Aereo USA precipitato in Afghanistan: scontro tra talebani e forze armate governative

Pubblicato il 28 gennaio 2020 alle 10:22 in Afghanistan USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I talebani hanno teso un’imboscata alle forze armate afghane, il 28 gennaio, nell’area in cui un aereo militare degli Stati Uniti era precipitato, il giorno precedente. Le dinamiche dell’accaduto, tuttavia, non sono ancora chiare.

Il 27 gennaio, le forze armate statunitensi hanno riferito che un loro aereo militare si è schiantato nella provincia orientale afghana di Ghazni. I talebani dichiarano di averlo abbattuto, ma le indagini sono ancora in corso. “Un bombardiere americano E-11A è precipitato oggi nella provincia di Ghazni, in Afghanistan. Mentre la causa dell’incidente è sotto inchiesta, non ci sono indicazioni che l’incidente sia stato causato dal fuoco nemico. Forniremo ulteriori informazioni non appena saranno disponibili “, ha affermato il portavoce delle forze USA-Afghanistan, il colonnello Sonny Leggett, il 27 gennaio. Il velivolo si è schiantato in una zona montuosa, controllata dai talebani. Tuttavia, le forze di sicurezza del governo afghano sono state inviate immediatamente presso il luogo dell’incidente, nel distretto di Deh Yak della città di Ghazni. Questi però sono caduti in un’imboscata dei talebani, secondo quanto ha riferito il capo della polizia provinciale, Khalid Wardak.

“Secondo le nostre informazioni, ci sono 4 corpi, 2 delle persone a bordo sarebbero vive e non ne abbiamo notizie”, ha affermato Wardak, aggiungendo che le forze di sicurezza afghane hanno ricevuto l’ordine di ritirarsi a seguito dell’imboscata. Il capo della polizia ha poi aggiunto che saranno avviate operazioni aeree. Da parte sua, Zabiullah Mujahid, un portavoce talebano, ha riferito che il gruppo ha respinto il tentativo di assalto del governo afghano, aggiungendo, tuttavia, che i talebani avrebbero consentito a una squadra di soccorso di recuperare i corpi dal luogo dell’incidente. “I combattenti talebani sul campo hanno contato sei corpi sul luogo dell’incidente aereo degli Stati Uniti”, ha dichiarato. Parlando a condizione di anonimato, alcuni funzionari statunitensi hanno rivelato che l’aereo trasportava meno di 5 persone quando si è schiantato. Il sito non è stato visitato da funzionari statunitensi o da altri membri della forza internazionale in Afghanistan, ma un funzionario della Difesa USA ha dichiarato che l’ammissione di responsabilità da parte dei talebani sarebbe fuorviante, aggiungendo che un’indagine preliminare avrebbe mostrato che c’erano dei problemi meccanici. 

L’incidente riporta i riflettori sulla missione più lunga degli Stati Uniti all’estero, una guerra che vede la partecipazione statunitense da ben 19 anni. A seguito della fine dell’invasione dell’Unione Sovietica in Afghanistan, dal 1979 al 1989, i talebani avevano guadagnato il controllo di gran parte del Paese, nel 1996. Tuttavia, il territorio montuoso afghano era diventato un paradiso per la crescita e l’organizzazione del terrorismo islamico. Dopo essere stati decimati da un’intervento degli Stati Uniti, nel 2001, e da uno della NATO, nell’agosto 2003, i talebani hanno mantenuto alcune roccaforti, dalle quali tentano di riprendere il controllo del governo centrale. Il più recente round di negoziati tra gli Stati Uniti e i talebani a Doha era iniziato il 7 dicembre 2019 e mirava a negoziare un ritiro delle forze armate USA, in cambio della fine degli assalti e di una serie di assicurazioni da parte dei militanti islamisti. Nonostante i rappresentanti USA e i media afghani riferissero di progressi diplomatici consistenti, le violenze nel Paese continuavano ad essere all’ordine del giorno.

Infine, i colloqui sono stati sospesi a seguito dell’attacco dell’11 dicembre 2019 contro una struttura medica, nei pressi della base militare degli Stati Uniti a Bagram. L’esplosione era avvenuta alle 6 del mattino, ora locale, nell’area nota come Jan Qadam, nel distretto di Bagram. Due civili sono morti ed altri 73 sono stati feriti nell’assalto. Inoltre, la sera del 23 dicembre 2019, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti aveva comunicato che un soldato delle forze speciali statunitensi era stato ucciso in Afghanistan. Si trattava del sergente Michael J. Goble, 33 anni, di Washington Township, New Jersey. Tuttavia, a partire dal 20 gennaio 2020, è iniziato un altro round di colloqui tra il rappresentante speciale USA in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, e il capo negoziatore dei talebani, il Mullah Abdul Ghani Baradar. Tuttavia, il 24 gennaio, i talebani hanno espresso frustrazione per quelle che hanno descritto come ulteriori richieste statunitensi nei colloqui di pace, anche dopo che il gruppo aveva offerto una “riduzione della violenza”. Non hanno, tuttavia, specificato quali fossero le nuove richieste di Washington.

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.