Grecia: F-16 turchi sull’Egeo, Mitsotakis vola da Macron

Pubblicato il 29 gennaio 2020 alle 16:30 in Grecia Turchia

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Mentre il premier di Atene si recava a Parigi, due aerei caccia F-16 della Turchia sorvolavano la porzione sudorientale del Mar Egeo senza aver ottenuto l’autorizzazione dalla Grecia.

È quanto annunciato dallo Stato maggiore della Difesa nazionale ellenica, ripreso dal quotidiano Ekathimerini, il quale ha altresì specificato che i due aerei caccia F16 hanno volato all’interno dello spazio aereo ellenico alle ore 9:32 di mercoledì 29 gennaio. In aggiunta, il quotidiano rende noto che i due velivoli non avevano fornito informazioni sulla rotta, la quale ha compreso l’isola di Lisso, la quale è stata sorvolata a una quota di circa 4.3 chilometri.

Dopo solo un minuto, i due aerei hanno nuovamente sorvolato su Lisso, questa volta a una quota di 1.8 chilometri, per poi essere stati intercettati dai velivoli militari della Grecia, in rispetto delle regole d’ingaggio.

Un simile episodio si era verificato lo scorso 16 gennaio, quando due caccia F-16 della Turchia avevano sorvolato l’isolotto di Kinaros, a una quota di circa 1.8 chilometri, intorno alle 9:30 del mattino. Nella stessa giornata, Atene aveva risposto alle dichiarazioni rilasciate poche ore prima dal ministro degli Esteri della Turchia, Mevlut Cavusoglu, il quale aveva annunciato la presenza di isole nel Mar Egeo la cui sovranità non risulta ancora assegnata dal diritto internazionale. Per tale ragione, Ankara aveva richiesto l’avvio di un dialogo su tale questione. In risposta a tali affermazioni, il Ministero degli Affari Esteri della Grecia aveva dichiarato che lo status giuridico del Mar Egeo e delle isole che ne fanno parte risulta disciplinato da trattati internazionali, motivo per cui “non vi è spazio per le dispute”.

I rapporti tra Grecia e Turchia sono stati inoltre uno dei temi al centro del vertice tra il premier di Atene, Kyriakos Mitsotakis, e il presidente della Francia, Emmanuel Macron. Il vertice, secondo quanto riportato da Ekathimerini, ha riguardato i dossier bilaterali e regionali, ma anche il fenomeno migratorio e l’economia. Sulla Turchia, Ekathimerini annuncia che entrambi i leader hanno deciso di condannare congiuntamente le attività di Ankara nella regione, evidenziando come l’unica soluzione possa essere trovata nel diritto internazionale.

Reuters rivela che le relazioni tra Grecia e Turchia risultano compromesse per via di molteplici fattori. Principalmente, ad aver incrinato i rapporti tra Ankara e Atene concorrono le dispute in materia di diritti minerari nel Mar Egeo, all’interno delle quali si inserisce la controversia sulle trivellazioni condotte dalla Turchia a largo delle coste di Cipro, ricche di gas naturale.

Per quanto riguarda i diritti minerari nel Mar Egeo, in aggiunta, le relazioni tra i due Paesi si sono inasprite ulteriormente dopo che, lo scorso 27 novembre, Ankara aveva siglato con Tripoli un accordo sulle definizione dei confini marittimi tra Libia e Turchia. Il memorandum, sottolinea Reuters, definisce i confini marittimi anche nei pressi dell’isola greca di Creta. Tale isola, a detta di Ankara, non dispone di piattaforma continentale, ma solo di acque territoriali, motivo per cui è stato possibile definire i confini delle acque intorno a Creta. La Grecia, invece, da parte sua, considera l’accordo siglato tra Libia e Turchia una “palese violazione del diritto internazionale”.

In tale clima, e date le tensioni tra Atene e Ankara, alcuni esperti avevano evidenziato che i due Paesi siano stati vicini allo scoppio di uno scontro armato.

Nello specifico, un ex diplomatico greco, il quale aveva commentato la vicenda in condizioni di anonimato, aveva dichiarato che in caso di arrivo di una nave da trivellazione turca scortata da navi della Marina di Ankara, le imbarcazioni elleniche avrebbero agito contro di essa, aumentando le possibilità di uno scontro armato.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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