Brexit ufficiale dal 31 gennaio: cosa succederà

Pubblicato il 31 gennaio 2020 alle 16:34 in Europa UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Gran Bretagna lascerà l’Unione Europea a partire dalle 23:00, ora locale, del 31 gennaio. Che cosa succede con l’uscita del primo Paese dall’UE.

Il 31 gennaio segna una svolta nell’odissea della Brexit e, sebbene il partito conservatore stia festeggiando, il prossimo anno potrebbe essere altrettanto pieno di difficoltà per i britannici che attendono da tre anni e mezzo di abbandonare l’UE. Di fatto, Londra lascia l’Unione, ma entra in un periodo di transizione che durerà per almeno 11 mesi, durante i quali i negoziatori dovranno definire le future relazioni tra il Regno Unito e l’Unione. Al momento, quindi, il rapporto tra il blocco e la Gran Bretagna è tutto da definire. In tale contesto, Al-Jazeera English sottolinea alcuni punti che è importante chiarire. 

Come prima cosa, è necessario sottolineare cosa succederà effettivamente il primo febbraio. Nell’immediato, nessuna delle due parti vedrà cambiamenti particolarmente rilevanti nella propria quotidianità. Il Regno Unito, nel periodo di transizione, sarà fuori dalle istituzioni politiche dell’UE, ma i rapporti tra le due parti rimarranno regolati dalle leggi dell’UE. I britannici e i cittadini europei continueranno a beneficiare della libera circolazione e vivranno nei loro Paesi in base alle norme e ai regolamenti a cui sono abituati. Una volta finalizzato l’accordo, la libera circolazione di cittadini britannici nei Paesi dell’UE terminerà, secondo i termini dell’accordo di recesso. I cittadini dell’UE che vivono nel Regno Unito sono invitati a presentare domanda per avere un permesso di soggiorno, ma possono attendere fino alla scadenza del 30 giugno 2021, se viene raggiunta un’intesa, o fino al 31 dicembre 2020, se la Brexit si concluderà senza accordo.

Un’altra questione riguarda la possibilità che ci sia un accordo commerciale tra Regno Unito e UE. Un’intesa per facilitare il commercio è probabile ma non certa. L’UE rimane il maggior partner commerciale del Regno Unito ed accedere al mercato unico è l’obiettivo finale del governo britannico. Tuttavia, negoziare un accordo non sarà facile, specialmente in un periodo di soli 11 mesi. Prima che i colloqui possano iniziare, entrambe le parti devono rendere pubblici i loro obiettivi nella negoziazione. La figura principale che si occuperà di questa contrattazione in UE è Michel Barnier che necessità di un mandato negoziale formale da parte del blocco. È improbabile che questo gli venga conferito prima della fine di febbraio. A quel punto, i colloqui potranno iniziare. In tale contesto, Johnson sta spingendo per un accordo “in stile canadese”, modellato sull’accordo dell’UE con Ottawa. Il CETA, come è nota tale intesa, rimuove il 98 percento delle tariffe sui beni scambiati, sebbene permangano notevoli restrizioni sui tipi di beni. Nonostante questo tipo di soluzione sia meno ambiziosa di un patto specifico UK-UE, è importante sottolineare che per finalizzare il CETA ci erano voluti ben 5 anni. 

Inoltre, è importante sottolineare il tema del controllo dell’immigrazione da parte di Londra. Tale questione è stata cruciale per la vittoria della parte che sosteneva la Brexit. In termini di migrazione, poco cambierà a partire dal 31 gennaio. La Gran Bretagna deve mantenere le sue frontiere aperte ai cittadini dell’UE, non può essere imposto nessun obbligo di visto e deve essere garantita la completa libertà di movimento. Tuttavia, già nel 2019, la migrazione netta dall’Europa è scesa al livello più basso dal 2003. Meno di 50.000 cittadini dell’UE si sono trasferiti in Gran Bretagna lo scorso anno. Tali cifre, però, rappresentano un motivo di preoccupazione per l’industria britannica, poiché il mercato del lavoro nel Regno Unito, secondo numerosi gruppi di imprese, potrebbe soffrire a causa di un forte calo di manodopera. Il piano di Johnson per l’immigrazione post-transizione prevede l’assunzione di personale europeo, che però presenti tre caratteristiche: talento eccezionale, alte qualifiche e che non voglia stabilirsi a lungo termine nel Paese. Johnson “non dovrebbe perdere tempo” nel fornire dettagli approfonditi, secondo le Camere di Commercio britanniche. Queste chiedono un piano chiaro, al più presto, dati i costosi ritardi per le aziende che devono pianificare il loro programma di lavoro post-2020. 

Infine, in molti si chiedono cosa accadrà all’Irlanda del Nord. A partire dal primo febbraio, il Regno Unito condividerà un confine terrestre di 483 chilometri con l’UE: la frontiera tra l’Irlanda del Nord e la Repubblica Irlandese. Questo rimarrà aperto e libero per tutta la durata del periodo di transizione. Dopo la Brexit, i comitati speciali di rappresentanti britannici e dell’UE si incontreranno per dare il via alle negoziazioni per definire una soluzione futura. Il Protocollo dell’Irlanda del Nord, l’accordo progettato per evitare un confine rigido nell’isola, sarà ridiscusso e, se tutto andrà bene, verrà finalizzato. Tuttavia, i colloqui promettono di essere difficili, poichè l’obiettivo è quello di mantenere l’Irlanda del Nord nel territorio doganale del Regno Unito, applicando contemporaneamente le norme dell’UE in materia di prodotti agricoli e manufatti. Ciò eliminerà la necessità di una frontiera doganale sull’isola, una proposta politicamente difficile data la storia dell’Irlanda. Allo stesso tempo, l’Irlanda del Nord è fortemente preoccupata dal rischio di soffrire finanziariamente della Brexit, ha affermato Katy Hayward, scrittrice e professoressa di sociologia alla Queen’s University di Belfast. “Possiamo aspettarci un aumento della burocrazia e quindi una crescita dei costi per la circolazione delle merci attraverso il Mare d’Irlanda, di conseguenza ci sarà un aumento dei prezzi per i consumatori nell’Irlanda del Nord, oltre al rischio di un’interruzione delle catene di approvvigionamento”, ha affermato. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.