Tunisia: Kais Saied incontra ministro degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti

Pubblicato il 28 gennaio 2020 alle 13:13 in Emirati Arabi Uniti Tunisia

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Il presidente tunisino Kais Saied ha ricevuto a Cartagine, lunedì 27 gennaio, il ministro degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti, Abdallah Ben Zayed al-Nahiane. L’incontro si è incentrato sul consolidamento delle “solide relazioni storiche tra i due Paesi e sui mezzi per intensificarle e svilupparle, in particolare nel settore degli investimenti e della cooperazione tecnica”. Le due parti hanno anche sottolineato la necessità di discutere più a fondo delle questioni di interesse comune, in primo luogo la crisi libica. A tal proposito, secondo quanto si legge nel comunicato della presidenza tunisina, “va evidenziata l’importanza della concertazione e della cooperazione tra i due Paesi per raggiungere una soluzione pacifica che metta fine alla guerra contribuendo a risparmiare il sangue del popolo libico”. Saïed e al-Nahiane hanno infine esaminato le modalità di attuazione dei risultati raggiunti alla Conferenza di Berlino, il 19 gennaio, ribadendo “l’impegno delle parti interessate a rispettare il cessate il fuoco nel quadro di un accordo politico libico”. Al termine dell’incontro, il ministro emiratino ha ringraziato Saied dell’invito e ha a sua volta proposto al presidente tunisino di visitare al più presto il suo Paese.

Intanto in Libia, martedì 28 gennaio, l’operazione Vulcano di Rabbia, del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, ha dichiarato di aver abbattuto un drone emiratino nell’Est di Misurata. Secondo quanto riferito, il drone, proveniente dagli Emirati Arabi Uniti, era in procinto di fornire assistenza alle forze dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidate dal generale Khalifa Haftar. Dopo aver pubblicato video e foto inerenti all’accaduto, il Consiglio presidenziale di Tripoli, presieduto da Fayez al-Sarraj, ha denunciato quelle che ha definito vere e proprie violazioni della tregua, appena stabilita, da parte di “milizie aggressive”. Pertanto, di fronte alle continue aggressioni, Tripoli ha sostenuto che lo stesso generale dell’LNA dovrà riconsiderare la propria posizione in caso di ulteriori incontri a livello internazionale.

Nel frattempo, la Tunisia, nonostante non abbia preso parte alla Conferenza di Berlino, si sta impegnando a favorire una sua concreta inclusione all’interno della questione libica. In particolare, il ministro tedesco Heiko Maas, dopo essersi detto “rammaricato” per non aver visto Tunisi al tavolo dei negoziati di Berlino, si è recato in visita in Algeria e in Tunisia, il 23 e il 24 gennaio, per cercare di coinvolgere i vicini libici nell’attuazione delle misure stabilite durante la Conferenza. Nello specifico, il 23 gennaio ad Algeri, i ministri degli Esteri di sei Paesi africani hanno discusso, insieme al ministro tedesco, della crisi libica e delle iniziative per la sua risoluzione. I Paesi partecipanti, oltre all’Algeria, sono stati Egitto, Tunisia, Sudan, Ciad, Mali e Niger. Il meeting ha stabilito che la Germania si impegnerà a chiedere al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite l’imposizione di sanzioni contro le parti che violano il cessate il fuoco in Libia.

La Conferenza di Berlino si è tenuta il 19 gennaio e i partecipanti hanno concordato 3 strade da seguire per riportare stabilità nel Paese Nordafricano, ribadendo la necessità di rispettare l’embargo sulle armi e di preferire una soluzione politica a quella militare. Nello specifico, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, in una conferenza stampa tenutasi a margine dell’incontro, ha riferito che i 3 percorsi concordati riguardano la sfera economica, politica e militare. A livello economico, l’attenzione sarà focalizzata sulle riforme relative sia alla Banca Centrale, sia alle altre istituzioni del Paese operanti nel campo. Sul versante militare, la parti hanno convenuto sulla formazione di un Comitato incaricato del monitoraggio e della supervisione del cessate il fuoco. I membri verranno designati, nei prossimi giorni, dalle parti impegnate nel conflitto e, nello specifico, dal generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, e dal presidente del Consiglio presidenziale, nonché premier del governo di Tripoli, Fayez al-Sarraj. I due leader libici non si sono incontrati in occasione della conferenza.

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Chiara Gentili

di Redazione

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