbraio e ha causato la morte di 7 soldati turchi e di civile che lavorava con l’esercito di Ankara. Altre 13 persone sono rimaste ferite ma sono in condizioni stabili, secondo il ministro della Difesa turco, Hulusi Akar. In rappresaglia, la Turchia ha colpito oltre 50 bersagli e ucciso 76 soldati siriani, secondo lo stesso Akar.

L’assalto contro il personale turco è arrivato dopo che l’1 febbraio, i ribelli siriani, sostenuti dalla Turchia, avevano attaccato il Nord-Est di Aleppo, controllato dal governo di Assad, riaprendo un nuovo fronte nella guerra civile siriana. In particolare, tale offensiva ha avuto luogo nei pressi della città di al-Bab, controllata sin dal 2017 dalla Turchia e dai suoi alleati dell’opposizione anti-Assad. Il 9 gennaio Ankara e Mosca hanno annunciato un cessate il fuoco nel governatorato di Idlib, che sarebbe entrato in vigore a partire dalla mezzanotte del 12 gennaio. Erdogan, tuttavia, ha quasi immediatamente denunciato le violazioni di tale accordo, data l’avanzata delle forze armate di Assad nella regione.  Intanto, il 4 febbraio, le forze del regime siriano sono giunte a 8 chilometri da Idlib, che rappresenta la più grande enclave rimasta sotto il controllo dei ribelli nel Nord-Ovest della Siria. Tale regione e le aree vicine delle province di Hama, Aleppo e Latakia sono dominate dal gruppo estremista di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), guidato da membri dell’ex ramificazione di al-Qaeda in Siria.

Il regime di Assad ha ripetutamente promesso di riaffermare il controllo su tutta la Siria, nonostante numerosi accordi di cessate il fuoco, e di contrastare tali militanti terroristi. Secondo quanto riferito da fonti militari dell’opposizione il 4 febbraio, le forze del regime erano riuscite, in un primo momento, ad estendere il loro controllo sulla città di Neirab, a Sud-Est della città di Aleppo, e su diversi villaggi circostanti, costringendo i gruppi ribelli e i militanti dell’HTS ad indietreggiare, a seguito degli intensi attacchi e bombardamenti. Questi ultimi hanno consentito all’esercito di Assad di avanzare verso le strade internazionali M4 e M5, a Sud-Ovest della città di Saraqib. Nel frattempo, aerei russi, che sostengono Assad, continuano a condurre attacchi aerei contro le zone periferiche di Aleppo e Idlib. Il 3 febbraio sono state registrate 24 vittime civili, di cui 9 appartenenti ad un’unica famiglia. Uno dei bombardamenti ha altresì colpito un asilo, situato in un’area residenziale occidentale di Aleppo, causando la morte di 2 donne ed ingenti danni materiali. Inoltre, secondo quanto riportato il 4 febbraio, nuovi rinforzi militari turchi sono giunti presso i punti di osservazione nelle vicinanze di Saraqib, mentre nella serata del 3 febbraio un convoglio di 40 veicoli militari corazzati e blindati, provenienti dai territori turchi, hanno attraversato il valico di confine di Lusin, nella periferia settentrionale di Idlib.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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