Kosovo: dopo quattro mesi, ecco il nuovo governo di Kurti

Pubblicato il 3 febbraio 2020 alle 15:12 in Europa Kosovo

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I due principali partiti del Kosovo, Vetevendosje e Democratic League for Kosovo (LDK), uno di centro-sinistra e l’altro di centro-destra, hanno raggiunto un accordo dopo 4 mesi dalle elezioni, riuscendo a formare una coalizione di governo, la quale è stata sottoposta alla fiducia del Parlamento.

È quanto rivelato, lunedì 3 febbraio, dall’agenzia stampa kosovara, RTK, la quale ha altresì riportato la composizione del governo al quale i parlamentari dovranno dare la fiducia.

La premiership, secondo quanto rivelato, spetta al leader di Vetevendosje, Albin Kurti, il quale, come evidenziato da Al Jazeera English all’indomani delle elezioni dello scorso 6 ottobre, è percepito quale simbolo dell’inizio di una nuova era democratica del Paese, visto il suo passato da giovane attivista anti-elitario.

Alla leader del secondo partito del Paese, la 37enne professoressa di legge formata negli Stati Uniti Vjosa Osmani, spetterà invece la presidenza della Camera, precedentemente affidata a un membro di Vetevendosje, Glauk Konjufca, il quale diverrà ministro degli Esteri.

L’ormai ex ministero degli Esteri, Blerim Reka, membro a sua volta di Vetendosje, verrà invece nominato ministro delle Integrazioni. Sempre al partito di centro-sinistra appartengono inoltre le figure del nuovo vicepremier, Haki Abazi, del ministro della Giustizia, Albulena Haxkiu, delle Finanze, Besnik Bislimi, dell’Economia, Rozeta Hajdari, e della Salute, Arben Vitia.

Per quanto invece riguarda il partito di centro-destra, LDK, questo vedrà attribuirsi 7 cariche: il primo vicepremier, Avdullah Hoti, il ministro delle Infrastrutture, Lumir Abdixhiku, dell’Agricoltura, Besian Mustafa, dell’Istruzione, Hykmete Bajrami, della Cultura, Gioventù e Sport, Vlora Dumoshi, della Difesa, Anton Quni, dell’interno, Agim Veliu.

Nel corso della presentazione alla Camera della propria squadra, Kurti ha inoltre delineato quelli che saranno gli obiettivi e le priorità del proprio mandato. Nello specifico, il leader di Vetevendosje ha menzionato di voler ridurre la spesa e concentrarsi sugli investimenti, al fine di generare nuovi posti di lavoro e promuovere lo sviluppo economico.

In linea con ciò, Kurti ha annunciato la chiusura dell’Agenzia Nazionale delle Privatizzazioni (PAK), la quale si occupa di gestire le aziende pubbliche del Paese, trasferendo tale compito a un’agenzia interna al governo kosovaro.

In aggiunta, in occasione della presentazione alla Camera, Kurti ha menzionato di voler aumentare il numero degli ispettori sul lavoro, al fine di riconoscere maggiori garanzie ai lavoratori. Gli ispettori, nello specifico, controlleranno che i lavoratori lavorino per un totale di 8 ore lavorative giornaliere e 40 settimanali.

Per quanto invece riguarda il bilancio, Kurti ha annunciato la disponibilità di 3 miliardi di euro nell’arco del proprio mandato, il che rappresenta il picco più alto dalla nascita del Kosovo. Ciò consentirà, secondo il leader del partito di centro-sinistra, di approvare misure di investimento in tecnologia e stato di diritto, oltre che di controlli sul potere giudiziario e di cooperazione con enti e soggetti internazionali.

Infine, in occasione della presentazione del proprio programma, Kurti ha annunciato che chiederà alla Serbia di ammettere i crimini commessi in occasione della guerra con il Kosovo.

Secondo quanto aggiunto dall’agenzia stampa del Kosovo, inoltre, la squadra formata da Kurti ha ricevuto il sostegno del presidente dell’Albania, Ilir Meta, mentre ha attirato le critiche delle formazioni politiche di etnia serba. Nello specifico, in seguito a un incontro con la premier della Serbia, Ana Brnabic, il leader della Lista serba del Kosovo, Goran Rakic, ha dichiarato di non supportare il governo presentato da Kurti e di voler lottare per la sua sfiducia, al fine di difendere in Parlamento i diritti dei cittadini di etnia serba.

Le elezioni in Kosovo si erano tenute lo scorso 6 ottobre. In tale occasione, sia Vetevendosje, di centro-sinistra, sia la Democratic League for Kosovo (LDK), di centro-destra, avevano reclamato la vittoria delle elezioni parlamentari. Nello specifico, il principale partito di centro-sinistra guidato da Albin Kurti aveva riscosso il 25.6% dei voti degli elettori, mentre la principale formazione politica di centro-Destra guidato dalla candidata premier, Vjosa Osmani, aveva ricevuto circa il 25% dei consensi popolari. A seguire, AAK, il partito del premier uscente, Ramush Haradinaj, in coalizione con il PSD, con l’11.6% dei voti, il partito di centro-destra SL, con il 6.7% dei consensi, e la coalizione composta da NISMA, AKR e PD-RE, al di sotto del 5%.

All’indomani dei risultati, era già emersa la possibilità che Vetevendosje e LDK formassero una coalizione di governo, nonostante gli schieramenti politici opposti. Ad accomunare i due partiti, vi è l’idea che si debba contrastare ogni sorta di concessione territoriale alla Serbia, opzione che era emersa quale tentativo per sbloccare il dialogo con Belgrado. Parallelamente, entrambi mirano a combattere il crimine e la corruzione. Parallelamente, però, come sottolineato dalla BBC, i due partiti risultano profondamente diversi. Vetevendosje è un partito anti-sistemico, nazionalista e filo-albanese. I suoi parlamentari sono noti in Kosovo per aver più volte interrotto le sessioni dell’Assemblea Nazionale lanciando gas lacrimogeno in sala. In merito ai dazi imposti sui beni importati dalla Serbia, il leader del partito ha reso noto che è intenzione di Vetevendosje abolire le tariffe, ma che Belgrado sarà al centro di ulteriori misure ritorsive. Dall’altra parte, LDK è il partito più antico del Kosovo ed è guidato da una donna che ha dichiarato di avere “una percezione completamente diversa dello stato e di come prendersi cura dei suoi cittadini”.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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