Venezuela: Maduro pronto a ristabilire relazioni consolari con la Colombia

Pubblicato il 31 gennaio 2020 alle 12:02 in Colombia Venezuela

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L’arresto in Venezuela della ex senatrice colombiana Aida Merlano si è trasformato in un’arma diplomatica per Nicolás Maduro. Il presidente venezuelano ha offerto al governo di Iván Duque, il suo più strenuo avversario nella regione, di ripristinare le relazioni consolari per affrontare l’insolita situazione di Merlano, latitante dalla giustizia colombiana per reati elettorali.

“Sono disposto a ristabilire le relazioni a livello consolare con il governo della Colombia, in modo che questo tipo di questioni possano essere regolate attraverso i consoli” – ha dichiarato il leader chavista. Con questa mossa Maduro si riafferma come presidente del Venezuela con tutte le sue funzioni, costringendo uno dei paesi che riconoscono l’avversario Juan Guaidó a trattare con il suo esecutivo.

Lo stesso Maduro aveva deciso nel febbraio 2019 di interrompere le relazioni politiche e diplomatiche con la Colombia, un vicino con il quale il Venezuela condivide un confine di oltre 2.200 chilometri, dopo il fallito tentativo di Guaidó di introdurre cibo e medicine con il sostegno di Colombia e Stati Uniti . “Maduro ha espulso il nostro personale diplomatico e consolare” – ha ricordato Duque mercoledì 29 gennaio.

“Imploro la Colombia affinché rifletta su tutte le questioni riguardanti questo caso e che in Colombia vi sia una rettifica della linea adottata nei nostri confronti” – ha detto Maduro nel suo discorso, in cui ha sottolineato che sebbene le relazioni siano conflittuali con diversi paesi europei, questi governi mantengono il loro personale diplomatico e consolare in Venezuela. “Iván Duque, basta follia, basta fanatismo ideologico, basta estremismo politico, torna con i piedi per terra sii  pragmatico” – ha proclamato Nicolás Maduro diretto al presidente colombiano, che di solito si riferisce al governo venezuelano come “regime dittatoriale e tirannico”, che non riconosce.

Martedì 28 gennaio il governo della Colombia, attraverso i suoi ministri della Giustizia e degli Affari Esteri, aveva indicato che avrebbe richiesto l’estradizione di Merlano a Guaidó, una mossa che Maduro ha definito “ridicola”, dato che la ex-senatrice è in custodia della polizia che risponde al governo di Caracas. Tuttavia, Duque in seguito ha indicato che ne chiederà l’estradizione attraverso i canali dell’Interpol. “Che la dittatura non pretenda di nascondersi in discussioni tecniche per cercare di trarre vantaggio o ricatti diplomatici dalla situazione” – ha detto il presidente colombiano, anticipando la dichiarazione di Maduro. Nonostante il riconoscimento internazionale, Guaidó non esercita alcun controllo sui poteri pubblici del Venezuela, ad eccezione del sostegno che ha in seno all’Assemblea nazionale.

In attesa di dettagli, l’offerta di Maduro non significa necessariamente una proposta di pacificazione nei confronti di Bogotà Innanzitutto, le relazioni consolari sono diverse da quelle diplomatiche e non implicano il ripristino di relazioni intere. In effetti, la Colombia non ha avuto un ambasciatore a Caracas dal 2017, anche se i suoi 15 consolati hanno continuato a prestare servizi più a lungo, fino al 25 febbraio 2019.

In ogni caso, la situazione rappresenta un notevole problema per la strategia di Duque, il cui sostegno illimitato a Guaidó, in linea con la Casa Bianca, si traduce nel cosiddetto “assedio diplomatico”al governo chavista. Questa posizione ha suscitato accesi dibattiti sull’efficacia e sul pragmatismo della diplomazia colombiana. “I milioni di colombiani che necessitano di servizi consolari in Venezuela non possono pagare le conseguenze di un’ottusa posizione ideologica del governo di Duque” – ha dichiarato il senatore dell’opposizione Antonio Sanguino, del partito progressista Alianza Verde, che si è detto favorevole all’accettazione della proposta di Caracas. La Colombia è anche il principale paese ospitante della diaspora in fuga dalla crisi politica, sociale ed economica in Venezuela, con oltre 1,6 milioni di migranti nel suo territorio.

Merlano, arrestata lunedì 27 gennaio a Maracaibo, la capitale dello stato di confine di Zulia, è stata condannato a 15 anni di carcere in Colombia per voto di scambio ed è famosa nel paese per la sua spettacolare fuga durante una visita medica. In Venezuela è stata accusata dell’uso di documenti falsi, furto di identità e associazione a delinquerei. La donna è stata trasferita a Caracas e detenuta nella prigione di Helicoide, dove sono reclusi importanti membri dell’opposizione venezuelana, come il deputato Juan Requesens e Roberto Marrero, ex capo dell’ufficio di Guaidó.

Maduro, aggiungendo pressione sul governo di Bogotà, ha assicurato che la ex-senatrice “ha iniziato a collaborare con la giustizia, sta testimoniando e sta dicendo tutto quello che sa sulla classe politica colombiana”.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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