Mediterraneo orientale: Grecia monitora nave della Turchia

Pubblicato il 3 febbraio 2020 alle 16:41 in Grecia Turchia

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Il ministro della Difesa della Grecia, Nikos Panagiotopoulos, ha dichiarato di aver costantemente aggiornato il premier ellenico, Kyriakos Mitsotakis, sugli spostamenti di una nave turca avvistata all’interno delle acque della Grecia.

È quanto rivelato, lunedì 3 febbraio, dal quotidiano greco Ekathimerini, il quale ha altresì riportato che Panagiotopoulos aveva dichiarato, il giorno precedente, che la presenza di una nave turca nella propria piattaforma continentale implica un esercizio di compostezza, dal momento che le decisioni vanno ponderate con molta attenzione. In tale contesto, il ministro della Difesa di Atene ha rivelato che la risposta della Grecia è stata immediata, immaginando che l’intenzione della Turchia poteva essere quella di mettere alla prova la prontezza di Atene.

Nello specifico, Panagiotopoulos era stato informato della presenza all’interno delle proprie acque di una nave da ricerca della Turchia, la Oruc Reis, nella notte dello scorso giovedì 30 gennaio. In risposta, già la mattina seguente, Atene ha inviato una fregata, la Nikiforos Fokas, la quale ha aggiornato costantemente il centro operativo, al quale inviava fotografie in tempo reale. Contemporaneamente, ha aggiunto il ministro della Difesa, la zona era osservata anche da un aereo caccia F-16 dell’aviazione greca, la quale sorvolava la nave turca, la quale si trovava a circa 200 miglia a Sud di Kastellorizo.

A tale riguardo, Panagiotopoulos ha rivelato che la Nikiforos Fokas, per arrivare tempestivamente nell’area, viaggiando a una velocità di 25/30 miglia nautiche, non poteva essere partita dalla base della Marina greca di Salamina, ma da Karpathos, dove era stata inviata già in precedenza, pronta a rispondere in caso di provocazioni.

Tale risposta è giunta dal momento che, secondo Atene, la Turchia poteva aver deciso di voler testare la prontezza di riflessi della Grecia. Tuttavia, il ministro della Difesa ellenico ha anche aggiunto che la Oruc Reis avrebbe potuto decidere di entrare nella piattaforma continentale greca per evitare le condizioni climatiche avverse che vi erano a largo delle coste di Cipro.

In ogni caso, Panagiotopoulos ha dichiarato che attualmente i rapporti di tensione che la Grecia ha con la Turchia la pongono in una situazione difficile, ma che ciò nonostante, Atene farà il possibile per difendere i propri diritti sovrani.

In aggiunta, il ministro della Difesa ha sottolineato che nel Mediterraneo orientale si trovano navi della Marina militare della Francia. Ciò, secondo Panagiotopoulos, è una dimostrazione della forte cooperazione che Atene ha con Parigi.

Tali parole giungono a distanza di 4 giorni dal vertice tra il premier di Atene, Kyriakos Mitsotakis, e il presidente della Francia, Emmanuel Macron. In tale occasione, i due leader avevano approfondito i rapporti tra Grecia e Turchia, i dossier bilaterali e regionali, ma anche il fenomeno migratorio e l’economia. Sulla Turchia, Ekathimerini ha inoltre specificato che entrambi i leader hanno deciso di condannare congiuntamente le attività di Ankara nella regione, evidenziando come l’unica soluzione possa essere trovata nel diritto internazionale.

Reuters rivela che le relazioni tra Grecia e Turchia risultano compromesse per via di molteplici fattori. Principalmente, ad aver incrinato i rapporti tra Ankara e Atene concorrono le dispute in materia di diritti minerari nel Mar Egeo, all’interno delle quali si inserisce la controversia sulle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale.

Per quanto riguarda i diritti minerari nel Mar Egeo, in aggiunta, le relazioni tra i due Paesi si sono inasprite ulteriormente dopo che, lo scorso 27 novembre, Ankara aveva siglato con Tripoli un accordo sulle definizione dei confini marittimi tra Libia e Turchia. Il memorandum, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”.

In tale clima, e date le tensioni tra Atene e Ankara, alcuni esperti avevano evidenziato che i due Paesi siano stati vicini allo scoppio di uno scontro armato.

Nello specifico, un ex diplomatico greco, il quale aveva commentato la vicenda in condizioni di anonimato, aveva dichiarato che in caso di arrivo di una nave da trivellazione turca scortata da navi della Marina di Ankara, le imbarcazioni elleniche avrebbero agito contro di essa, aumentando le possibilità di uno scontro armato.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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