Turchia rimpatria 4 terroristi in Francia

Pubblicato il 28 gennaio 2020 alle 16:16 in Francia Turchia

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La Turchia ha rimpatriato 4 individui di nazionalità francese affiliati a gruppi terroristici, secondo quanto ha annunciato il Ministero degli Interni di Ankara il 28 gennaio.

I terroristi sono stati espulsi come parte degli sforzi della Turchia per rimpatriare i combattenti stranieri, ha affermato il Ministero in una dichiarazione scritta. Tuttavia, non è stato specificato a quale gruppo terroristico appartenevano gli individui. La questione relativa agli ex militanti e alle loro famiglie detenute in Siria è particolarmente controversa, ma la Turchia sostiene che i terroristi di origine straniera dovrebbero tornare nei loro Paesi di origine. Ankara ha reso noto i diversi Stati europei hanno opposto resistenza ai rimpatri, ma la posizione dell’esecutivo è netta. La Turchia ha espulso circa 780 terroristi stranieri nel 2019, secondo quanto ha dichiarato il ministro degli Interni, Suleyman Soylu. 

Almeno 7 persone erano state arrestate in Turchia per presunti legami con il gruppo terroristico dell’ISIS, il 21 gennaio. Le autorità turche avevano arrestato 4 donne, tra cui la moglie di un cosiddetto emiro dello Stato Islamico, nella provincia meridionale turca di Hatay. Le fonti da cui sono state reperite tali informazioni, riportate dall’agenzia di stampa Anadolu, tuttavia, hanno chiesto di non essere nominate, a causa di restrizioni nel parlare con i media. Le forze di sicurezza turche della provincia Nord-occidentale di Kocaeli stavano indagando sulle 4 sospette, che presumibilmente erano entrate in Turchia dalla Siria. Il resto degli arrestati sono accusati di aver combattuto per l’ISIS a Raqqa e Deir Ez-Zor nel 2014, sono stati arrestati a Hatay e portati a Kocaeli. Separatamente, nella capitale turca Ankara, la polizia ha arrestato 3 sospetti dello Stato Islamico in operazioni anti-terrorismo. Due dei sospetti, che sono di nazionalità siriana, sono stati arrestati per aver pianificato l’invio di un dispositivo elettronico ai membri dell’ISIS nelle zone di conflitto. 

La Turchia aveva annunciato la decisione di avviare i rimpatri l’11 novembre 2019. Queste operazioni avrebbero interessato oltre 1.200 combattenti detenuti nelle carceri turche. Questi vanno ad aggiungersi ai 3,6 milioni di rifugiati siriani ospitati dalla Turchia. Tale decisione seguiva l’operazione lanciata nel Nord-Est della Siria lo scorso 9 ottobre dal presidente di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, nota con il nome “Fonte di Pace”. Con tale operazione, il presidente turco aveva dichiarato di agire per salvaguardare la sicurezza turca contro i militanti curdi, considerati terroristi da Ankara, ma alleati degli Stati Uniti nel contrasto allo Stato Islamico. Le milizie curde gestivano i centri dove erano detenute le famiglie dei membri dell’ISIS. I campi controllati dai combattenti curdi nella Siria nordorientale ospitavano decine di migliaia di famiglie di membri dell’ISIS, tra cui 12.000 stranieri, 4.000 donne e 8.000 bambini. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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