Afghanistan: raid governativo in risposta agli assalti talebani

Pubblicato il 27 gennaio 2020 alle 9:07 in Afghanistan Asia

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Una serie di raid aerei del governo afghano ha causato la morte di almeno 7 civili, tra cui 3 bambini, nella provincia settentrionale di Balkh, in Afghanistan. L’assalto arriva a seguito della rivendicazione di 2 attacchi da parte dei talebani. 

Le vittime civili a Balkh facevano parte di una sola famiglia e l’attacco delle forze governative li ha sorpresi mentre stavano cenando, la sera di domenica 26 gennaio. L’operazione faceva parte di un’offensiva terrestre e aerea del governo contro i talebani. Tuttavia, un membro del parlamento, proveniente da Balkh, ha affermato che il raid del 26 gennaio è stato effettuato in aree controllate dall’esecutivo. Intanto, lo stesso giorno, il Ministero della Difesa afghano ha dichiarato di aver ucciso, nelle 24 ore precedenti, decine di “terroristi” in 13 operazioni di terra e 12 aeree, in 9 province. Almeno 13 persone sono state ferite e altre 6 arrestate, ha aggiunto il Ministero.

Da parte loro, i talebani avevano riferito di aver portato a termine 2 attacchi contro le forze di sicurezza. A Kunduz, nella notte di sabato 25 gennaio, sono stati attaccati i check point dove stazionavano soldati del governo, secondo quanto riferito dal portavoce talebano, Zabiullah Mujahid, in una nota. Questo ha poi aggiunto che l’assalto ha causato 10 vittime e 3 feriti. I combattenti talebani avrebbero anche preso il controllo di un grosso deposito di armi. In una dichiarazione separata, il gruppo ha affermato che i combattenti islamisti hanno teso un’imboscata contro una pattuglia delle forze afghane a Balkh, uccidendo altri 8 agenti di sicurezza.

L’Afghanistan è una realtà estremamente instabile da alcuni decenni. I talebani rappresentano la principale minaccia alla sicurezza nazionale. Questi sono un’organizzazione estremista islamista che ha preso il controllo del Paese dopo il crollo dell’Unione Sovietica, a seguito di una guerra civile tra diversi gruppi locali. Nel 1996, hanno governato gran parte dell’Afghanistan. Dopo essere stati decimati da un’intervento degli Stati Uniti, nel 2001, e da uno della NATO, nell’agosto 2003, i talebani sono tornati a essere attivi e a compiere numerose offensive per tentare di riprendere il controllo del governo. Il più recente round di negoziati tra gli Stati Uniti e i talebani a Doha era iniziato il 7 dicembre 2019 e mirava a negoziare un ritiro delle forze armate USA, in cambio della fine degli assalti e di una serie di assicurazioni da parte dei militanti islamisti. Nonostante i rappresentanti USA e i media afghani riferissero di progressi diplomatici consistenti, le violenze nel Paese continuavano ad essere all’ordine del giorno.

Infine, i colloqui sono stati sospesi a seguito dell’attacco dell’11 dicembre 2019 contro una struttura medica, nei pressi della base militare degli Stati Uniti a Bagram. L’esplosione era avvenuta alle 6 del mattino, ora locale, nell’area nota come Jan Qadam, nel distretto di Bagram. Due civili sono morti ed altri 73 sono stati feriti nell’assalto. Inoltre, la sera del 23 dicembre 2019, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti aveva comunicato che un soldato delle forze speciali statunitensi era stato ucciso in Afghanistan. Si trattava del sergente Michael J. Goble, 33 anni, di Washington Township, New Jersey. Tuttavia, a partire dal 20 gennaio 2020, è iniziato un altro round di colloqui tra il rappresentante speciale USA in Afghanistan, Zalmay Khalilzad, e il capo negoziatore dei talebani, il Mullah Abdul Ghani Baradar. Tuttavia, il 24 gennaio, i talebani hanno espresso frustrazione per quelle che hanno descritto come ulteriori richieste statunitensi nei colloqui di pace, anche dopo che il gruppo aveva offerto una “riduzione della violenza”. Non hanno, tuttavia, specificato quali fossero le nuove richieste di Washington.

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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