Immigrazione: Ocean Viking nel Mediterraneo con 407 migranti a bordo

Pubblicato il 28 gennaio 2020 alle 7:26 in Africa Immigrazione

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Con un totale di 5 operazioni notturne condotte in meno di 72 ore, il numero di migranti a bordo della Ocean Viking è salito a 407. Gli ultimi due salvataggi sono avvenuti nella notte di domenica 26 gennaio, quando la ONG, gestita da Sos Méditerranée e da Medici senza Frontiere, ha recuperato, prima, 102 persone a circa 80 chilometri dalla Libia, poi, altri 82 migranti in acque SAR maltesi, ovvero nella zona di ricerca e soccorso della Valletta.

Un altro salvataggio recente, operato dalla stessa Ocean Viking, era stato effettuato il 26 gennaio sempre nella SAR di Malta. L’imbarcazione della ONG era riuscita a portare in salvo 72 persone da un barcone “molto instabile e sovraffollato”. La notizia era stata rilasciata da Sos Méditerranée, con un post pubblicato su Twitter.

All’alba del 25 gennaio, la Ocean Viking aveva tratto in salvo altre 59 persone, recuperate da un’imbarcazione in legno al largo delle coste della Libia. L’operazione era iniziata alle 4 del mattino, quando la ONG aveva ricevuto la segnalazione da parte del sistema di allarme Alarm Phone.

Il primo di questo lungo ciclo di salvataggi era stato condotto nella notte tra il 23 e il 24 gennaio a circa 30 miglia dalle coste libiche. La nave della Ocean Viking aveva recuperato 92 migranti, inclusi donne e bambini, molti dei quali in condizioni precarie. Il direttore delle operazioni di SOS Méditerranée, Frédéric Penard, aveva riferito all’agenzia di stampa Agence France Presse che “il barcone sul quale viaggiavano i migranti era in procinto di affondare”. “Non osiamo immaginare che cosa sarebbe successo se non li avessimo trovati in tempo”, aveva detto l’uomo. La maggior parte delle persone salvate proviene dall’Africa occidentale. A bordo, c’erano anche 5 donne incinte, 2 bambini sotto i 5 anni e 32 minori non accompagnati. “Spero che venga presto assegnato un porto sicuro, perché, nonostante il team sia ben equipaggiato per affrontare le emergenze in mare, è solo quando i migranti sbarcano sulla terraferma che il salvataggio si può dire completato”, aveva dichiarato Penard al momento del primo salvataggio.

La Ocean Viking e la Alan Kurdi, di proprietà dell’organizzazione Sea Eye, sono le uniche navi impegnate nei salvataggi in mare che attualmente operano nel Mediterraneo. La Sea Eye ha riferito, il 22 gennaio, che “le acque alte stanno rendendo molto difficili le attività di ricerca e salvataggio dei migranti”.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Ansamed, sono circa 13 i barconi che in 3 giorni sono fuggiti dalla Libia. I dati forniti da Alarm Phone rivelano che, delle 800 persone a bordo di queste imbarcazioni, circa 720 hanno raggiunto l’Europa.

Secondo le stime dell’IOM, dal primo al 20 gennaio 2020 i migranti che hanno raggiunto l’Europa sono stati 4.088, di cui 3.805 via mare. Il numero di morti e dispersi ammonta invece a 63, di cui 1 nella rotta del Mediterraneo Centrale, la quale vede la Libia tra i principali porti di partenza, 4 nella rotta occidentale, la quale coinvolge Marocco e Algeria, e 58 nella rotta orientale, il cui principale porto di partenza è la Turchia. Per quanto riguarda l’Italia, dal primo al 20 gennaio 2020, sono circa 735 i migranti arrivati sulle nostre coste.

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Chiara Gentili

di Redazione

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