Balcani a Bruxelles per decidere il futuro della regione

Pubblicato il 29 gennaio 2020 alle 18:30 in Balcani Europa

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I leader delle Camere dei Balcani occidentali si sono recati a Bruxelles per incontrare il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, e discutere del futuro della regione.

L’incontro era stato annunciato venerdì 24 gennaio dal Parlamento europeo, il quale aveva anticipato che al vertice avrebbero partecipato i presidenti del Parlamento di 6 Paesi della regione balcanica, ovvero Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Serbia. Ad assistere ai lavori, anche il presidente della Camera della Croazia, attuale detentore della Presidenza del Consiglio dell’UE.

Secondo quanto rivelato da una portavoce del Parlamento europeo, Snježana Kobešćak Smodiš, l’agenda dell’incontro ha riguardato la cooperazione in ambito parlamentare, il futuro dell’Europa e le novità relative al processo di allargamento del blocco comunitario, il quale aveva subito una battuta di arresto al Consiglio europeo dello scorso 18 ottobre.

In tale occasione, il presidente francese, Emmanuel Macron, aveva bloccato l’allargamento dell’Unione Europea a Tirana e Skopje. Nello specifico, l’ingresso della Macedonia del Nord era stato votato positivamente da tutti gli Stati membri dell’UE, eccetto che della Francia, mentre l’ingresso dell’Albania era stato ostacolato da Francia, Danimarca e Paesi Bassi. Da parte sua, Parigi aveva dichiarato di ritenere che l’Europa stia già affrontando troppe sfide per consentire l’ingresso di due ulteriori Paesi dei Balcani, una regione ancora in via di recupero dopo le guerre degli anni Novanta e che ancora oggi combatte contro il crimine e la corruzione.

In vista del vertice con i suoi omologhi balcanici, Sassoli ha ribadito l’intenzione del Parlamento europeo di procedere con l’integrazione in UE dei Paesi della regione. È in tale ottica, ha dichiarato il presidente del Parlamento di Bruxelles, che il vertice del 28 gennaio intende individuare una strategia finalizzata alla definizione del ruolo del potere legislativo a sostegno del processo di riforma necessario al raggiungimento dei criteri di adesione.

Al termine del summit, i partecipanti hanno rilasciato una dichiarazione congiunta la quale, secondo le parole di Sassoli, riportate dal suo portavoce, Roberto Cuillo, invita il Consiglio europeo a sostenere l’integrazione in UE dei Balcani occidentali, la quale potrà essere raggiunta grazie al raggiungimento dei criteri di adesione.

La dichiarazione, nello specifico, definita “un nuovo impeto al processo di allargamento” dal presidente del Parlamento europeo, è articolata in otto punti.

In primo luogo, viene ribadito il ruolo dei Parlamenti nell’avanzamento dell’agenda dell’UE sulle riforme. Nel secondo punto, i presidenti delle Camere hanno chiesto al Consiglio europeo di continuare a sostenere il percorso di integrazione dei Paesi dei Balcani nell’Unione Europea, previo raggiungimento dei criteri di adesione. In tale ottica, all’UE è stato chiesto di lanciare un messaggio positivo con l’apertura dei negoziati per alcuni e con il riconoscimento dello status di Paese candidato per altri. Il terzo punto richiede il riconoscimento dell’incontro di Zagabria, programmato per il maggio 2020, quale occasione per ripristinare la credibilità del processo di allargamento. In quarto luogo, i presidenti delle Camere dei Paesi balcanici hanno confermato il proprio impegno a rendere il processo di riforma più trasparente, democratico e vicino ai cittadini. Il quinto punto ribadisce il beneficio che i cittadini dei Balcani occidentali e dei Paesi membri dell’UE possono trarre dal completamento del percorso di allargamento. Il sesto richiede l’inclusione dei 6 Paesi balcanici ai lavori della Conferenza sul Futuro dell’Europa, organo politico della Commissione europea. Il penultimo punti ribadisce la piena intenzione a lavorare di concerto al fine di rafforzare la dimensione parlamentare del processo. Infine, i presidenti delle Camere dei 6 Paesi, della Croazia e dell’UE hanno ribadito di credere che il rafforzamento dei Parlamenti, funzionale all’avvio del processo di riforme, sia una componente fondamentale del processo di allargamento.

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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