Presidente iracheno nomina un nuovo primo ministro

Pubblicato il 1 febbraio 2020 alle 19:20 in Iraq Medio Oriente

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Il presidente iracheno, Barham Salih, ha nominato Mohammed Tawfiq Alawi come nuovo primo ministro, ponendo fine a oltre 2 mesi di stallo politico nel Paese. 

L’annuncio arriva il primo febbraio, mentre gli iracheni continuano le proteste antigovernative. Alawi ha il compito di formare un nuovo governo entro 1 mese e guiderà il Paese fino a nuove elezioni. Il presidente Salih aveva indicato al Parlamento la data limite del primo febbraio per proporre un candidato. In un video pubblicato su Twitter, Alawi, 65 anni, ha riferito di essere stato nominato e che avrebbe formato un nuovo governo in linea con le richieste dei manifestanti. “Ho deciso che la prima cosa da fare era parlare direttamente con voi”, ha dichiarato, riferendosi al popolo iracheno via Twitter, “prima di rivolgermi a chiunque altro perché la mia autorità viene da voi”. “Questo è il vostro Paese, tutto ciò che dobbiamo fare è eseguire le vostre richieste. Dobbiamo proteggervi invece di reprimervi”, ha aggiunto.

Nel suo discorso, Alawi si è anche impegnato a ripristinare l’economia e a combattere la corruzione dilagante in Iraq. La scelta del nuovo premier è il risultato di mesi di colloqui tra le parti in Iraq. Tuttavia, nel video, Alawi ha invitato i manifestanti a continuare con la loro rivolta contro la corruzione e ha affermato che si sarebbe dimesso se i partiti gli avessero imposto i nomi dei ministri per il suo governo. “Se non fosse stato per i vostri sacrifici e il vostro coraggio, non ci sarebbe alcun cambiamento nel Paese”, ha dichiarato. “Ho fiducia in voi e vi chiedo di continuare con le proteste”, ha aggiunto. 

Alawi è nato a Baghdad ed è stato ministro delle Comunicazioni nel 2006 e di nuovo tra il 2010-2012. Si è dimesso per la seconda volta dopo una disputa con l’ex primo ministro, Nouri al-Maliki. Il Parlamento dovrebbe confermare la sua nomina nella prossima sessione, a quel punto avrà 30 giorni per formulare un programma governativo e selezionare i propri ministri. Nonostante il suo discorso, è improbabile che Alawi venga accettato dal popolo iracheno, poichè le proteste in Iraq continuano a chiedere nuovi volti e nuovi nomi per guidare il Paese.

Nella notte tra il 29 ed il 30 gennaio, alcuni manifestanti si erano radunati nel centro di Baghdad, per protestare contro la proposta di nominare Muhammad Alawi. Secondo quanto riferito dal comando operativo di Baghdad, un ufficiale ed un altro agente di polizia sono rimasti feriti a seguito di un esplosivo lanciato dai manifestanti nei pressi di piazza al-Khalani. Questi sono molto determinati nel chiedere alle forze politiche di eleggere una personalità indipendente ed esperta, in grado di portare il Paese ad elezioni anticipate e risanare il quadro politico ed economico iracheno.

La forte ondata di manifestazioni ha avuto inizio il primo ottobre 2019, quando i manifestanti sono scesi in piazza per richiedere le dimissioni del governo, del Parlamento e del capo di Stato, così come elezioni anticipate sotto l’egida delle Nazioni Unite, una nuova legge elettorale e l’istituzione di un tribunale speciale per i casi di corruzione, che porti davanti alla giustizia responsabili e imputati dal 2003 ad oggi, sul modello del tribunale del precedente regime. Il popolo ha da sempre evidenziato, oltre al malfunzionamento di governo e servizi, anche la disoccupazione, in particolare giovanile. Dopo circa due settimane di pausa, le proteste sono riprese il 25 ottobre scorso e da allora non si sono più placate.

In tale quadro, spinto dalle rivolte popolari, il primo ministro, Adel Abdul Mahdi, il 30 novembre 2019, si è dimesso. A partire da tale data, è stato costituito un governo “custode”, ovvero ad interim, e avviato consultazioni che, tuttavia, non hanno ancora portato ad un risultato concreto. Ciò ha rallentato i processi decisionali relativi a decisioni e riforme di importanza rilevante per il Paese, sia sul piano politico sia economico, che necessitano dell’approvazione di un governo dai pieni poteri.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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