Libia: bombardamento di Haftar a Tripoli e notizie sul supporto degli EAU

Pubblicato il 2 febbraio 2020 alle 16:15 in Emirati Arabi Uniti Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Almeno 1 civile è stato ucciso in un bombardamento del generale Khalifa Haftar, nel Sud di Tripoli, il primo febbraio. Lo stesso giorno, circolano indiscrezioni su 3.000 tonnellate di equipaggiamento militare inviate dagli Emirati Arabi Uniti al governo di Tobruk. 

Secondo quanto riferisce il quotidiano Libya Observer, l’attacco ha preso di mira il quartiere di Al-Kraimiya, nel Sud della capitale. Le foto del luogo mostrano i danni causati alle case e alle automobili dei residenti. Una fonte dell’operazione “Vulcano di Rabbia”, che rappresenta la risposta del governo di Tripoli all’assalto di Haftar, ha affermato che i ripetuti attacchi contro le aree civili mostrano l’impossibilità di avanzare delle forze armate fedeli all’uomo forte di Tobruk. Per tale motivo queste sono state prese di mira dall’Operazione Vulcano di Rabbia. Le forze armate fedeli a Tripoli hanno prima respinto un assalto sul fronte di Al-Tawaisha e hanno poi preso di mira un deposito di munizioni nel Souq Al-Ahad, che è stato distrutto dalle fiamme. L’artiglieria ha infine colpito direttamente le forze di Haftar a Al-Wishka, tra Misrata e Sirte, causando diverse vittime. 

Sempre il primo febbraio, il quotidiano libico cita un sito web dell’intelligence francese che ha rivelato l’invio di circa 3.000 tonnellate di equipaggiamento militare dagli Emirati Arabi Uniti ad Haftar nelle ultime due settimane. Le operazioni di fornitura e trasporto sarebbero state effettuate dall’aereo “Antonov 124” di proprietà del principe ereditario di Abu Dhabi, Mohammed bin Zaye. L’aereo cargo di grandi dimensioni è gestito dalla compagnia “Jenis Air” registrata in Kazakistan ed è utilizzato principalmente per il trasporto di macchinari, attrezzature e personale militare. Inoltre, gli Emirati Arabi Uniti avrebbero promosso la formazione di una “cellula libica” ad Abu Dhabi, per promuovere il proprio sostegno a Haftar. 

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

Il 19 gennaio, diversi leader a livello internazionale si sono riuniti a Berlino per un meeting volto a discutere della crisi libica e di un’eventuale risoluzione. Tra i partecipanti, anche Haftar e al-Sarraj, i quali, tuttavia non si sono seduti al tavolo delle discussioni ma hanno incontrato separatamente la cancelliera tedesca, Angela Merkel. I partecipanti hanno concordato tre strade da seguire per riportare stabilità nel Paese Nordafricano, ribadendo la necessità di rispettare l’embargo sulle armi e di preferire una soluzione politica a quella militare. Gli ultimi scontri tra le forze del governo di Tripoli e l’esercito guidato dal generale Khalifa Haftar hanno avuto luogo presso la strada internazionale verso l’aeroporto della capitale, il 30 gennaio. Diverse fonti hanno riferito che, negli ultimi giorni, le forze di Haftar stanno estendendo sempre più il proprio controllo verso Misurata e Sirte, nonostante l’invito al cessate il fuoco della conferenza di Berlino. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano  

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.