Telefonata tra ministro degli Esteri turco e italiano su Cipro

Pubblicato il 30 gennaio 2020 alle 17:27 in Spagna Turchia

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Il ministro degli Esteri Turco, Mevlut Cavusoglu, ha avuto un’accesa conversazione telefonica con il suo omologo italiano, Luigi Di Maio, nella quale i due rappresentanti si sono confrontati sulla questione di Cipro. 

La telefonata è stata effettuata il 29 gennaio e, in tale occasione, Di Maio ha espresso “la preoccupazione dell’Italia per la presenza di navi turche impegnate in attività di perforazione non autorizzate nella zona economica esclusiva a Sud di Cipro. Tale conversazione è arrivata il giorno stesso in cui i ministri degli Affari Esteri di Italia e Cipro si sono incontrati, a Roma, per discutere delle loro “eccellenti relazioni bilaterali, della crisi della Libia, di migrazione, dei più recenti sviluppi nel Mediterraneo Orientale e di questioni relative all’energia”. In tale occasione, l’Italia ha ribadito la sua piena solidarietà a Cipro riguardo le continue attività di trivellazione illegali della Turchia nel Mediterraneo orientale, nella completa inosservanza della sovranità di Cipro. 

Il giorno successivo, il 30 gennaio, il Ministero degli Esteri turco ha rilasciato una nota in cui si legge: “Esortiamo ancora una volta tutti i membri dell’UE, e in particolare l’Italia, ad abbandonare il proprio approccio poiché questo ignora i diritti dei turco-ciprioti”. Sempre il 30 gennaio, l’agenzia di stampa turca, Anadolu, sottolinea che la Turchia ha criticato Roma per i commenti “inopportuni” sull’accordo marittimo di Ankara con il governo libico di Tripoli del 27 novembre 2019. Il portavoce del Ministero degli Esteri turco, Hami Aksoy, in una nota, ha sottolineato che, in quanto comunità coesistenti, la Repubblica Turca di Cipro del Nord ha gli stessi diritti dei ciprioti greci su petrolio e gas nelle acque circostanti l’isola. Secondo Ankara, il Nord di Cipro ha concesso le licenze di esplorazione e perforazione della Turkish Petroleum Corporation (TPAO) nel 2011. Di conseguenza, le attività di ricerca e perforazione in corso del TPAO mirano a proteggere i diritti dei turco-ciprioti, non della Turchia, ha affermato Aksoy. 

La porzione orientale del Mediterraneo è attualmente al centro di una disputa internazionale che vede come protagonisti Cipro e la Turchia. Secondo Ankara, Cipro non è da considerarsi uno Stato sovrano e, pertanto, non dispone dei diritti per condurre esplorazioni energetiche nelle acque a largo dell’isola. Tali acque sono ricche di gas naturale, risorsa che Cipro già vende a Egitto e Israele. La posizione turca deriva dal fatto che la comunità greco-cipriota e quella turco-cipriota hanno portato avanti una guerra civile che si è articolata in varie fasi a partire dal 1963. La situazione non è ancora risolta, ma si è assistito ad una spartizione de facto dell’isola tra la Repubblica di Cipro greco-cipriota, riconosciuta internazionalmente e membro dell’Unione Europea, e l’autoproclamata Repubblica Turca di Cipro del Nord (RTCN), che occupa la parte settentrionale dell’isola ed è riconosciuta solamente dalla Turchia.

In tale contesto, il 30 gennaio, il ministro turco ha ribadito che gli sforzi della compagnia petrolifera turca non si fermeranno finché i diritti dei turco-ciprioti non saranno garantiti e non sarà stabilita la fine di tutte le attività off-shore nel Sud dell’isola. Aksoy ha inoltre sottolineato che il controllo del territorio marittimo, nella parte occidentale dell’isola, potrà essere ridimensionato solo dopo aver risolto la questione di Cipro. Riferendosi all’amministrazione greco-cipriota, ha sottolineato che non sarebbe possibile per la Turchia avviare negoziati con un’entità che non rappresenta i turco-ciprioti e che “si appropria” del titolo di Repubblica di Cipro. Aksoy ha anche affermato che Ankara ha respinto le critiche contro il suo memorandum d’intesa con la Libia, aggiungendo che il fatto che i Paesi dell’UE, compresa l’Italia, portano avanti una politica “contraddittoria” e “incoerente “. 

La regione del Mediterraneo orientale è particolarmente tesa a seguito delle trivellazioni avviate dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, a partire dal 3 maggio 2019. Nello specifico, in tale data, sono state avviate le operazioni di perforamento con la nave Fatih, a largo delle coste di Pafo, ad Ovest di Cipro. Il 2 giugno 2019, inoltre, la Turchia ha inviato una seconda nave da perforazione,  la Yavuz, all’interno di un’altra area al centro di una disputa territoriale tra Turchia e Cipro. Lo scorso 18 settembre, la Yavuz ha abbandonato le acque a largo di Cipro per far rifornimento al porto turco di Tasucu, nella provincia di Mersin, nell’area meridionale della Turchia, ma è tornata attiva successivamente, a 5 ottobre 2019Le trivellazioni condotte da Ankara a largo delle coste di Cipro sono state oggetto di numerose contestazioni da parte della comunità internazionale, soprattutto dopo che, il 27 novembre 2019, la Turchia ha firmato un accordo con la Libia in merito alla definizione dei confini marittimi.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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