Tensioni tra Turchia e Russia: dalla Siria all’Ucraina

Pubblicato il 3 febbraio 2020 alle 17:51 in Russia Turchia

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Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, ha parlato al telefono con la sua controparte russa, Sergey Lavrov, per discutere dei recenti sviluppi ad Idlib, in Siria, il 2 febbraio. Lo stesso giorno, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, si è recato in visita in Ucraina, dove ha ribadito che l’annessione della Crimea è illegale. 

Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa turca, Anadolu, che cita fonti diplomatiche, Cavusoglu e Sergey Lavrov hanno discusso dei recenti avvenimenti nella città Nord-occidentale di Idlib, in Siria. La telefonata arriva dopo che 6 militari turchi sono stati uccisi in un attacco aereo, il 3 febbraio, effettuato delle forze fedeli al governo del presidente siriano, Bashar Al-Assad, appoggiato dalla Russia. Sin dalla fine del mese di aprile 2019, la provincia di Idlib e le aree adiacenti, nel Nord-Ovest del Paese, hanno assistito ad un’escalation di bombardamenti da parte di Siria e Russia. Le forze armate fedeli al governo siriano hanno ripreso il controllo della città di Maarat al-Nu’man, situata in una posizione strategica nella regione, il 29 gennaio. Tuttavia, Ankara e Mosca avevano annunciato, il 9 gennaio, un cessate il fuoco nel governatorato di Idlib, che sarebbe entrato in vigore a partire dalla mezzanotte del 12 gennaio. Erdogan, tuttavia, ha quasi immediatamente denunciato le violazioni da parte della Russia che continuava ad assistere con raid aerei l’avanzata delle forze armate di Assad nella regione. 

Sempre il 3 febbraio, il presidente turco si è recato in visita ufficiale in Ucraina, dove ha incontrato il suo omologo, Volodymyr Zelensky. I due rappresentanti hanno tenuto una conferenza stampa congiunta a seguito dell’incontro. In tale occasione, Erdogan ha ribadito che l’annessione della Crimea da parte della Russia, avvenuta con il trattato del 18 marzo 2014, è un atto unilaterale e illegale. La Turchia sta “attentamente” monitorando la situazione relativa ai turchi tartari in Crimea e continuerà a sostenerli con l’aiuto delle autorità ucraine, ha continuato il presidente turco. Rivolgendosi ai giornalisti, Zelensky ha poi affermato che il suo Paese è grato di godere dell’assistenza dei partner turchi, tramite progetti di cooperazione militare e finanziaria. Parlando poi della questione degli scambi di prigionieri russi ed ucraini, il presidente di Odessa ha chiesto il sostegno della Turchia per il rilascio di altri suoi cittadini, tra cui figurano alcuni tartari della Crimea. In tale contesto, è importante sottolineare che il 2 febbraio è stato completato uno scambio di prigionieri tra il governo ucraino e separatisti filo-russi nell’Ucraina orientale. Il 9 dicembre 2019, i leader di Germania, Francia, Russia e Ucraina si erano incontrati a Parigi e avevano concordato le modalità in cui tale scambio di prigionieri di guerra sarebbe stato effettuato. 

Riferendosi, invece, ai fatti accaduti in Siria, Zelensky ha espresso le proprie condoglianze ad Erdogan per la morte del personale militare turco a Idlib della stessa mattina. In una conferenza stampa separata, tenuta sempre il 3 febbraio, Erdogan si è riferito specificatamente a tali eventi, dichiarando che Ankara ha risposto in modo adeguato all’attacco contro le forze turche in Siria e che la Turchia è determinata a proseguire nelle sue operazioni in territorio siriano, al fine di rispondere a qualsiasi assalto contro le proprie truppe. “Non staremo a guardare mentre il regime siriano attacca i nostri soldati a Idlib”, ha affermato Erdogan. A detta del presidente turco, tra 30 e 35 membri dell’esercito del regime siriano sono stati neutralizzati nel contrattacco turco del 3 febbraio. Non da ultimo, Erdogan si è rivolto a Mosca, invitandola a non interferire con le operazioni di Ankara. L’assalto contro il personale turco arriva dopo che l’1 febbraio, i ribelli siriani, sostenuti dalla Turchia, avevano attaccato il Nord-Est di Aleppo, controllato dal governo di Assad, riaprendo un nuovo fronte nella guerra civile siriana. In particolare, tale offensiva ha avuto luogo nei pressi della città di al-Bab, controllata sin dal 2017 dalla Turchia e dai suoi alleati dell’opposizione anti-Assad. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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