Bolivia: Áñez si candida e licenzia il governo

Pubblicato il 28 gennaio 2020 alle 6:30 in America Latina Bolivia

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“Voglio rivolgermi alle famiglie boliviane per informarle della mia decisione di candidarmi alle elezioni presidenziali”. Con questa frase, pronunciata prima di una riunione del partito al potere lo stesso giorno in cui scadeva la registrazione delle alleanze di partito per le elezioni presso il Tribunale elettorale, la presidente ad interim della Bolivia, Jeanine Áñez, ha causato un terremoto politico nell’attuale processo elettorale. Áñez correrà per un fronte formato dal suo partito, il Movimento democratico-sociale (MDS) e due gruppi che si sono appena separati dall’alleanza che aveeva sostenuto Carlos Mesa, il principale sfidante dell’ex presidente Evo Morales, alle ultime elezioni, il 20 ottobre 2019

Da giorni si parlava di una possibile candidatura di Áñez. L’MDS ha iniziato a promuoverla dopo non essere stato in grado di concludere un accordo con l’ex leader civico, Luis Fernando Camacho, che correrà alla guida di un fronte dell’opposizione per le elezioni presidenziali. Insieme a Mesa, Camacho ha occupato le prime posizioni nei sondaggi, che tuttavia rilevano anche la forte popolarità di Áñez tra i settori medio e alto della popolazione. Ritengono che la “mano dura” della presidente contro il partito di Evo Morales, il Movimento al socialismo (MAS), fosse necessaria per “pacificare” il paese dopo la crisi iniziata ad ottobre.

Camacho ha duramente criticato la presidente. L’ex leader civico di Santa Cruz ha chiesto ad Áñez di “mantenere la parola”, in riferimento alla sua ripetuta promessa di non candidarsi alle elezioni del 3 maggio. Áñez aveva descritto le voci sulla sua possibile candidatura come “maligne” e aveva assicurato che non avrebbe approfittato della sua recente esposizione per rimanere al potere. “Non era nei miei piani” – ha detto il presidente venerdì come spiegazione del suo voltafaccia.

Altri leader politici, come l’uomo d’affari Samuel Doria Medina, considerano la decisione di Áñez “incoerente”, in quanto uno dei motivi principali delle proteste contro Evo Morales fu il suo accesso privilegiato ai fondi e beni statali durante la campagna elettorale. L’uso delle risorse statali per le attività di partito è formalmente vietato in Bolivia, ma non è mai stato controllato in modo efficace.

“Alcuni troveranno la mia decisione difficile da capire” – ha detto la presidente, che ha giustificato la sua candidatura con le difficoltà che la classe politica nazionale ha trovato nel formare un unico fronte contro il MAS, un partito che ha definito come “la violenza e i violenti, che non hanno più spazio nel paese”. Áñez ha presentato la sua coalizione, chiamata Avanziamo insieme, come la realizzazione di questo fronte unito. Sebbene allo stesso tempo invitò il resto delle forze che si sono opposte a Evo Morales a unirsi per raggiungere un consenso nazionale. “Non abbiamo più spazio per fare errori” – ha detto.

Il gesto di Áñez divide il centro-destra in due fronti – il suo e quello di Camacho – entrambi guidati da politici dell’est del paese. Allo stesso tempo, indebolisce la candidatura del centrista Carlos Mesa, poiché due dei suoi più importanti alleati, il governatore del dipartimento di Tarija e il sindaco della capitale, La Paz, gli hanno ritirato il loro sostegno per appoggiare Áñez.

In poco più di due mesi in carica, la presidente è passata dall’essere una senatrice di destra sconosciuta ai più fuori dal suo collegio elettorale, a diventare la politica con le migliori possibilità di sconfiggere il MAS, che si colloca al primo posto nei sondaggi con circa il 30% dell’intenzione di voto, ma con pochissimi margine di crescita in caso di ballottaggio.

La decisione della presidente ha tuttavia causato un terremoto politico. Il ministro delle Comunicazioni, Roxana Lizárraga, si è dimessa accusando Áñez di aver tradito la parola data. La presidente ha allora chiesto le dimissioni dell’intero governo per “affrontare la nuova tappa di gestione democratica”.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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