Nigeria: due bambine si fanno esplodere, almeno 3 morti

Pubblicato il 31 gennaio 2020 alle 20:30 in Africa Nigeria

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Due bambine si sono fatte esplodere, causando la morte di almeno 3 bambini, in una scuola islamica e in una abitazione nei pressi di Maiduguri, nel Nord-Est della Nigeria.

Gli attentati, rivela Agence France Presse, ripreso da News 24, sono stati condotti nel villaggio di Muna Dalti, nei pressi della capitale dello Stato del Borno, nella tarda serata di giovedì 30 gennaio e, date le sue dinamiche, aggiunge il quotidiano, ricordano le pratiche di Boko Haram.

Secondo le ricostruzioni del responsabile della locale milizia anti-jihadista, Mohammed Bola, la prima bambina, di circa 12 anni, si è fatta esplodere verso la fine di una lezione all’aria aperta, dopo essersi diretta verso i bambini che stavano frequentando il corso, causando la morte di 3 studenti e ferendone altri 4. Poco prima, secondo le dichiarazioni di un cittadino del villaggio, Salisu Mohammed, un’altra bambina era entrata in una casa e si era fatta esplodere, ferendo una persona. L’abitazione, ha aggiunto Salisu, è andata completamente distrutta.

L’attacco testimoniato da Salisu è stato in seguito confermato da Bola, il quale ha ufficializzato che le due bambine sono arrivate insieme nel villaggio, ma si sono fatte esplodere solo dopo essersi divise.

Boko Haram è un gruppo fondamentalista nigeriano che, da quando ha avviato le proprie offensive, nel 2009, ha ucciso più di 35.000 persone e costretto circa 2,6 milioni di cittadini ad abbandonare le proprie case. La rivolta, cominciata nel Nord-Est della Nigeria, si è allargata fino a coinvolgere, Camerun, Niger e Ciad, causando una grave crisi umanitaria in tutta la regione. Per combattere i ribelli, i quattro Stati hanno istituito, nell’aprile 2012, una Task Force multinazionale congiunta (MNJTF).

Anche altri militanti jihadisti, come quelli appartenenti al gruppo dello Stato Islamico nell’Africa Occidentale (ISWAP), sono soliti compiere offensive in Nigeria e nei Paesi circostanti. L’ISWAP è una fazione secessionista di Boko Haram che, nel 2016, ha giurato fedeltà all’ISIS. Il 26 dicembre, alcuni suoi membri hanno rilasciato un video in cui si vedono alcuni membri del gruppo decapitare 11 nigeriani cristiani. L’organizzazione ha dichiarato che il gesto fa parte di una campagna volta a vendicare la morte del leader dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi e del suo portavoce.

Solo qualche anno fa, la situazione sembrava destinata a migliorare. Nel 2015, dopo essere stato eletto per la prima volta, il presidente nigeriano Buhari aveva reso noto che l’esercito aveva fatto grandi passi avanti nella lotta contro Boko Haram. I militanti erano stati cacciati da Maiduguri, capitale dello Stato del Borno, e da altre città minori, trovandosi costretti a rifugiarsi nelle foreste. Tuttavia, con l’emergere di altre problematiche legate alla sicurezza, come le rivalità tra gruppi criminali nella regione di Zamfara, o le uccisioni extragiudiziali della polizia regionale e gli scontri tra agricoltori e pastori nomadi nelle aree centrali, l’attenzione delle autorità di Abuja si è spostata altrove.

L’ultimo attentato rivendicato dagli jihadisti di Boko Haram era avvenuto martedì 21 gennaio, quando il leader di una comunità cristiana nigeriana, il reverendo Lawan Andimi, era stato decapitato dopo essere stato rapito il 3 gennaio nello stato di Adamawa, nel Nordest del Paese. Insieme a lui era stato ucciso anche un soldato dell’esercito nigeriano.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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