Tagikistan: ondata di arresti in vista del voto

Pubblicato il 28 gennaio 2020 alle 12:16 in Asia Tajikistan

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Le autorità del Tagikistan dall’inizio di quest’anno hanno lanciato una campagna di arresti contro esponenti religiosi e insegnanti islamici nell’ambito di un’operazione formalmente volta a combattere il radicalismo, ma che molti considerano intesa a neutralizzare le voci dissidenti in vista delle prossime elezioni politiche.

Tra le persone la cui posizione è allo studio dalle autorità vi sono numerosi membri della famiglia Turajonzoda, le autorità sufi più importanti del paese, e diversi insegnanti che hanno ricevuto istruzione in paesi a maggioranza musulmana.

Il governo non ha pronunciato dichiarazioni pubbliche su nessuno di questi arresti e il network d’informazione Eurasianet.org afferma che i parenti delle persone colpite dai raid sono stati avvertiti di non parlare con i media pena possibili ripercussioni legali.

Il servizio tagiko di Radio Free Europe/Radio Liberty, Radio Ozodi, ha riferito il 20 gennaio che circa 70 persone sono state accusate di appartenenza ad organizzazioni illegali, in un chiaro riferimento ai Fratelli musulmani, la cui organizzazione è stata messa fuori legge in Tagikistan nel 2006.

Fonti governative riportate da Eurasianet.org hanno suggerito un numero leggermente più alto, vicino a 100. Le stesse fonti, tuttavia, affermano che un numero molto maggiore, fino a 1.000 persone, sono state portate nelle centrali e nei commissariati di polizia per accertamenti nell’ultima settimana. I rapporti, al momento parziali, su quello che sembra essere un processo in corso suggeriscono che non ci sia un focus specifico su un singolo gruppo, ma piuttosto un’operazione su larga scala.

Mahmudjon Latifi, un ex insegnante del dipartimento di studi orientali dell’Università Nazionale del Tagikistan, è tra i detenuti. Latifi è il genero di Nuriddinjon Turajonzoda, una rispettata figura sufi che è a sua volta fratello di Khoji Akbar Turajonzoda, popolarmente considerato la principale autorità islamica del paese. Anche un altro parente dei fratelli Turajonzoda, il cognato Ismoil Kahhorov, noto anche come Mullah Ismoil, è stato arrestato.

Radio Ozodi ha citato una fonte presso l’Istituto statale di lingue tagiko che dichiara che cinque membri del personale dell’Istituto sono stati arrestati. Le fonti di Eurasianet.org hanno indicato che fino a 40 persone, per lo più insegnanti di arabo, sono state arrestate a livello nazionale. Non è chiaro con quali accuse sarebbero state prese in custodia.

Il filo conduttore sembra essere che molti dei detenuti hanno trascorso del tempo impegnati in studi di lingua araba o religiosa in paesi ritenuti sospetti dalle autorità tagiche. Negli ultimi anni il governo ha effettuato pressioni su migliaia di giovani che hanno effettuato il loro corso di studi in paesi come l’Egitto, l’Iran e il Pakistan affinché sospendessero i loro corsi e tornassero a casa per paura che cadessero sotto l’influenza di gruppi islamici radicali.

Alcune fonti riferiscono che il religioso 72enne Domullo Safarkhoja, della città di Kushonien, nella provincia di Khatlon, sia morto poco dopo essere stato rilasciato, a seguito di interrogatori da parte delle forze dell’ordine all’inizio di gennaio 2020. Secondo quanto riferito, tre figli del religioso e un nipote furono presi in custodia. Si dice che i figli siano stati rilasciati, mentre il nipote è stato trattenuto per ulteriori interrogatori.

Con i funzionari che rifiutano di commentare pubblicamente gli arresti e nessuna dichiarazione ufficiale da parte delle autorità governative e di sicurezza, gli analisti ammettono di avere poco chiaro cosa è alla base della campagna. Gli osservatori politici suggeriscono, tuttavia, che il governo potrebbe voler mettere sotto pressione le autorità religiose considerate divergenti dalla linea ufficiale della pratica islamica, mentre il paese si prepara alle elezioni parlamentari, previste per marzo, e alle elezioni presidenziali, che si terranno nell’anno in corso in data da definirsi.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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