Cosa è successo durante il vertice tra Italia e Cipro

Pubblicato il 30 gennaio 2020 alle 20:30 in Cipro Italia

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Il ministro degli Affari Esteri dell’Italia, Luigi Di Maio, e il suo omologo di Cipro, Nikos Christodoulides, si sono incontrati a Roma.

È quanto rivelato, mercoledì 29 gennaio, dal Ministero di Roma, il quale ha altresì reso noto che nel corso del vertice, i due omologhi hanno discusso delle relazioni bilaterali, definite eccellenti, della crisi libica, del fenomeno migratorio, degli ultimi sviluppi nella regione del Mediterraneo orientale e dell’energia.

In primo luogo, l’Italia ha ribadito la sua vicinanza a Cipro in merito alle attività di trivellazione condotte dalla Turchia nelle acque del Mediterraneo orientale, a largo dalle coste cipriote, ricche di gas naturale, risorsa che Cipro già vende a Egitto e Israele.

Le trivellazioni condotte da Ankara a largo delle coste di Cipro sono state oggetto di numerose contestazioni da parte della comunità internazionale a partire dallo scorso 3 maggio, quando Ankara aveva inviato la nave Fatih a largo delle coste di Pafo, ad Ovest di Cipro. Il 2 giugno, inoltre, la Turchia aveva inviato una seconda nave da perforazione,  la Yavuz, all’interno di un’altra area al centro di una disputa territoriale tra Turchia e Cipro. Lo scorso 18 settembre, la Yavuz aveva abbandonato le acque a largo di Cipro per far rifornimento al porto turco di Tasucu, nella provincia di Mersin, nell’area meridionale della Turchia, ma era tornata attiva lo scorso 5 ottobre. Stando alle ultime rivelazioni, la Yavuz si trova attualmente all’interno del blocco 8, un’area situata a Sud di Cipro, le cui licenze di esplorazione erano già state affidate a compagnie petrolifere italiane e francesi.

Tali attività condotte dalla Turchia sono state definite “illegali” da Roma, la quale ha denunciato l’inosservanza da parte di Ankara della sovranità di Cipro e dei suoi diritti sovrani.

Successivamente, Roma e Nicosia hanno discusso della delimitazione delle zone economiche esclusive e della piattaforma continentale. Tale questione è stata causa di tensioni nella regione a partire dallo scorso 27 novembre, quando il presidente del Consiglio presidenziale del governo tripolino, Fayez Al-Sarraj, ed il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, avevano firmato alcuni memorandum d’intesa relativi alla cooperazione in materia di sicurezza e al settore marittimo. A causare tensioni è il memorandum siglato in ambito marittimo, il quale, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi tra Libia e Turchia anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”.

A tale riguardo, Di Maio e Christodoulides hanno convenuto che la delimitazione di tali aree può essere il risultato soltanto di un processo di dialogo e negoziato, i quali devono essere in linea con il diritto internazionale e con il principio del buon vicinato.

Per tale ragione, i due ministri hanno condannato il protocollo d’Intesa sulla definizione dei confini marittimi siglato tra Ankara e Tripoli, il quale è stato definito “inaccettabile”, dal momento che “viola i diritti sovrani dei Paesi terzi, non è conforme alla legge del mare e non può produrre conseguenze giuridiche per i Paesi terzi”.

In tale contesto, i due ministri hanno anche concordato sulla necessità di accelerare il processo decisionale nel Consiglio Europeo, con l’obiettivo di finalizzare le liste sui soggetti sottoposti a sanzioni perché coinvolti in attività di trivellazione illegali nel Mediterraneo orientale.

L’ultimo vertice tra Italia e Cipro era avvenuto lo scorso 14 gennaio, a Roma, quando il ministro italiano della Difesa, Lorenzo Guerini, aveva incontrato il suo omologo cipriota, Savvas Angelides. Nel corso dell’incontro, i due avevano discusso dello sviluppo dell’area del Mediterraneo, della collaborazione in seno all’UE e dell’impegno a garantire il rispetto del diritto internazionale del mare. Nello specifico, in riferimento a quest’ultimo tema, i due avevano concordato di ampliare i canali di dialogo con le altre parti interessate, al fine di individuare una soluzione alle dispute sulle risorse energetiche e minerarie nel Mediterraneo orientale.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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