Putin: Olocausto tragedia comune per Israele e Russia

Pubblicato il 24 gennaio 2020 alle 8:53 in Israele Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente russo Vladimir Putin ha definito l’Olocausto una tragedia comune di Israele e Russia e ha condannato fermamente l’antisemitismo, che ha definito “la strada che porta ad Auschwitz”. 

“Il 40% degli ebrei sterminati durante l’Olocausto erano cittadini dell’Unione Sovietica” – ha detto Putin incontrando il 23 gennaio il presidente israeliano Reuven Rivlin, in occasione della sua visita a Gerusalemme per la commemorazione del 75esimo anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz. Il presidente russo ha aggiunto che si tratta di una “tragedia condivisa dai due paesi” e ha ringraziato il suo ospite israeliano per l’invito alla commemorazione.

Putin ha affermato che “purtroppo sappiamo dove finisce l’antisemitismo: finisce ad Auschwitz”. “Quindi dobbiamo essere molto attenti a fare in modo che nulla di simile accada in futuro, contrastare la xenofobia e l’antisemitismo, ovunque si manifestino” – ha aggiunto.

Da parte sua, Rivlin ha sottolineato che “è impossibile condurre una guerra contro l’antisemitismo senza la partecipazione attiva della Russia”.

Vladimir Putin ha affermato che la Russia apprezza molto gli sforzi di Israele per preservare la memoria della lotta contro il nazismo. “La Russia apprezza molto gli sforzi di Israele per preservare la memoria della nostra lotta comune contro il nazismo, nonché gli eroi e le vittime della seconda guerra mondiale. Faremo del nostro meglio per far conoscere la generazione di oggi e le generazioni future vero per gli orrori di quella guerra” – ha detto il capo dello stato russo al momento di consegnare l’Ordine al coraggio personale, con il quale aveva decorato postumo Leon Feldhendler, protagonista della rivolta nel campo di sterminio di Sobibor, alla nipote, Nitza Shaham. Feldhendler, insieme all’ufficiale sovietico Alexandr Pechorskij, organizzò l’unica rivolta di successo nella storia dei campi di concentramento nazisti nel 1943, in seguito alla quale un gruppo di prigionieri riuscì a fuggire da Sobibor. Putin gli ha riconosciuto l’onorificenza postuma nel 2019.

Parlando a Gerusalemme al V World Holocaust Forum, Putin ha parlato del dovere generale di “far ricordare alle generazioni future gli orrori dell’Olocausto, i campi di concentramento, l’assedio di Leningrado, Babij Jar, Chatin”. Babij Jar è una gola alle porte di Kiev dove furono uccisi oltre 100.000 ebrei della capitale dell’allora Repubblica socialista sovietica ucraina; Chatin un villaggio della Bielorussia cui i nazisti diedero fuoco con tutti i 149 abitanti. 

Il leader del Cremlino ha anche sollecitato “ad essere vigili e a non lasciare inavvertitamente la comparsa dei primi focolai di odio, sciovinismo e antisemitismo, nonché la tendenza a tollerare la xenofobia e altri fenomeni simili”.

Il leader russo è arrivato in Israele il 23 gennaio per partecipare, insieme ad altri capi di Stato e di governo di oltre 40 nazioni, al World Holocaust Forum e ad altri eventi in occasione del 75esimo anniversario della liberazione di Auschwitz. Oltre alla riunione con Rivlin, Putin ha avuto un bilaterale con il premier israeliano Benjamin Netanyahu con cui ha discusso di problemi di attualità bilaterale e regionale. Con Netanyahu, inoltre, Putin ha inaugurato un monumento alla memoria degli assediati di Leningrado. L’assedio di Leningrado, nel corso del quale morirono circa 2 milioni di cittadini sovietici, durò dall’8 settembre 1941 al 27 gennaio 1944. 

 

Scarica l’app gratuita di Sicurezza Internazionale da Apple Store o Google Play

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.