Turchia: Washington non vuole risolvere la disputa sul sistema S-400

Pubblicato il 29 gennaio 2020 alle 14:05 in Turchia USA e Canada

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che Washington e Ankara hanno fatto ben poco per risolvere la disputa sull’acquisto da parte della Turchia del sistema di difesa aereo russo S-400. 

In occasione di un discorso tenuto il 29 gennaio, su un volo di ritorno dal Senegal, Erdogan ha accusato gli Stati Uniti di aver bloccato e ignorato la sua proposta di formare un gruppo di lavoro congiunto sulla questione in sede NATO. “Abbiamo preso gli appuntamenti, ma non ci sono ancora sforzi seri a questo proposito”, ha affermato il presidente turco. “Il problema degli S-400 è finito. È fuori questione per noi tornare indietro da questo accordo “, ha ribadito. In relazione alla minaccia statunitense di non fornire più F-35 alla Turchia, Erdogan ha affermato che Ankara può acquistare altrove nuovi jet da combattimento. “O gli Stati Uniti ci daranno indietro i soldi o ci daranno i jet”, ha riferito il presidente turco. “Se non ci restituiranno i soldi ne troveremo altri e acquisteremo altrove o li produrremo da soli”, ha aggiunto. 

L’acquisto degli S-400 ha provocato molte tensioni tra gli USA e la Turchia nel 2019. L’accordo firmato da Mosca e Ankara, per un valore di 2,5 miliardi di dollari, per la consegna dei sistemi antiaereo risale al 2017, ma le consegne sono iniziate il 12 luglio 2019. Di conseguenza, Washington ha escluso la Turchia dal programma di produzione dei caccia F-35 e ha minacciato ulteriori sanzioni per l’acquisto dei sistemi missilistici antiaerei russi. Gli Stati Uniti, così come gli altri Paesi della NATO, temono che se Ankara avrà a disposizione sia gli S-400 che i caccia americani di quinta generazione F-35, i radar delle unità di contraerea russe impareranno a calcolare e tracciare gli aerei statunitensi. Per questa ragione Washington aveva minacciato di cancellare il processo di vendita dei caccia americani dando un ultimatum ad Ankara: “o gli S-400 o gli F-35”.

Il presidente turco è in viaggio nel continente africano per portare avanti i negoziati necessari a garantire il cessate il fuoco e il ritorno al dialogo politico in Libia. La sua ultima tappa del tour si è svolta in Senegal. Il 26 gennaio, invece, Erdogan è stato in Algeria, dove ha incontrato il presidente Abdelmadjid Tebboune. La visita è giunta dopo le accuse rivolte dal presidente turco al capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), il generale Khalifa Haftar, ritenuto responsabile di aver violato il cessate il fuoco concordato durante la Conferenza di Berlino, il 19 gennaio. Parallelamente, gli scontri a Tripoli non si arrestano e, nella sera del 27 gennaio, le forze di Haftar e quelle tripoline hanno combattuto a Sud della capitale e ad Est della zona di Abu Qurayn, città situata a 118 km a Sud di Misurata e 138 km a Ovest di Sirte.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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