Francia: attacco in una caserma a Dieuze, 1 ferito

Pubblicato il 4 febbraio 2020 alle 15:21 in Europa Francia

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Una recluta ha attaccato con un coltello gli ufficiali di una caserma di polizia, a Dieuze, nell’Est della Francia. Una chiamata prima dell’assalto avrebbe svelato presunte connessioni dell’aggressore con lo Stato Islamico. 

L’attacco si è verificato il 3 febbraio e l’assalitore, di cui non è ancora nota l’identità, ha ferito un ufficiale alla mano, ma la polizia ha aperto il fuoco per neutralizzarlo. L’uomo ora è in ospedale. I media francesi hanno riferito che prima dell’assalto la gendarmeria ha ricevuto una chiamata anonima di qualcuno che affermava che una persona  arruolata nelle forze armate, stava preparando un attentato a Dieuze, in nome dello Stato Islamico. “È stato confermato che l’aggressore era un giovane soldato, che era attualmente nel suo periodo di prova, dopo 2 mesi di addestramento iniziale”, ha scritto la ministra delle Forze Armate francesi, Florence Parly, su Twitter. “Non era in servizio al momento dell’assalto. Ora spetta alle autorità giudiziarie indagare sulla motivazione di questo attacco, che io condanno”, ha aggiunto la rappresentante del governo. Inoltre, il quotidiano France24 cita il procuratore francese, Christian Mercuri, durante una conferenza stampa tenuta nell’area dell’incidente: “Dobbiamo mettere in relazione i fatti con una chiamata ricevuta dal centro operativo della gendarmeria poco prima, in cui un individuo ha dichiarato di essere un soldato e ha affermato che ci sarebbe stata una carneficina a Dieuze e di essere un membro dello Stato Islamico”. Tuttavia, non ci sono state rivendicazioni e una fonte giudiziaria ha affermato che il procuratore nazionale antiterrorismo non stava indagando sul caso, in questa fase.

L’ultimo allarme terrorismo in Francia risale al 3 gennaio, quando le forze di polizia francesi hanno ucciso un uomo nella periferia di Villejuif, 8 chilometri a Sud di Parigi, dopo che questo aveva accoltellato diverse persone in un parco della città, provocando la morte di 1 passante. Il segretario di Stato presso il Ministero dell’Interno, Laurent Nunez, si era immediatamente recato nel luogo dell’assalto, dove si era complimentato con la polizia per il suo “atto di estremo coraggio”. Secondo le dichiarazioni di alcuni testimoni, riportate dal quotidiano francese LeMonde, l’attentatore è stato sentito urlare “Allahu Akbar”. Il quotidiano The Independent aveva ricostruito che negli ultimi 4 anni sono state almeno 230 le morti causate dal terrorismo islamico in Francia. Più nel dettaglio, il Country Report on Terrorism  del 2018 del Dipartimento di Stato americano aggiunge che la minaccia terroristica jihadista nel Paese rimane significativa, come dimostrato dai due attentati di piccola scala di cui il Paese è stato teatro nel 2018. Secondo le stime del Soufan Group, inoltre, citate da Oldrich Bures in Terrorism and Political Violence, al maggio 2015 circa 1.700 cittadini francesi risultavano essersi uniti allo Stato Islamico in Siria e in Iraq.

Per quanto concerne la lotta all’estremismo violento, la Francia è un membro fondatore del Global Counterterrorism Forum ed è stata molto attiva nell’ambito della Coalizione Internazionale che bombarda l’ISIS in Siria e in Iraq. Parigi risulta inoltre attiva in operazioni antiterrorismo in Libia, Mali, nella regione del Sahel e nella regione del Lago Ciad. Internamente, ad occuparsi  del monitoraggio dei sospetti terroristi è il Direttorato di Intelligence della prefettura francese, ovvero la Direction du Renseignement de la préfecture de police de Paris (DR-PP), fondata il 27 giugno 2008. La DR-PP svolge, principalmente quattro funzioni. In primo luogo, previene il terrorismo. Il direttorato si occupa altresì di contribuire all’ordine pubblico, di contrastare l’immigrazione clandestina e di raccogliere informazioni operative. Il focus principale delle sue azioni, in ogni caso, rimane “il contrasto agli estremismi potenzialmente violenti e al terrorismo, in particolare la radicalizzazione islamica”. In tale ambito, le indagini del direttorato “sono principalmente finalizzate a sventare la pianificazione di attentati e a smantellare le reti di instradamento dei giovani verso le aree di conflitto”. A rientrare nei controlli del DR-PP, anche “gli aspetti logistici e finanziari” di gruppi o individui a supporto del terrorismo, oltre che “il proselitismo a favore del jihad portato avanti da alcuni soggetti”.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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