Pakistan chiude il principale valico verso l’Afghanistan

Pubblicato il 29 gennaio 2020 alle 12:08 in Afghanistan Pakistan

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Il Pakistan ha chiuso il principale valico di frontiera con l’Afghanistan, il 29 gennaio, dopo aver subito un attacco con mortaio da oltre il confine. Le autorità afghane accusano Islamabad di aver inscenato l’assalto. 

Il valico di frontiera di Torkham, attraverso il quale passano migliaia di veicoli ogni settimana, è il principale collegamento commerciale tra i due Paesi. Il Pakistan aveva concesso l’apertura del passaggio per 24 ore al giorno, per dare impulso al commercio, prima dell’assalto del 29 gennaio. “Alcuni colpi di mortaio sono stati sparati da oltre il confine in Afghanistan e sono arrivati in Pakistan. Hanno causato alcuni danni ai veicoli ”, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters Mahmood Aslam Wazir, vice commissario distrettuale pakistano. Dall’altra parte, un funzionario afgano ha negato che le proprie forze armate abbiano aperto il fuoco contro il Pakistan. Attaullah Khogyani, portavoce del governatore della provincia di Nangarhar, sul lato afgano del confine, ha suggerito che le forze pakistane avessero loro stesse lanciato l’assalto, come parte di uno stratagemma. “In passato, il Pakistan ha giocato allo stesso gioco ogni volta che voleva chiudere il valico di Torkham”, ha affermato Khogyani. 

Il confine tra Pakistan e Afghanistan segue la cosiddetta “Linea Durand”, che si estende per 2640 km. Tale delimitazione prende nome da Sir Mortimer Durand, Segretario degli Esteri della provincia del Raj ai tempi dell’impero britannico, che nel 1893 insieme all’Emiro afghano, Abdur Rahman Khan, negoziò i confini tra che poi il Pakistan erediterà. La Linea Durand viene a volte chiamata anche Linea Zero. Il confine ha tagliato in due le realtà tribali e ignorava, in particolare, le rivendicazioni dei pashtun, un gruppo etnico-linguistico indoeuropeo che abita storicamente la regione. Anche per questo motivo il confine ha continuato ad essere una fonte di tensione tra Afghanistan e Pakistan. Attualmente i leader pashtun di entrambi gli Stati non riconoscono la legittimità del confine e rivendicano la creazione di uno stato per la propria nazione. Le relazioni tra Pakistan e Afghanistan lungo i confini sono peggiorate a seguito dell’arresto, avvenuto il 27 gennaio, di un attivista pashtun pakistano, Manzoor Pashteen, da parte delle autorità pakistane. 

Tali eventi arrivano in un momento particolarmente teso per entrambi i Paesi. Islamabad è preoccupata dalla situazione in Kashmir, una regione a maggioranza musulmana, contesa tra India e Pakistan. L’area è teatro di scontri da decenni, ma vive una situazione di estrema tensione a partire dal  5 agosto 2019, quando il governo indiano ha abolito lo status speciale della parte indiana della regione, per ragioni di sicurezza. A seguito della rimozione dell’autonomia, dopo giorni di coprifuoco e blocco di internet e delle comunicazioni, il Kashmir è stato colpito da un’ondata di proteste. L’Afghanistan, da parte sua, vive uno stallo dei progressi diplomatici per la risoluzione del conflitto ed è fortemente caratterizzato da violenze diffuse. Almeno 11 agenti delle forze di sicurezza afgane sono stati uccisi dopo che i talebani hanno attaccato una base di polizia nella provincia settentrionale di Baghlan, la sera del 27 gennaio. La notizia arrivava poco dopo una serie di scontri tra talebani e forze governative a Ghazni, a Sud di Kabul, dove è precipitato un aereo militare statunitense. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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