Grecia, immigrazione: pianificate barriere galleggianti per impedire ai migranti di avvicinarsi

Pubblicato il 2 febbraio 2020 alle 6:31 in Grecia Immigrazione

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Grecia sta progettando di installare una barriera galleggiante nel Mar Egeo per cercare di fermare le barche di migranti che, dalla Turchia, si dirigono verso le sue isole. La barriera, probabilmente fatta di reti e dotata di luci lampeggianti, coprirà 2,7 km si superficie, sarà alta poco più di 1 metro e si innalzerà sopra l’acqua di circa 50 cm, vicino all’isola greca di Lesbo. Il Ministero della Difesa greco ha dichiarato che si tratta di una misura di emergenza. I migranti che cercano di raggiungere l’Europa viaggiano spesso dalla Turchia alla Grecia e gli arrivi si sono rivelati difficili da gestire, soprattutto sulle isole dell’Egeo. La maggior parte dei migranti proviene dall’Afghanistan e dalla Siria, secondo i dati delle Nazioni Unite.

La scorsa settimana, scioperi e proteste si sono verificati sulle isole di Lesbo, Samo e Chios per manifestare contro la cattiva gestione del fenomeno da parte del governo di Atene. Il Ministero della Difesa ha dunque affermato, venerdì 31 gennaio, che l’idea di creare barriere galleggianti “mira proprio a contenere i crescenti afflussi sulle isole”. Il budget stanziato per il progetto è di circa 500.000 euro, inclusi i costi di manutenzione per almeno 4 anni. Il governo ha già invitato i produttori a presentare progetti per l’installazione. “Creare barriere galleggianti è una mossa che va nella giusta direzione”, ha detto il ministro della Difesa greco, Nikos Panagiotopoulos, aggiungendo: “Vedremo quali saranno i suoi effetti come deterrente quando sarà messa in pratica”. Le barriere che si alzano sopra il livello del mare rendono difficile il passaggio di piccole imbarcazioni e le reti potrebbero essere un problema per le imbarcazioni a elica.

L’ONG per la difesa dei diritti umani Amnesty International ha definito la proposta greca “allarmante” e ha sottolineato che la mossa solleva “serie perplessità sulle politiche greche nei confronti di coloro che cercano disperatamente la salvezza”. “Il governo deve chiarire con urgenza i dettagli operativi e le garanzie necessarie per fare in modo che questo sistema non costi ulteriori vite”, ha detto il direttore della ricerca di Amnesty per l’Europa, Massimo Moratti.

Gli arrivi di migranti irregolari in Grecia sono aumentati drasticamente nella seconda metà del 2019, procurando problemi alle comunità e strutture di accoglienza, soprattutto nelle isole. Il Direttore generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Antonio Vitorino, recatosi ad Atene a inizio dicembre, ha sottolineato l’importanza di un approccio alla gestione dell’immigrazione bilanciato e valido nel lungo periodo. 

A Moria, il più grande campo sull’isola di Lesbo, ci sono più di 19.000 richiedenti asilo che vivono in una struttura con una capacità di 2.840. Il Ministero greco per la protezione dei cittadini ha poi affermato che nel campo di Samos vivono attualmente circa 7.200 migranti, nonostante la struttura sia stata progettata per sole 700 persone.

Al momento, sono oltre 41.000 i migranti e rifugiati che risiedono sulle isole del Mar Egeo. La maggior parte delle persone che ha attraversato il mare per raggiungere la Grecia è approdata sull’isola di Lesbo, secondo i dati dell’UNHCR. Circa 14.891 migranti, invece, sono arrivati nel Paese attraverso la Turchia, oltrepassando il confine terrestre.  Sono più di 1 milione i migranti e rifugiati che, dal 2015, sono partiti dalla Turchia e hanno raggiunto la Grecia. Molti di loro hanno continuato il loro viaggio verso altri Paesi europei, almeno fino alla chiusura dei confini della rotta balcanica, nell’inverno del 2016. Dopo una significativa riduzione degli ingressi grazie all’accordo del 2016 stipulato tra Turchia e Unione Europea, il flusso migratorio verso l’Europa ha ricominciato a crescere gradualmente, raggiungendo in Grecia il suo picco nel 2019. Nonostante le misure introdotte dal governo greco per affrontare la crisi migratoria, la situazione, soprattutto sulle isole dell’Egeo, resta problematica. I migranti sono rinchiusi all’interno di centri di accoglienza sovraffollati e fatiscenti, mentre le procedure di identificazione rimangono lente e macchinose e i Paesi europei si mostrano riluttanti ad accogliere quote adeguate di rifugiati.

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.