Nazioni Unite estendono il mandato della missione a Cipro

Pubblicato il 30 gennaio 2020 alle 18:38 in Cipro Turchia

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Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità l’estensione del mandato della propria missione a Cipro (UNFICYP) per ulteriori sei mesi.

È quanto rivelato, giovedì 30 gennaio, dal Cyprus Mail, il quale ha altresì specificato che il mandato è stato esteso con l’approvazione della Risoluzione numero 2506, la quale era stata precedentemente criticata dal governo di Nicosia.

Nello specifico, secondo quanto riportato, Nicosia non aveva gradito alcune delle disposizioni contenute nella bozza della risoluzione, le quali sono state tuttavia migliorate, secondo le rivelazioni di fonti diplomatiche anonime, in seguito allo scontento di Cipro.

Nello specifico, il governo di Nicosia non aveva gradito l’inclusione nella bozza della Risoluzione di un paragrafo in merito alla creazione di un meccanismo di negoziato diretto tra le due parti, ovvero i turco-ciprioti e i greco-turchi, per la risoluzione di controversie militari. In tale maniera, aveva lamentato Nicosia, veniva meno l’opera di mediazione da parte delle Nazioni Unite, e dell’UNFICYP nello specifico.

Ciò, secondo le osservazioni presentate da Nicosia, avrebbe rappresentato una forma di ricognizione del potere dei vertici turco-ciprioti, i quali invece per Cipro non dispongono di autorità.

La questione cipriota, ovvero la disputa tra Nicosia e Ankara in merito alla sovranità sull’isola, va avanti dal 20 luglio 1974, quando, in seguito al tentativo di colpo di Stato da parte di nazionalisti greco-ciprioti che favorivano l’annessione dell’isola alla Grecia, Ankara inviò le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota” nella parte settentrionale dell’isola, sulla quale la Turchia ha poi stabilito il controllo.

Da allora, il territorio dell’isola di Cipro risulta diviso dalla cosiddetta “linea verde” che separa l’area amministrata dalla Repubblica di Cipro e abitata prevalentemente dalla comunità greco-cipriota dall’area amministrata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord e abitata prevalentemente dalla comunità turco-cipriota. A sorvegliare la “linea verde” vi sono i caschi blu dell’ONU, la quale aveva già avviato una propria missione di peacekeeping (UNFICYP) nel 1964 per prevenire lo scontro tra i greco-ciprioti e i turco-ciprioti.

Sebbene i vertici di ambo le parti abbiano nel 1960 concordato la creazione di uno Stato federale,  nel 1983 la Repubblica turco-cipriota ha dichiarato la propria sovranità su Cipro Nord, ma tale indipendenza è riconosciuta soltanto da Ankara, la quale continua a esercitare il controllo sulla propria porzione di isola con decine di migliaia di soldati. Sebbene i vertici di ambo le parti abbiano nel 1960 concordato la creazione di uno Stato federale, con due comunità e due territori, la questione cipriota rimane ancora attiva per via della diversa interpretazione di tale concetto, ad esempio per quanto riguarda chi debba esercitare il potere.

Da oltre 40 anni, i leader turco-cipriota e greco-cipriota, insieme ai rappresentanti dei Paesi garanti (Turchia, Grecia e Regno Unito), hanno avuto colloqui sostenuti dalle Nazioni Unite, volti a risolvere la controversia. L’ultimo round negoziale, sotto l’egida delle Nazioni Unite, si è svolto il 25 dicembre 2019, quando il Segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha incontrato il presidente greco-cipriota, Nicos Anastadiades, e il suo omologo turco-cipriota, Mustafa Akinci.

Al termine dell’incontro, Guterres ha rilasciato una dichiarazione ufficiale, con la quale ha confermato l’impegno di ambo le parti a raggiungere un accordo sulla formazione di una federazione con due entità e due federazioni.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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