Serbia-Kosovo: cosa è successo durante la visita di Borrell

Pubblicato il 31 gennaio 2020 alle 18:30 in Balcani Europa

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È giunta al termine la prima visita in Serbia e Kosovo del nuovo Alto rappresentante per la Politica Estera dell’UE, Josep Borrell.

Il viaggio di Borrell è iniziato in Kosovo, il 30 gennaio, dove l’Alto rappresentante ha incontrato il capo di Stato, Hashim Thaci, al quale ha fatto notare l’impossibilità di mantenere i Balcani al di fuori del blocco comunitario.

Nello specifico, secondo Borrell, l’UE si ritroverebbe ad essere incompleta, se priva dei Balcani occidentali, ma anche meno sicura e stabile, motivo per cui il nuovo esecutivo di Bruxelles non consentirà la perduranza di tale separazione.

Nel corso del vertice con il leader kosovaro, Borrell si è anche espresso in merito alla possibile esenzione dal visto per i cittadini del Kosovo intenzionati a recarsi in Europa. A tale riguardo, l’Alto Rappresentante ha confermato che Pristina ha raggiunto tutti i requisiti, ma che ancora non è possibile fornire una stima dei tempi per il completamento delle procedure di esenzione.

Al termine dell’incontro con Borrell, il presidente del Kosovo ha sottolineato come la visita del funzionario sia una dimostrazione dell’aumento dell’attenzione che l’UE pone verso le dinamiche della regione e del Kosovo. Da parte sua, il Capo di Stato ha ribadito la chiarezza dell’orientamento strategico del proprio Paese, confermando la propria intenzione di entrare a far parte della NATO e di adottare una serie di riforme necessarie per ottenere la pace e l’ingresso nei consessi internazionali.

Tuttavia, Thaci ha sottolineato che la fiducia e la considerazione devono essere reciproche, commentando anche come, purtroppo, per quanto riguarda il programma di esenzione dal visto, il Kosovo sia stato trattato in modo iniquo. Tale discriminazione è stata etichettata come “ingiusta” dal presidente kosovaro, il quale ha rivelato che tale trattamento stia compromettendo il futuro europeo del Kosovo. In ogni caso, Thaci ha anche sottolineato che con l’arrivo di Borrell l’approccio cambierà, data la sua esperienza e il suo impegno per la regione.

Successivamente, l’Alto rappresentante ha incontrato anche il probabile futuro premier, Albin Kurti, al voto di fiducia il prossimo lunedì, 3 febbraio. Nel corso dell’incontro con il leader di Vetevendosje, Borrell ha avuto una dimostrazione di prontezza nell’aprire un dialogo con la Serbia, previo attento riesame degli accordi precedentemente siglati.

Il giorno successivo alla visita in Kosovo, Borrell si è recato a Belgrado, in Serbia, dove ha incontrato il presidente, Aleksandar Vucic, il quale ha dichiarato che in passato vi era stata la possibilità del raggiungimento di un compromesso con il Kosovo, ma che questa si rivela ormai lontana e impossibile. Ciò nonostante, il presidente della Serbia ha ribadito la disponibilità del proprio Paese a dialogare sui temi sostanziali, pur non riconoscendo la possibilità di un compromesso. Ciò, in ogni caso, a detta di Vucic, potrà avvenire solo dopo che Pristina avrà revocato le tasse sui beni importati dalla Serbia, le quali sono state causa di interruzione dei rapporti tra i due Paesi oltre un anno fa.

Di fronte a tali parole, Borrell ha sottolineato come l’integrazione della Serbia nel blocco comunitario non potrà avvenire fino a quando non avrà raggiunto un compromesso con il Kosovo.

La decisione di Pristina di imporre tariffe del 100% sui beni importati dalla Serbia era arrivata mercoledì 21 novembre 2018, ovvero il giorno dopo la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, tenutasi durante l’Assemblea Generale dell’organizzazione a Dubai. In seguito al risultato, Haradinaj aveva espresso la sua profonda delusione e aveva accusato la Serbia di aver combattuto una feroce campagna contro l’adesione di Pristina all’Interpol. Il 17 ottobre 2019, il primo ministro uscente del Kosovo, Ramush Haradinaj ha ritirato la domanda in merito all’ammissione di Pristina nell’Interpol. Lo scorso 20 gennaio, Serbia e Kosovo hanno concordato il ripristino dei collegamenti aerei commerciali tra Pristina e Belgrado.

La Serbia, inoltre, è stata più volte accusata dal Kosovo di condurre una campagna per convincere altri Paesi a ritirare il riconoscimento dell’indipendenza di Pristina, in cambio dell’esenzione del visto per la Serbia. Da parte sua, la Serbia ha negato le accuse, dichiarando che tale gesto era soltanto una dimostrazione di amicizia. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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