Migrazione e sicurezza: Italia sigla accordi con la Costa d’Avorio

Pubblicato il 3 febbraio 2020 alle 18:24 in Costa d'Avorio Italia

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Il ministro dell’Interno dell’Italia, Luciana Lamorgese, ha siglato accordi per il rafforzamento della cooperazione in materia di sicurezza e di migrazione con il suo omologo della Costa d’Avorio, il generale Vagondo Diomandé.

È quanto annunciato, lunedì 3 febbraio, dal Ministero dell’Interno italiano, il quale ha altresì aggiunto che l’intesa è stata firmata lo scorso venerdì 31 gennaio.

Nello specifico, secondo quanto si legge nel testo della Dichiarazione d’intenti, Lamorgese e Diomandé hanno manifestato di voler intensificare e consolidare i legami già esistenti tra i rispettivi Paesi, rafforzando altresì la cooperazione in materia di migrazione e sicurezza. Ciò, secondo quanto sottoscritto da entrambi, segnala inoltre l’intenzione di avviare una nuova fase di sviluppo strategico della cooperazione in tali ambiti.

Per quanto riguarda la migrazione, Lamorgese e Diomandé hanno in primo luogo concordato l’adozione di un nuovo approccio, comprensivo di quattro principali linee guida. La prima è il miglioramento delle condizioni di vita in Costa d’Avorio. La seconda è la lotta contro il traffico di migranti e la tratta di esseri umani. La terza è l’attuazione di nuovi circuiti economici legali. Infine, i due ministri hanno deciso di includere anche la realizzazione di controlli alle frontiere con maggiore risolutezza.

In aggiunta, i due ministri hanno deciso di instaurare un dialogo e di scambiare informazioni in materia di migrazione. In linea con ciò, la dichiarazione di intenti prevede il rafforzamento dei canali di comunicazione e di scambio di informazioni in riferimento alla prevenzione e alla lotta dell’immigrazione clandestina, e di esperienze per quel che riguarda il controllo delle frontiere.

Sempre in materia di immigrazione, i due ministri hanno anche deciso di coinvolgere l’Ambasciata della Costa d’Avorio in Italia per procedere con l’identificazione, e il rimpatrio, dei cittadini ivoriani che hanno clandestinamente raggiunto l’Italia.

Lamorgese e Diomandé hanno altresì deciso di valutare l’eventuale attuazione di programmi di assistenza tecnica e di iniziative volte al reinserimento dei rimpatriati.

Per quanto riguarda invece la sicurezza, i due Ministri hanno deciso di intensificare la collaborazione nel contrasto alle reti criminali transnazionali e ai traffici illeciti attraverso quattro linee guida.

In primo luogo, Lamorgese e Diomandé hanno deciso di intensificare la prevenzione, la lotta e lo scambio di informazioni nella lotta a tre forme di criminalità, ovvero transnazionale, organizzata e informatica, tre tipi di traffici, ovvero di stupefacenti, armi ed esseri umani, e due ulteriori minacce, quali l’immigrazione irregolare e il terrorismo internazionale.

In secondo luogo, Italia e Costa d’Avorio hanno deciso di collaborare nella lotta e nella prevenzione di tali fenomeni.

In terzo luogo, tali ambiti di sicurezza saranno al centro anche di programmi di scambio di esperienze e di formazione.

Infine, i due ministri hanno deciso che nomineranno i membri di una commissione mista composta dalle forze di Polizia dei rispettivi Paesi, i quali si incontreranno annualmente alternativamente in Italia o in Costa d’Avorio.

La Costa d’Avorio, Paese dell’Africa occidentale, è stato teatro di una guerra civile durata più di 10 anni, in cui sono morte circa 3.000 persone. Il conflitto scoppiò il 19 settembre 2002, in seguito ad un fallito attentato per spodestare l’ex presidente, Laurent Gbagbo. I combattimenti hanno portato la Costa d’Avorio a dividersi tra ribelli e alleati del governo. Da allora persistono fratture profonde, soprattutto all’interno dell’esercito che è composto da ex ribelli e combattenti lealisti. Gbagbo è stato costretto ad abbandonare il potere nel 2011, dopo essersi rifiutato di accettare la vittoria del presidente Alassane Ouattara alle elezioni presidenziali del 2010.

Il 15 luglio del 2017, alcuni uomini armati hanno attaccato due basi militari in Costa d’Avorio. Il primo assalto ha avuto luogo presso la città di Abidjan, una delle più importanti del Paese; il secondo, invece, si è verificato a Korhogo, nella zona settentrionale del Paese. Secondo quanto riportato da alcune fonti militari, i responsabili appartenevano ai ribelli che in passato avevano tentato di destabilizzare la Costa d’Avorio. L’attacco ha rievocato nel Paese gli anni della guerra civile.

In virtù di tali tensioni, molti giovani ivoriani emigrano in cerca di maggiori opportunità lavorative. Nel 2018, l’Asylum Information Database ha stimato che l’Italia ha ricevuto 1.668 richieste di protezione da parte di cittadini provenienti dalla Costa d’Avorio.

La Costa d’Avorio dispone di una delle economie più prospere del continente africano, la quale, tuttavia, risulta fragile perché basata principalmente sull’esportazione di materie prime. In tale contesto, si rivela particolarmente preziosa la scoperta di alcuni giacimenti di oro nel Paese, confermata martedì 4 giugno 2019.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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