Medio Oriente: la reazione dell’Italia al Piano per la Pace di Trump

Pubblicato il 30 gennaio 2020 alle 19:30 in Italia Medio Oriente

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Il Ministero degli Affari Esteri dell’Italia ha rilasciato un comunicato ufficiale con il quale ha accolto con favore gli sforzi di Washington per la pace in Medio Oriente.

Nello specifico, secondo quanto si legge nel comunicato, Roma ha apprezzato il tentativo degli Stati Uniti di favorire il rilancio del processo di pace tra israeliani e palestinesi, riservandosi in ogni caso la necessità di valutare attentamente i contenuti del piano presentato.

Tale valutazione, ha specificato il Dicastero, verrà svolta in coordinamento con l’Unione Europea, sulla base di quanto contenuto all’interno delle Risoluzioni approvate dalle Nazioni Unite, le quali prevedono l’implementazione di una soluzione a due Stati.

A tale riguardo, il Ministero degli Affari Esteri italiano ha rivelato di ritenere la soluzione a due Stati “la prospettiva più giusta e sostenibile”, nonostante sia necessario prima ricostruire la fiducia e il dialogo tra le parti.

Da parte sua, l’Italia si è detta pronta a sostenere un processo negoziale in grado di tener conto delle aspirazioni di ambo le parti e di contribuire alla stabilità e alla sicurezza della regione.

Il “Piano per la Pace in Medio Oriente” è stato svelato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il 28 gennaio. Il documento articolato in 181 pagine, prevede una soluzione a due Stati. Da un lato, Israele, il quale eserciterebbe il controllo sull’intera città di Gerusalemme, capitale del Paese, e manterrebbe i propri insediamenti nei Territori palestinesi, la cui espansione verrebbe limitata per quattro anni. Dall’altro lato, una entità parastatale palestinese, con Al-Quds come capitale, la quale beneficerà di 50 miliardi di dollari di investimenti internazionali e comprenderebbe alcune porzioni esterne di Gerusalemme Est. Il para-Stato palestinese non avrebbe un esercito proprio e avrebbe l’obbligo di rispettare criteri di sicurezza, sottoposti al controllo israeliano, tra cui la rinuncia alla violenza.

Tale piano ha riscosso reazioni contrastanti tra i Paesi europei. Alcuni, come la Germania, hanno criticato l’esclusione dei palestinesi dai negoziati. Altri, come il Regno Unito, hanno accolto con favore il “Piano per la Pace” di Trump, considerato come un primo passo per una soluzione definitiva.

L’Italia, la Francia e l’Unione Europea hanno invece adottato posizioni simili tra loro, accogliendo con favore gli sforzi di Trump, ma riservandosi la necessità di studiare il piano presentato nel dettaglio.

Una delle questioni centrali della proposta di Trump è il ridisegno dei confini israeliani, i quali, nella proposta di Trump, penetrano in profondità nel territorio della Cisgiordania. L’entità para-statale palestinese sarebbe circondata da un Israele allargato, i cui insediamenti e le strade per raggiungerli sarebbero accessibili solo per gli israeliani. Il destino di Gaza, invece, appare meno chiaro, con la possibilità che venga inclusa nel para-Stato palestinese, ma attraversata da tunnel che la colleghino alla Cisgiordania. Per quanto riguarda la Valle del Giordano, estremamente fertile e già fortemente contesa tra le due parti, il piano americano prevede di fatto il controllo di Israele.

La proposta americana è stata immediatamente respinta dai leader palestinesi, i quali la hanno definita un’inaccettabile resa a Israele che calpesta le storiche aspirazioni di tutto il popolo palestinese.

Anche la Turchia ha immediatamente espresso la sua vicinanza al popolo palestinese, dichiarando che la proposta di Trump per il Medio Oriente è “nata morta” e che il “piano di annessione” è destinato a distruggere le speranze di una possibile soluzione del conflitto israelo-palestinese. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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