Marocco e Mauritania rafforzano la cooperazione militare

Pubblicato il 30 gennaio 2020 alle 15:31 in Marocco Mauritania

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Il Marocco e la Mauritania hanno organizzato la loro prima commissione militare congiunta, a Rabat, mercoledì 29 gennaio, per discutere dei mezzi necessari a rafforzare e consolidare la reciproca cooperazione in materia di sicurezza. L’ispettore delle Forze armate reali marocchine, il luogotenente Abdelfattah Louarak, e il capo di stato maggiore delle Forze armate della Mauritania, il generale Mohamed Cheikh Ould Mohamed Lemine, hanno presieduto l’incontro. Gli ufficiali presenti hanno valutato le attività di cooperazione bilaterale nel 2019 e hanno riesaminato quelle previste per il 2020. Le due parti hanno anche discusso delle sfide alla sicurezza regionale, sottolineando il ruolo di primo piano svolto da Marocco e Mauritania nel mantenimento della stabilità nell’area del Maghreb.

Le prospettive di rafforzamento della cooperazione militare tra le Forze armate reali marocchine e le Forze armate della Mauritania si basano sull’esistenza di legami storici tra i due Paesi. Louarak e Lemine hanno espresso entrambi la volontà di consolidare la collaborazione tra i due eserciti, aumentando la condivisione di conoscenze ed esperienze. La cooperazione militare tra i due Paesi include lo scambio di visite informative, la partecipazione a vari corsi di formazione, il supporto tecnico e l’organizzazione di sessione di addestramento congiunte.

L’incontro giunge poco tempo la firma, avvenuta il 13 gennaio, di un Memorandum d’intesa volto a rafforzare la cooperazione bilaterale tra Mauritania e Marocco. Il protocollo, sottoscritto dal direttore generale delle autorità territoriali presso il Ministero dell’Interno del Marocco, Khalid Safir, e da quello del Ministero dell’Interno e della Decentralizzazione della Mauritania, Abdi Ould Horma. Il Memorandum impegna i due Paesi ad intensificare la cooperazione tra le reciproche amministrazioni territoriali, regionali e locali. Rabat e Nouakchott hanno promesso anche di incrementare il commercio nella regione e sviluppare le industrie, il turismo e gli investimenti.

Sebbene in passato Marocco e Mauritania non siano mai state allineate sulla questione del Sahara Occidentale, la “neutralità” ufficiale del governo di Nouakchott ha sempre consentito relazioni cordiali con Rabat. La Mauritania è un attore chiave nei negoziati che si svolgono in sede ONU sul tema dell’autodeterminazione del Sahara occidentale. Per questo, il Marocco è interessato a ottenere il sostegno del suo vicino africano nella questione della ridefinizione dei suoi confini marittimi. Si tratta di due leggi che consentono al Regno maghrebino di estendere il proprio controllo sul Sahara occidentale, oggetto di contestazione da lungo tempo. Nello specifico, il Marocco stabilisce la propria giurisdizione sulle acque territoriali che si estendono da Tangeri, città situata sulla costa settentrionale, fino a Lagouira, al confine con la Mauritania. Non da ultimo, è stata altresì creata una zona economica esclusiva con un raggio di 200 miglia nautiche nelle acque tra il controverso Sahara Occidentale e l’arcipelago delle Canarie in Spagna.

Il vasto territorio desertico del Sahara Occidentale si trova a Nord della Mauritania ed è delimitato a Ovest da circa mille chilometri di costa atlantica. La disputa relativa a tale territorio risale al 1975 quando, in seguito al ritiro del dominio spagnolo, il Marocco annesse una parte di tale area, pari a circa all’80%. In risposta, nel 1976, il Fronte Polisario, costituitosi come movimento il 10 maggio 1973, annunciò la nascita della Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. Successivamente, intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, promosso dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). A oggi, il governo di Rabat rivendica la propria sovranità sul Sahara Occidentale.

Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi affinché venga indetto un referendum per l’autodeterminazione del proprio territorio, dove risiedono circa mezzo milione di individui. Il Fronte controlla una striscia desertica del Sahara Occidentale a Est delle mura di difesa del Marocco. Si stima che i militanti siano circa 10.000, concentrati non nel Sahara Occidentale, ma a Tindouf. In questa città, il Fronte organizza campi profughi per la popolazione sahrawi che, secondo le ultime stime delle Nazioni Unite, soffrono per la mancanza di aiuti umanitari e per malnutrizione.

In tale quadro, il Fronte Polisario ha duramente condannato le “iniziative del Marocco” volte a stabilire una zona economica esclusiva considerata illegale. È stato poi affermato che la continua politica espansionistica del Marocco è dovuta all’incapacità della Spagna, ex potenza colonizzatrice della regione, di adempiere alla sua responsabilità legale e storica verso il Sahara Occidentale e che le leggi approvate il 22 gennaio sono prive di basi legali. La mossa, a detta del Fronte, rappresenta un atto di propaganda, volto a distogliere l’attenzione dalla grave crisi strutturale in cui versa il Regno.

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Chiara Gentili

di Redazione

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