Italia, migranti: Ocean Viking sbarca a Taranto, Open Arms ancora in mare

Pubblicato il 29 gennaio 2020 alle 15:44 in Immigrazione Italia

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Sono sbarcati al porto di Taranto, mercoledì 29 gennaio, gli oltre 400 migranti che da una settimana si trovavano nel Mediterraneo a bordo della Ocean Viking. Sulla nave c’erano 12 donne incinte, 132 minori non accompagnati e circa 20 nuclei familiari. La maggior parte delle persone a bordo proviene da Marocco, Guinea, Senegal, Burkina Faso, Kenya, Nigeria, Mali e Somalia. “Hanno affrontato un viaggio da incubo”, hanno raccontato i soccorritori della Ocean Viking, la nave ONG gestita da Sos Méditerranée e da Medici senza Frontiere. Gli oltre 400 migranti sono stati salvati in 5 operazioni notturne effettuate tra la notte del 23 e quella del 26 gennaio 2020. Le missioni di salvataggio si sono rivelate piuttosto complicate, anche a seguito delle avverse condizioni metereologiche. Nella maggior parte dei casi, i migranti sono stati recuperati da barconi sovraffollati e a rischio di naufragio, al largo delle coste della Libia o nella zona di ricerca e soccorso (SAR) di Malta. Gli operatori sanitari hanno rilevato due casi di tubercolosi e alcuni casi di ustioni da idrocarburi, provocate dal contatto tra la benzina e l’acqua di mare. Tuttavia, le condizioni dei migranti sono state approssimativamente definite “abbastanza buone”.

“I salvataggi sono stati difficili, con il mare mosso e di notte. Ci sono state scene di panico ma è stato compiuto un lavoro straordinario da parte di Sos Méditerranée e Medici senza frontiere. Anche l’equipaggio è stanco, si tratta di recuperare persone in acqua che rischiano la vita. Questi migranti meritano un po’ di pace e riposo, ora potranno iniziare una nuova vita in Italia e all’estero”, hanno riferito i soccorritori della Ocean Viking, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Ansamed. I minori a bordo della nave, che risultano essere più di un terzo, saranno trasferiti in comunità educative nella città di Taranto e nelle province. Gli adulti invece, trasferiti all’hotspot, vi soggiorneranno tra le 48 e le 72 ore in attesa di essere identificati e condotti in altri centri.

Nel frattempo, è ancora in mare la Open Arms, la nave dell’omonima organizzazione non governativa spagnola, che, in meno di 24 ore, ha effettuato 3 soccorsi. Circa 56 persone sono state salvate nella serata di lunedì 27 gennaio. All’alba di martedì 28, altre 102 sono state recuperate da un barcone in difficoltà al largo delle coste della Libia. Infine, nel primo pomeriggio di martedì, altri 79 migranti sono stati tratti in salvo da un gommone alla deriva. “Open Arms risponde a una chiamata di soccorso canale 16 VHF per possibile avvistamento di imbarcazione insicura alla deriva a circa 30 miglia dalla nostra posizione. 4h più tardi salviamo altre 79 persone. Ora sono 237 le persone a bordo e alcuni casi medici”, ha scritto su Twitter la ONG, martedì 28 gennaio.

Anche la Alan Kurdi, di proprietà dell’organizzazione Sea Eye, è stata impegnata negli ultimi giorni in operazioni di salvataggio nel Mediterraneo. Alle 77 persone a bordo della nave è stato concesso di sbarcare sull’isola di Malta. Erano anni che la Valletta non concedeva un porto sicuro a una nave delle ONG impegnate nei soccorsi nel Mediterraneo.

Secondo le stime dell’IOM, dal primo al 20 gennaio 2020 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 4.088, di cui 3.805 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 63, di cui 1 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza, 4 nella rotta occidentale, la quale coinvolge Marocco e Algeria, e 58 nella rotta orientale, il cui principale porto di partenza è la Turchia. Per quanto riguarda l’Italia, dal primo al 20 gennaio 2020, sono circa 735 i migranti arrivati sulle nostre coste.

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Chiara Gentili 

di Redazione

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