Spagna: la Catalogna verso elezioni anticipate

Pubblicato il 30 gennaio 2020 alle 12:07 in Europa Spagna

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Il presidente catalano, Quim Torra, ha annunciato che convocherà elezioni anticipate in Catalogna una volta che il Parlamento approverà la legge di bilancio regionale. Torra ha giustificato la sua decisione per la mancanza di “lealtà” da parte di Sinistra Repubblicana di Catalogna (ERC), che afferma di non essere stata avvisata di questo annuncio e ha convocato mercoledì 29 gennaio un “gabinetto di crisi”. Il presidente Torra ha chiarito che manterrà a prescindere l’incontro con il presidente del governo, Pedro Sánchez, previsto per il prossimo 6 febbraio.

Il presidente autonomico catalano aveva urgentemente convocato i media in una conferenza stampa alle 12:00 di mercoledì. “Questa legislatura non ha più un percorso politico e giunge al termine. Abbiamo scoperto che i due partner dell’alleanza di governo affrontano il cammino verso l’indipendenza in modi diversi e non conciliabili” – ha affermato all’inizio del suo intervento.

“Lunedì è successo qualcosa” – aveva detto la portavoce di Junts per Catalunya (JxCat), Laura Borrás, poche ore prima al programma Los Desayunos de TVE. Perché lunedì 27 gennaio, l’Ufficio di Presidenza del Parlamento catalano e il suo presidente, Roger Torrent (ERC) hanno approvato il ritiro delle credenziali di deputato di Quim Torra, in ottemperanza alla decisione del Consiglio elettorale centrale, che ha dichiarato Torra decaduto per ripetute violazioni della norma sull’esposizione di simboli di partito in edifici istituzionali. La decisione della Presidenza del Parlamento ha rotto l’unità dell’alleanza di governo, JxCat ed ERC.

Le chiamate all’unità da parte di numerosi politici, inclusi coloro che scontano pene di condanna per i reati connessi al referendum indipendentista illegale del 1 ottobre 2017, martedì 28 gennaio al Parlamento non sono servite. “Lunedì, il consenso dell’indipendentismo non è stato rispettato ” – ha continuato Torra, quando, ha detto, il presidente del Parlamento, Roger Torrent, “ha permesso di lasciare scoperta la presidenza della Generalitat dinanzi a una decisione – la decadenza dello stesso Torra –  che pochi giorni fa non era condivisa dalla maggioranza della Camera”.

Secondo Torra, che ha insistito sul fatto che un “colpo di stato” viene perpetrato contro di lui, a causa della sua inabilitazione da parte del JEC, “nessun governo può funzionare senza un’unità strategica comune” e senza “lealtà tra i suoi partner”. Ritiene inoltre che il fatto che Torrent abbia permesso la sua decadenza dallo status di deputato “possa mettere il governo a rischio permanente”. In questo senso, ha lanciato una critica a Sinistra Repubblicana: “La repressione viene combattuta senza piegarsi e chiarendo che non ci fermeranno”.

“È essenziale tornare a dare la parola ai cittadini  per ripristinare il mandato democratico del 1 ottobre [2017]” – ha dichiarato Torra: “Voglio un paese che rispetti il principio del radicalismo democratico”. Ha mostrato il suo desiderio per le elezioni di aiutare i cittadini a decidere “nuove maggioranze” con “rinnovata fiducia”.

Riguardo al suo incontro con Sánchez, ha mostrato la sua “responsabilità” e “determinazione” a “esplorare la vera volontà del governo spagnolo per un vero negoziato che affronti il conflitto politico”. “Se il governo vuole porre fine alla repressione e rispettare i principi più elementari, con questo obiettivo incontrerò Sánchez la prossima settimana” – ha concluso.

Torra ha sottolineato l’importanza dell’approvazione dei bilanci regionali, che sono stati temporaneamente bloccati lunedì quando i deputati di JxCat hanno deciso di non votare in solidarietà con Torra per la perdita del suo status di deputato.

Nonostante ciò, ha annunciato che la legge di bilancio per il 2020 sono ciò che definisce “un progetto paese”. “Questo pomeriggio sarà approvata” – ha dichiarato Torra, che ha affermato di aver chiesto al vicepresidente del governo, Pére Aragonés (ERC), di condurre in porto l’approvazione dei bilanci. “Questa è la mia responsabilità, la nostra responsabilità” – ha affermato diretto ad Aragonés. “È tempo di mettere il paese e le sue esigenze al di sopra di ogni interesse partigiano o personale” – ha affermato. La sessione plenaria per l’approvazione del bilancio 2020, tuttavia, è stata rimandata al 12 e 13 febbraio, con voto finale previsto non prima del 9 marzo.

Con le elezioni, la cui data non è stata comunicata ma che presumibilmente si terranno nella primavera di quest’anno, sarà la quinta volta in dieci anni che i catalani sono chiamati alle urne per rinnovare il parlamento regionale. 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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