Slovenia: dimissioni a sorpresa del primo ministro Šarec

Pubblicato il 27 gennaio 2020 alle 16:17 in Europa Slovenia

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Il primo ministro sloveno, Marjan Šarec, ha annunciato le sue dimissioni, lunedì 27 gennaio, sostenendo che l’attuale coalizione di governo non è in grado di soddisfare adeguatamente le richieste dei cittadini. In una dichiarazione ufficiale, pubblicata sul sito del governo, Šarec ha affermato che l’esecutivo di minoranza, di cui è attualmente a capo, non dispone della giusta autorità per far passare riforme di vitale importanza per il futuro del Paese. “Non c’è nulla che posso fare in questo governo. Per questo, è giusto andare ad elezioni anticipate”, ha detto il premier durante una conferenza stampa. “La cosa più onesta che possiamo fare è tornare alle urne, dove le persone ci diranno se vogliono che continui oppure no”, ha detto Šarec, evidenziando come si siano aggravati i conflitti interni alla coalizione. Il presidente sloveno, Borut Pahor, dovrà ora avviare una serie di colloqui con i partiti per vedere se qualcuno di loro accetta di formare una nuova coalizione, che abbia la maggioranza in Parlamento.

Šarec, ex comico e satirico, ha riferito di aver già discusso con il Partito del Centro moderno (SMC) della possibilità di correre insieme alle prossime elezioni. Tuttavia, secondo gli analisti, il Partito Democratico sloveno (SDS), di centro-destra e all’opposizione, cercherà anch’esso di formare un nuovo governo, detenendo al momento la maggior parte dei seggi in Parlamento. Di conseguenza, sembra che le elezioni anticipate avranno effettivamente luogo solo se l’SDS dovesse fallire nel creare una nuova coalizione.

L’annuncio delle dimissioni di Šarec giunge solo qualche giorno dopo il licenziamento del ministro delle Finanze, Andrej Bertoncelj, fattosi da parte per “ragioni personali”. L’uomo, venerdì 24 gennaio, aveva rilasciato una dichiarazione in cui protestava contro la nuova legislazione proposta dal partito di Šarec. In base a questa normativa, il bilancio nazionale dovrebbe coprire le perdite del sistema sanitario.

Dal settembre 2018, Šarec è a capo di una coalizione governativa che conta 5 partiti di centro-sinistra, ovvero la Lista di Marjan Šarec (LMS), i Socialdemocratici (SD), il Partito del Centro Moderno (SMC), l’Alleanza di Alenka Bratušek (SAB) e il Partito Democratico dei Pensionati della Slovenia (DeSUS). Nel novembre 2019, la coalizione ha perso il supporto informale del partito di Sinistra, all’opposizione, rendendo sempre più difficile far approvare le riforme dal Parlamento. Nonostante le difficoltà oggettive, Šarec ha difeso la storia del suo mandato, affermando che “il governo ha navigato con sicurezza attraverso molte situazioni pericolose e, devo ammettere, ha riscosso un certo successo”. Zdravko Počivalšek, che è sia ministro dell’Economia sia leader del Partito del Centro moderno (SMC), ha affermato che le dimissioni di Šarec non porteranno necessariamente a nuove elezioni. A detta del ministro, ci potrebbe essere la possibilità che si formi una nuova coalizione che non includa il partito di Marjan Šarec. In assenza di voto anticipato, le prossime elezioni generali in Slovenia sono previste per il 2022.

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Chiara Gentili

di Redazione

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