Stati Uniti-Italia: vicepresidente Pence incontra Conte e Mattarella

Pubblicato il 24 gennaio 2020 alle 20:30 in Italia USA e Canada

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Il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, si è recato in Italia per incontrare il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, e il primo ministro, Giuseppe Conte.

È quanto rivelato, venerdì 24 gennaio, da ANSA, la quale ha altresì specificato che prima di incontrare Conte e Mattarella, Pence ha avuto un vertice con il Pontefice, Papa Francesco, in Vaticano.

Per quanto riguarda l’incontro con Mattarella, il Quirinale rivela che al vertice erano presenti anche il ministro degli Affari Esteri dell’Italia, Luigi Di Maio, e l’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Lewis Eisenberg. Durante il vertice, Pence ha avuto modo di sottolineare il legame speciale che vi è tra Roma e Washington, i quali collaborano da quasi 100 anni, secondo quanto sottolineato dal vicepresidente americano, per la reciproca prosperità e stabilità.

Nel corso dell’incontro, il vicepresidente di Washington e il Capo di Stato di Roma hanno anche avuto modo di discutere di Libia. A tale riguardo, Mattarella ha dichiarato che la Libia rappresenta una questione di primaria importanza per l’Italia, dal momento che la guerra in un Paese così vicino è fonte di estrema preoccupazione.

Per tale ragione, Mattarella ha richiesto a Washington di spendere il proprio peso politico per assicurare che il cessate il fuoco sia definitivo e per consentire il prosieguo della Conferenza di Berlino.

Tale vertice si era tenuto lo scorso 19 gennaio e aveva coinvolto diverse parti a livello internazionale, compresi Haftar e Serraj. Al termine della Conferenza, sono state concordate 3 strade da seguire per riportare stabilità nel Paese Nordafricano, sia in termini economici, sia politici, sia militari. A livello economico, l’attenzione sarà focalizzata sulle riforme. Sul versante militare, la parti hanno convenuto sulla formazione di un Comitato incaricato del monitoraggio e della supervisione del cessate il fuoco. A livello politico, l’incontro di Berlino ha esortato tutti i partiti libici a porre fine al periodo di transizione e ad indire elezioni libere, inclusive ed eque.

In merito al risultato raggiunto in seguito alla Conferenza promossa dalla Germania, l’Italia si è detta soddisfatta. Nello specifico, nel corso delle dichiarazioni rilasciate alla stampa al termine del vertice, il premier italiano, Giuseppe Conte, e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, hanno confermato la disponibilità dell’Italia ad impegnarsi a monitorare la pace in Libia. Perché ciò avvenga, tuttavia, sarà necessario un primo passaggio in seno al Consiglio di Sicurezza dell’ONU.

Il tema del coinvolgimento degli Stati Uniti per quanto riguarda il dossier libico era già emerso nei giorni scorsi, quando, secondo quanto rivelato alla stampa, Conte aveva avuto un vertice bilaterale sulla Libia con il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, il quale aveva confermato l’interesse degli Stati Uniti per quanto riguarda il dossier libico. A tal proposito, Conte aveva rivelato l’intenzione degli Stati Uniti di coordinarsi con l’Italia e con gli altri Paesi coinvolti.

La Libia vive in una situazione di grave instabilità dal 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato da Fayez al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

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 Jasmine Ceremigna

di Redazione

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