Emirati Arabi Uniti promettono alla Mauritania aiuti pari a 2 miliardi di dollari

Pubblicato il 3 febbraio 2020 alle 10:45 in Emirati Arabi Uniti Mauritania

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Gli Emirati Arabi Uniti hanno promesso di donare circa 2 miliardi di dollari in aiuto alla Mauritania per finanziare attività di sostegno allo sviluppo. La decisione è stata presa durante l’incontro tenutosi ad Abu Dhabi, domenica 2 febbraio, tra il presidente della Mauritania, Mohamed Ould Ghazouani, e il principe ereditario emiratino, lo sceicco Mohammed bin Zayed Al Nahyan. Secondo quanto reso noto dall’agenzia di stampa statale Emirates News Agency (WAM), l’impegno finanziario prevede di sovvenzionare “investimenti e progetti di sviluppo, così come prestiti agevolati”.

Gli Emirati Arabi Uniti stanno tentando di espandere la loro influenza in Africa. Uno stretto alleato di Abu Dhabi nel continente è l’Egitto, con il quale collabora in materia di lotta al terrorismo e politiche di riconciliazione in Nordafrica, Medioriente e nella regione del Golfo. Il 14 novembre 2019, il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, in visita negli Emirati, aveva annunciato la creazione di una piattaforma congiunta per gli investimenti, dal valore di 20 miliardi di dollari. Questa ha l’obiettivo di attuare diversi progetti in vari settori, dalle infrastrutture, alle energie rinnovabili alla produzione alimentare. Gli Emirati Arabi Uniti rappresentano, attualmente, il Paese che investe maggiormente nel mercato egiziano, con un investimento complessivo pari a 6.8 miliardi di dollari. Inoltre, sono 1141 le aziende finanziate da Abu Dhabi in Egitto, che operano in diversi settori. Nel 2018, il volume degli scambi commerciali tra i due Paesi ha raggiunto 3.3 miliardi di dollari, rispetto ai 2.2 miliardi del 2015. Nel medesimo anno, le esportazioni egiziane negli Emirati sono ammontate a circa 2 miliardi di dollari, mentre le importazioni sono state di circa 1.3 miliardi. Agli occhi degli Emirati, l’Egitto rappresenta il perno per l’equilibrio del mondo arabo, e il sostegno offerto da Abu Dhabi è stato a lungo basato sull’idea che la sicurezza e la stabilità del Cairo sono fondamentali per portare sicurezza e stabilità agli altri Paesi della regione.

Dal canto suo, la Mauritania sta cercando di rafforzare l’impegno in materia di sicurezza, collaborando con alcuni suoi vicini della regione, primo fra tutti il Marocco. Il 29 gennaio, l’ispettore delle Forze armate reali marocchine, il luogotenente Abdelfattah Louarak, e il capo di stato maggiore delle Forze armate della Mauritania, il generale Mohamed Cheikh Ould Mohamed Lemine, hanno presieduto la loro prima commissione militare congiunta volta a valutare le attività di cooperazione bilaterale del 2019 e a riesaminare quelle previste per il 2020. Le prospettive di rafforzamento della cooperazione militare tra le Forze armate reali marocchine e le Forze armate della Mauritania si basano sull’esistenza di legami storici tra i due Paesi. Louarak e Lemine hanno espresso entrambi la volontà di consolidare la collaborazione tra i due eserciti, aumentando la condivisione di conoscenze ed esperienze. La cooperazione militare tra i due Paesi include lo scambio di visite informative, la partecipazione a vari corsi di formazione, il supporto tecnico e l’organizzazione di sessione di addestramento congiunte. Rabat e Nouakchott hanno promesso anche di incrementare il commercio nella regione e sviluppare le industrie, il turismo e gli investimenti.

La Mauritania è uno Stato dell’Africa occidentale che ha una posizione strategica, in quanto costituisce un ponte tra il l’area del Maghreb e l’Africa occidentale sub-sahariana. Il Paese africano è uno dei produttori di petrolio più giovani del continente in quanto, soltanto nel 2006, è stato scoperto un deposito offshore da 950 milioni di barili di greggio, nell’Oceano Atlantico. Caratterizzata da un territorio per la maggior parte desertico, la Mauritania presenta un forte contrasto culturale, con una popolazione araba-berbera che si concentra nel Nord del Paese, e una popolazione composta da africani nel Sud. Molti cittadini sono nomadi. Il Global Terrorism Index 2019 ha inserito la Mauritania al 138esimo posto nella lista dei Paesi di cui ha analizzato l’impatto della minaccia terroristica, con un indice pari a 0. Ciononostante, il Paese fa parte del G-5 Sahel, una task force multinazionale composta da 5.000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali originari di Mali, Mauritania, Niger, Ciad e Burkina Faso. Creata nel febbraio 2017, la missione si occupa di contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nell’area del Sahel che, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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