L’ISIS annuncia una nuova fase, l’obiettivo sarà Israele

Pubblicato il 28 gennaio 2020 alle 10:04 in Israele Medio Oriente

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L’organizzazione terroristica dello Stato Islamico ha annunciato di aver dato inizio ad una nuova fase, in cui l’obiettivo principale sarà colpire Israele e gli ebrei.

Tale annuncio, del 27 gennaio, fa riferimento ad un messaggio audio presumibilmente registrato dal portavoce dell’organizzazione, Abu Hamza al-Qurayshi, trasmesso attraverso gli account dell’applicazione Telegram. L’audio, dalla durata di circa 37 minuti, rivela che il nuovo leader dello Stato islamico, Abu Ibrahim al-Hashimi al-Qurayshi, è determinato a proseguire nella sua lotta, ma intraprendendo una nuova fase, in cui il fine è contrastare gli ebrei e recuperare ciò che questi hanno rubato ai musulmani. Ciò prevede nuove operazioni contro Israele. “Gli occhi dei soldati del califfato continuano a puntare tutta Gerusalemme” è una delle affermazioni contenute nell’audio.

In tale quadro, il portavoce dell’ISIS ha altresì rifiutato il cosiddetto “accordo del secolo”, promosso dagli Stati Uniti e dal capo della Casa Bianca, Donald Trump. Quest’ultimo è stato sviluppato dal genero di Trump, Jared Kushner, i cui stretti legami con il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, hanno accresciuto i sospetti palestinesi. L’obiettivo è risolvere il conflitto israelo-palestinese. Le linee generali del patto sono emerse gradualmente nel corso degli ultimi mesi, ma si prevede che ulteriori dettagli vengano rivelati proprio nella giornata del 28 gennaio. Alcune presunte clausole includono il controllo permanente di Israele sulla Valle del Giordano e una presenza militare israeliana a lungo termine nella Cisgiordania occupata.

In tale quadro, nel messaggio audio, l’ISIS ha invitato i musulmani di ogni Paese a divenire punte di diamante nella lotta contro gli ebrei ed il cosiddetto piano di pace. L’invito è stato rivolto soprattutto ai “figli del Sinai e del Levante”, affinché colpiscano gli insediamenti israeliani, rendendoli “terreno per testare armi chimiche e missili”.

Al-Qurayshi ha annunciato di essere alla guida del gruppo jihadista giovedì 31 ottobre, in una dichiarazione audio che è stata distribuita dall’ala mediatica dello Stato Islamico, nota come Al-Furqan. Eggi succede ad Abu Bakr al-Baghdadi, ucciso a seguito di un’operazione militare statunitense in Siria, il 27 ottobre. Gli Stati Uniti avevano precedentemente promesso una ricompensa di 25 milioni di dollari per la cattura di al-Baghdadi, posto alla guida del gruppo islamista a partire dal 2010, quando l’organizzazione era ancora una branca sconosciuta di al-Qaeda operante in Iraq.

Uno degli ultimi messaggi audio dello Stato Islamico risale al 16 settembre scorso, in cui proprio al-Baghdadi invitava i propri seguaci a salvare i combattenti e militanti detenuti in carceri e campi di detenzione, promettendo altresì vendetta. Precedentemente, il 29 aprile, a cinque anni di distanza dalla sua prima apparizione, al-Baghdadi, in un video, aveva esortato i suoi fedelissimi a continuare a combattere, minacciando altresì una “lunga battaglia” contro l’Occidente. Successivamente, l’11 agosto, un ulteriore video vedeva l’ISIS dichiarare di voler sferrare nuovi attacchi in Siria, sia contro la coalizione a guida statunitense sia contro gli alleati curdi.

In Iraq, la vittoria sull’ISIS è stata proclamata il 9 dicembre 2017. Nonostante le numerose sconfitte sul campo, vi sono diverse cellule dormienti in Siria e Iraq. Si stima che lo Stato Islamico includa tra 14.000 e 18.000 membri in tali Paesi, cui si aggiungono altri 3.000 combattenti stranieri. Tuttavia, tali cifre variano di continuo.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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