Qatar: nominato un nuovo primo ministro

Pubblicato il 28 gennaio 2020 alle 11:48 in Medio Oriente Qatar

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L’emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, ha nominato, il 28 gennaio, un nuovo premier alla guida del governo del Paese. Si tratta di Sheikh Khalid bin Khalifa bin Abdulaziz Al Thani.

La nuova nomina giunge dopo le dimissioni del primo ministro precedente, Sheikh Abdullah bin Nasser bin Khalifa Al Thani. Il nuovo premier assumerà altresì la carica di ministro dell’Interno.

Sheikh Khalid era stato precedentemente a capo dell’ufficio dell’emiro, l’Amiri Diwab, dal mese di novembre 2014. Nato a Doha nel 1968, dove ha ricevuto la sua formazione pre-universitaria, il premier neoeletto ha successivamente conseguito una laurea in Economia aziendale negli Stati Uniti nel 1993. Fino al 2002, ha lavorato presso la Qatar Liquefied Gas Company Limited, per poi trasferirsi nell’ufficio del vice rimo Mimnistro e al Ministero degli Affari Esteri, dove ha prestato servizio fino al 2006. Nel marzo 2006, Sheikh Khalid ha cominciato a lavorare presso l’Emiri Diwan, quando Tamim era ancora principe ereditario. Ne è divenuto il direttore nel 2007.

Shaikh Khalid si è impegnato a formare un nuovo governo composto da 14 membri. Le posizioni del gabinetto ritenute chiave, tra cui i ministri degli Esteri, dell’Energia, delle Finanze, della Difesa e del Commercio rimarranno invariate. Tuttavia, il nuovo premier dovrà altresì affrontare un quadro economico caratterizzato da un calo verificatosi, in particolare, nell’ultimo periodo. Ciò ha portato ad una diminuzione del surplus commerciale del Qatar, oltre che delle esportazioni di petrolio. Inoltre, i gruppi dell’opposizione, sulla base di dati ufficiali recenti, hanno evidenziato un aumento del deficit del saldo netto delle attività estere delle banche commerciali operanti nel mercato statale del 38,3%, pari a 81.5 riyal qatarioti.

Il predecessore, Sheikh Abdullah aveva spesso fatto leva sulla posizione influente del Qatar per far sì che il Paese potesse svolgere un ruolo rilevante nel mondo della finanza globale e nello scenario politico arabo. Tuttavia, a livello regionale, il Qatar risente tuttora del blocco imposto nel 2017. Nello specifico, dal 5 giugno 2017, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrain ed Egitto hanno imposto su Doha un embargo diplomatico, economico e logistico, accusandola di sostenere e finanziare gruppi terroristici come Hamas ed Hezbollah e di appoggiare l’Iran, il principale rivale di Riad nella regione. Da parte sua, il Qatar ha respinto le accuse, pur rimanendo in una condizione di isolamento che ha comportato la chiusura dei confini aerei, marittimi e terrestri, l’espulsione dei cittadini qatarini dai Paesi fautori dell’embargo e la chiusura dell’emittente televisiva qatarina al-Jazeera.

Il 5 novembre 2019, lo sceicco al-Thani aveva affermato che Doha era riuscita a limitare gli effetti negativi attraverso un approccio costituito da calma e determinazione. A tal proposito, lo sceicco aveva dichiarato che il Paese si era sempre detto pronto al dialogo per risolvere i contrasti nati anche in seno al Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), sulla base di alcuni principi, tra cui il rispetto reciproco e della propria sovranità, il perseguimento degli interessi comuni, e la non ingerenza in affari interni.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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