Le reazioni dell’Europa al “Piano del secolo” di Trump

Pubblicato il 29 gennaio 2020 alle 17:37 in Europa Medio Oriente

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I leader dei principali Paesi d’Europa e dell’UE hanno iniziato a rilasciare dichiarazioni in merito al tanto atteso “Piano per la Pace in Medio Oriente” svelato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, il 28 gennaio.

Nello specifico, tale piano, articolato in 181 pagine, prevede una soluzione a due Stati. Da un lato, Israele, il quale eserciterebbe il controllo sull’intera città di Gerusalemme, capitale del Paese, e manterrebbe i propri insediamenti nei Territori palestinesi, la cui espansione verrebbe limitata per quattro anni. Dall’altro lato, una entità parastatale palestinese, con Al-Quds come capitale, la quale beneficerà di 50 miliardi di dollari di investimenti internazionali e comprenderebbe alcune porzioni esterne di Gerusalemme Est. Il para-Stato palestinese non avrebbe un esercito proprio e avrebbe l’obbligo di rispettare criteri di sicurezza, sottoposti al controllo israeliano, tra cui la rinuncia alla violenza.

Tale piano ha riscosso reazioni contrastanti tra i Paesi europei. Alcuni, come la Germania, hanno criticato l’esclusione dei palestinesi dai negoziati. Altri, come il Regno Unito, hanno accolto con favore il “Piano per la Pace” di Trump, considerato come un primo passo per una soluzione definitiva.

Nello specifico, per quanto riguarda la Germania, il ministro degli Esteri tedesco, Heiko Maas, ha richiesto l’adozione di un approccio bilanciato per la soluzione definitiva della questione palestinese. Secondo il ministro degli Esteri, più nel dettaglio, solo una soluzione a due Stati che sia accettata da ambo le parti potrà garantire una pace duratura tra israeliani e palestinesi.

Anche alcuni esponenti della coalizione di maggioranza della Germania si sono espressi sul piano di Trump. Nello specifico, tra i parlamentari dell’Unione democratica cristiana (CDU), Johann Wadephul ha criticato l’unilateralità del Piano per la Pace, il quale, secondo Wadephul, non porterà la pace in Medio Oriente.

Passando invece alla posizione del Regno Unito, il segretario degli Esteri, Dominic Raab, ha dichiarato di ritenere il Piano di Trump “una proposta seria”, risultato di un lungo e impegnativo lavoro. Anche il premier britannico, Boris Johnson, ha accolto con favore il documento presentato dal capo della Casa Bianca, evidenziando come questo preveda una soluzione a due Stati e riconosca Gerusalemme come capitale di Israele e dei palestinesi.

Più lontana dall’esprimere una posizione netta è invece stata la Francia, il cui Ministero degli Affari Esteri ha rilasciato un comunicato ufficiale nel quale si legge che Parigi accoglie con favore gli sforzi di Trump, ma si riserva la necessità di studiare il piano presentato nel dettaglio.

In maniera simile, anche l’Unione Europea, nella persona dell’Alto Rappresentante per la Politica Estera, Josep Borrell, ha dichiarato che avrebbe studiato in maniera approfondita il piano di Trump, invitando gli israeliani e i palestinesi a procedere ugualmente. L’UE, ha aggiunto Borrell, valuterà il piano del capo della Casa Bianca sulla base delle legittime ambizioni sia di Israele, sia dei Territori palestinesi.

Una delle questioni centrali della proposta di Trump è il ridisegno dei confini israeliani, i quali, nella proposta di Trump, penetrano in profondità nel territorio della Cisgiordania. L’entità para-statale palestinese sarebbe circondata da un Israele allargato, i cui insediamenti e le strade per raggiungerli sarebbero accessibili solo per gli israeliani. Il destino di Gaza, invece, appare meno chiaro, con la possibilità che venga inclusa nel para-Stato palestinese, ma attraversata da tunnel che la colleghino alla Cisgiordania. Per quanto riguarda la Valle del Giordano, estremamente fertile e già fortemente contesa tra le due parti, il piano americano prevede di fatto il controllo di Israele.

 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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