I leader europei firmano l’accordo per la Brexit

Pubblicato il 24 gennaio 2020 alle 16:55 in Europa UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I leader della Commissione Europea e del Consiglio, Ursula von der Leyen e Charles Michel, hanno sottoscritto l’accordo di recesso della Gran Bretagna dall’Unione Europea, in vista dell’uscita di Londra dall’Unione, il 31 gennaio.

La firma in Europa arriva dopo che la regina Elisabetta ha approvato il testo, il 24 gennaio, mentre il 29 gennaio, è prevista la votazione da parte del Parlamento Europeo. Nell’accordo, il Regno Unito ha accettato di rispettare le norme dell’UE per un periodo di transizione che durerà fino alla fine del 2020. Entro il 2021 Londra spera di aver raggiunto un accordo per le nuove relazioni. La Brexit mette fine a 46 anni di permanenza del Regno nell’UE. Dopo che il documento è stato firmato a Bruxelles, è stato portato a Downing Street, per aver essere sottoscritto dal primo ministro britannico, Boris Johnson. L’accordo tornerà quindi a Bruxelles e una sua copia rimarrà a Londra. 

In tale contesto, il voto del Parlamento Europeo è considerato quasi una formalità. La questione delle relazioni tra Londra e UE è stata, di fatto, rimandata al 2021, data entro la quale cambieranno i rapporti tra i due vicini. L’onorevole Von der Leyen e altre figure di spicco dell’UE sono scettiche sul piano del governo britannico di negoziare un nuovo accordo globale sulle relazioni future entro la fine del 2020, poichè ritengono che il calendario sia troppo stretto. Tuttavia, Johnson è ottimista e insiste sul fatto che il Regno Unito possa ora andare avanti dopo anni di stallo sulla Brexit. Charles Michel, ex primo ministro belga che presiede i vertici dell’UE, ha affermato in un Tweet che “le cose cambieranno inevitabilmente, ma la nostra amicizia rimarrà. Iniziamo un nuovo capitolo come partner e alleati”. Il funzionario della Commissione Europea che ha trascorso più di 3 anni a negoziare la Brexit, Michel Barnier, è stato in piedi dietro i due leader dell’UE durante la cerimonia della firma.

Riguardo al raggiungimento di un accordo, Johnson ha dichiarato “a volte sembrava che non avremmo mai tagliato il traguardo della Brexit, ma ce l’abbiamo fatta. Ora possiamo lasciarci alle spalle il rancore e la divisione degli ultimi 3 anni e concentrarci sulla realizzazione di un futuro luminoso ed eccitante, con ospedali e scuole migliori, strade più sicure e opportunità diffuse in ogni angolo del nostro Paese”. L’ampia maggioranza ottenuta dal partito di Johnson nelle elezioni generali del 13 dicembre ammonta a ben 80 seggi e fornisce al governo conservatore una grande flessibilità in ambito legislativo. Da parte sua, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che non vede l’ora di proseguire la stretta collaborazione e la negoziazione di un “ambizioso” accordo di libero scambio tra Regno Unito e Stati Uniti. Se Londra e Bruxelles non riuscissero a trovare un accordo e il periodo di transizione non fosse prolungato, gli scambi tra Gran Bretagna e i Paesi europei sarebbero più onerosi per le imprese e seguirebbero le condizioni dettate dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC). 

Leggi Sicurezza Internazionale, il primo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.